Il Lecco ha due volti. E quello mostrato in casa comincia a pesare. Il 2-2 con la Folgore Caratese di domenica ha confermato una tendenza che raccontiamo da qualche tempo: al “Rigamonti-Ceppi” la squadra di mister Federico Valente non ha ancora perso, vero, ma in sei partite ha vinto una volta sola, con la Giana Erminio. Cinque pareggi sono cinque indizi, e cinque indizi fanno una prova.
Il paradosso del “Rigamonti-Ceppi”
A guardare la pura aritmetica, la media punti interna è leggermente migliore di quella esterna (1,3 contro 1,2). Il discorso, però, va oltre i numeri. Lontano da Lecco la squadra ha offerto quasi sempre prestazioni di spessore: il successo sul campo del Desenzano, il colpo di Vercelli che ha tolto alla Pro l’imbattibilità casalinga, gare di buon livello anche a Treviso e a Trento, pur perdendo, nel secondo caso senza punte di ruolo. Persino a Cittadella la prima ora era stata all’altezza, prima di un’ultima mezz’ora da dimenticare.
In casa, invece, il Lecco si accende a tratti e si spegne di colpo. Contro la Folgore Caratese i primi 25 minuti erano stati di alto livello, poi il gol di Cassata al 28′ ha tolto alla squadra una parte consistente del suo gioco, come se bastasse poco per smarrire le certezze. Le ragioni sono più d’una: la pressione del pubblico amico e delle sue legittime aspettative, una certa frenesia, e avversari che al “Rigamonti-Ceppi” si sono quasi tutti schierati con un baricentro medio-basso per ripartire. Non a caso l’unica grande prova interna è arrivata contro l’Union Brescia, squadra dal baricentro medio-alto che ha concesso spazi e tempo per le giocate.
Il conto è salato: i tre pareggi di fila con Union Brescia, Alcione e Folgore Caratese valgono quattro – se non proprio sei – punti lasciati per strada. Con quelli il Lecco sarebbe a quota 20, a ridosso di Trento e Union Brescia, in piena corsa per la top 5 indicata dalla società come obiettivo.
Dolomiti, un esonero senza erede
La prossima tappa è la più lunga dell’anno, a Feltre, dove la Dolomiti Bellunesi gioca le gare interne, almeno per ora. Una trasferta che i tifosi blucelesti non potranno nuovamente compiere causa divieto in vigore fino a febbraio.
Sabato 24 ottobre il club ha sollevato dall’incarico Andrea Bonatti, ringraziandolo per i tredici mesi di lavoro e per la salvezza della stagione 2025/26. La squadra, diciassettesima con 10 punti dopo undici giornate, è affidata momentaneamente a Massimiliano De Mozzi. La prima scelta per la panchina è Vinicio Espinal: le prime indiscrezioni lo davano in arrivo in tempi brevi, mentre la velocità è stata decisamente ridotta nelle ore successive, con un incontro ancora da sostenere.
Il punto è proprio questo. Esonerare un allenatore senza avere un sostituto pronto a inizio settimana è una leggerezza che una società professionistica non può permettersi, tanto più una realtà solida e ambiziosa come quella bellunese. Lo sottolinea in un editoriale anche il sempre beninformato Triveneto Goal, che mettono sotto la lente pure il ds Jacopo Giugliarelli.
“Vini” Espinal, ex bluceleste in Serie D sul finire della carriera, ha guidato splendidamente la Giana Erminio prima di passare in estate alla Casertana, che lo ha esonerato il 5 ottobre. La prossima scelta, per lui, dovrà rappresentare un passo avanti. Intanto la Dolomiti ha un impegno in mezzo: domani, mercoledì 28 ottobre, alle 18, allo Zugni Tauro, ospita negli ottavi di Coppa Italia Serie C proprio il Desenzano che aveva eliminato il Lecco al primo turno, con De Mozzi in panchina come già il 13 settembre contro l’AlbinoLeffe. Gara che l’allenatore dovrebbe seguire dal vivo per poi prendere una decisione definitiva.

La scossa e il rebus
Chiunque si siederà in panchina, il Lecco dovrà mettere in conto la reazione nervosa che spesso accompagna il primo match dopo un cambio di guida tecnica. Un rebus, insomma, contro un avversario a cui la scorsa stagione i blucelesti avevano segnato sette gol in due partite, subendone uno solo.
Dal giudice sportivo, dopo la gara con la Folgore Caratese, nessun provvedimento a carico delle due squadre. Dolomiti Bellunesi-Lecco si giocherà domenica 1° novembre alle 14.30.
Il cambio di marcia
Con la dodicesima giornata si entra a novembre e nell’ultimo tratto del girone d’andata, che si chiuderà il 20 dicembre in casa con il Renate. Dopo una breve sosta, il 3 gennaio si ripartirà da Arzignano, e da febbraio torneranno anche i tifosi in trasferta. Per dare un senso diverso al 2-2 con la Folgore Caratese e restare agganciato alla zona che si è dato come traguardo, il Lecco ha una sola strada: vincere. La svolta deve arrivare in queste settimane, prima della sosta: altrimenti, di questo Lecco a due velocità, resteranno soltanto delle parvenze di crescita.














