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Interviste | Valente: «Errore fa parte del percorso, ma serve chiarezza». Casarotto: «Sprecato tanto». Cusatis: «Gol sfortunato»

Altro pareggio interno per i blucelesti, che questa volta rimontano l’Alcione ma non vanno oltre un 1-1 che non migliora una classifica tutt’altro che felice

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Tempo di lettura 5 minuti

Si chiude con un altro pareggio – questa volta finale deludente – la doppietta di gare interne consecutive per la Calcio Lecco. Gara abbastanza piatta e totalmente episodica, parlando delle due marcature di Galli e Manetti, la prima figlia di un errore macro in uscita di Comi e la seconda che deriva per la gran parte dall’uscita di Raffaelli. Di fatto i blucelesti pagano dazio su uno dei pochi tiri verso la porta di Dalmasso, mentre sull’altro fronte del campo la mole di conclusioni – 17 tiri, 4 grandi occasioni a 0 – non coincide trova la necessaria precisione per superare la resistenza del portiere ospite. Si chiude con amarezza, quindi, la 9^ gara di campionato, che lascia il Lecco nelle zone basse della classifica quando siamo arrivati al giro di boa del girone d’andata: all’uscita dal campo i tifosi hanno salutato la squadra con qualche fischio e un coro ironico («Sarebbe bello anche vincere»).

Lecco 1–1 Alcione, l’intervista di Valente

Mister, partita dominata ma con solo un punto:
«Quello che vogliamo fare comporta dei rischi in costruzione, quella giocata era prevista su Metlika e non Pellegrino. Comunque fa parte di un percorso, possiamo metterla sopra ma dobbiamo capire le situazioni: fa male perdere punti, la squadra ha messo in difficoltà l’avversario con tanti movimenti e giocate ma poi è mancata la conclusione e anche il coraggio di tirare dal limite. Bisogna essere più chiari, anche con Casarotto alla fine o quando dobbiamo fare l’ultimo passaggio. Quel gol può tagliarti le gambe, ma la squadra ha provato a tirare la partita dalla sua parte».

Faresti le stesse scelte?
«Dopo la partita siamo sempre più furbi, Pellegrino mi ha dato buonissime sensazioni in settimana e l’ho scelto anche per questo: lui è quello che trova spazio tra le linee, Casarotto crea un po’ più casino. Poi, anche lui ha fatto dei buonissimi allenamenti: ora abbiamo una settimana breve, tutti vorranno farsi vedere per Vercelli, campo difficilissimo».

Difesa giovanissima: valeva la pena rischiare con la palla tra i piedi? E sulla trequarti un po’ di confusione:
«Posso ribadire che per me l’età non conta, si allenano ogni giorno con noi e devo fare un complimento perchè hanno questo coraggio nel giocare il pallone. Questa maniera di giocare la propongo non perchè mi piaccia tenere la palla in area, ma c’è un motivo ed è quello di attirare la pressione: poi, bisogna capire il momento e questo fa parte di un percorso di crescita. Non dobbiamo spianare il fucile per un errore, Pietro ha fatto una gran partita e anche gli altri due compagni di reparto. Lavoriamo su quello che dobbiamo fare sulla trequarti, ripeto che è la cosa più difficile».

Bene sulle fasce. Capello come sta?
«Se guardiamo i dati fisici di Manetti, ha valori non da Serie C in termini di metri intensi e sappiamo che dobbiamo cambiare i quinti, anche Oliver ha avuto un problema allo stomaco in questi giorni. Capello è alla seconda partita dall’inizio, mi sarebbe piaciuto non cambiare Bordoni e mettere un terzo attaccante».

Lecco 1–1 Alcione, l’intervista di Casarotto

Matteo, stai crescendo in termini di rendimento:
«Partiamo dal risultato che dispiace a me e ai compagni, avremmo meritato una vittoria soprattutto per come ci stiamo allenando. Abbiamo preso gol sulla loro unica occasione o quasi, mentre noi abbiamo sprecato tanto. Dobbiamo migliorare tanto sottoporta».

Sulle coppie in attacco:
«Siamo giocatori che possono stare dappertutto, personalmente sia da punta centrale o largo per le mie caratteristiche. Con il tempo e lavorando insieme, ci troveremo la domenica».

Sbagliate spesso le situazioni finali: inesperienza o paura?
«Anche l’episodio non ci sta dando una mano, trovarsi sotto dopo un primo tempo così non è facile. Continuando così, il risultato arriverà».

Lecco 1–1 Alcione, l’intervista di Cusatis

Mister, anche oggi un pareggio:
«Partita intensa, parte ambientale compresa. Sapevamo fosse una partita tattica e gli abbiamo evitato di giocare tanto dentro il campo, siamo stati bravi a concedere poco questa cosa. Per la Serie C, è stata una bella partita».

La porta non rimane inviolata:
«Dispiace, ne parlo sempre con i ragazzi in settimana perchè è stata la nostra forza in passato. Anche oggi è stata una casualità, Raffaelli ha fatto molto bene. È stato un gol molto casuale, ripeto, con una dose id sfortuna. mi piace che ci abbiamo tentato ancora, giocando con tanti ragazzi del settore giovanile. il Lecco è una squadra molto forte e sono veramente contento».

Il possesso palla quasi non conta nulla:
«Non è vero, dipende come vuoi farlo e cosa vuoi ottenere. Abbiamo concesso tanto giro palla sui tre, ma senza fargli muovere la palla dentro e sviluppare su Murillo. Sono dei principi, anche noi lo facciamo ma in questo momento preferiamo situazioni diverse. Sono molto contento per il gol che abbiamo fatto, secondo me non si aspettavano quel tipo di aggressione e avremmo potuto fare anche più male».

Ti aspettavi tutto quello che è successo?
«Esistono le strategie, sappiamo che hanno dei giocatori in grado di creare superiorità e non volevamo farci attaccare in profondità; abbiamo cercato di forzare anche 2-3 cose perchè sappiamo che se devono correre indietro fanno fatica, come il Trento. Anche la linea difensiva, contro giocatori veramente forti, è stata veramente brava».

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