Il Lecco cerca un’accelerazione dopo tre partite senza vittorie e un pareggio, quello con l’Union Brescia, che ha lasciato in dote più rimpianti che punti. I blucelesti sono passati due volte in vantaggio, ma hanno incassato il 2-2 nel recupero, confermando quanto sia fondamentale anche imparare a gestire meglio i momenti decisivi. Domenica al “Rigamonti-Ceppi” arriva l’Alcione Milano, squadra che pareggia molto — cinque volte in otto giornate — ma sa costruire e attaccare, come ha mostrato nel 2-2 con il Trento. Gli orange sono ottavi a quota 11 e hanno segnato 12 gol, pur concedendone 13; il Lecco insegue a 9 punti e non vince dal 3-1 di Desenzano, datato ormai 17 settembre. Per mister Federico Valente sarà un nuovo test per tastare gli sviluppi della squadra e l’effettivo lascito dell’ultima gara in termini di consapevolezza, quella citata al termine del match della prossima settimana.
Prepartita Lecco–Alcione Milano, l’intervista di Valente
Mister, 9 punti in 8 partite dopo un calendario particolare:
«Sono contento che tu abbia notato questa cosa, siamo sul nostro percorso iniziato con una squadra completamente nuova tranne pochi elementi. C’è stato tanto cambiamento e i cambiamenti hanno bisogno di tempo: sono tranquillo per le prestazioni fatte, con 2-3 punti in più sarebbe cambiato tutto. Scenderemo in campo per fare una prova top».
L’Alcione ha numeri ben diversi rispetto ai due anni passati:
«Il mister ha un’idea chiara per stare in campo, ho visto una squadra che ha preso 4 gol con l’Union Brescia e poi non così tanti. Sono una squadra tosta, sempre sul pezzo come ha dimostrato con il Trento: dobbiamo capire i momenti del gioco, hanno un buon mix e abbiamo provato a trovare le contromisure per lasciargli poco spazio».
Avrete una gara completamente diversa rispetto all’ultima:
«Sì, ma come no. È una partita a scacchi, abbiamo idee chiare rispetto al loro atteggiamento a prescindere da Murillo. Dovremo muovere bene la palla per non prendere contropiede. Difficile dire ora che la partita sarà completamente diversa».
Come sta la squadra fisicamente? E sull’utilizzo di Triacca.
«La squadra sta bene, su Sinn dobbiamo ancora capire dopo il problema al flessore ma non dovrebbe esserci anche la prossima. Moutassime ha fatto accertamenti, partirà domenica per fare una terapia alternativa e poi tornerà qui sperando che possa dare frutti per reinserirlo prima del previsto rispetto a un’operazione. Daniele ha iniziato la stagione e ha fatto bene, è stata una scelta tecnica quella di andare con Rizzo come braccetto poi avremmo potuto metterlo dentro come quinto ma ho scelto Anastasini per avere più possesso del pallone; che poi avrebbe difeso meglio sul cross è tutto da vedere. Triacca si sta allenando bene, il suo tempo arriverà».
Su Sidler e Casarotto:
«Matteo ha preso consapevolezza con quel gol, ha 45-60′ nelle gambe dopo il problema fisico avuto prima di venire da noi. Silvan ha fatto tutta la settimana senza problemi, pensiamo di averlo a disposizione».
Sui gol nel recupero:
«Abbiamo bisogno dei giocatori per 98′, avendo fuori anche Mallamo in quel momento… Chiaro è che devi difendere meglio il cross, poi Arena per la prima volta ha fatto il braccetto e forse ha avuto poca brillantezza. Dobbiamo essere tosti e duri, facendo meglio. Deve darci la consapevolezza di dover essere chiari, ci dà fastidio e siamo molto autocritici: si sono cumulate più cose tra Treviso, Trento e Union Brescia, c’è da spiegare perchè e non mi dà paura ma la consapevolezza che dobbiamo fare meglio».
L’Alcione si presenta con due attaccanti dietro una prima punta: sarete speculari?
«Anche facendo una buona gara, non vuol dire che quello sarebbe il vestito giusto con Capello e Pellegrino dietro Murillo. Può essere giusto mettere tre attaccanti, non sapendo se difenderanno bassi o alti. Hanno fatto già di tutto, non è detto che azzeccheremo subito l’atteggiamento giusto».

















