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C3, BluCeleste in profondità

Olgi (non) nate

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Strane situazioni. Solo a noi càpitano, chissà poi perchè.

Il balletto è durato lo spazio di un paio di settimane: partito giusto dopo la nostra eliminazione al secondo turno dei play off (per mano loro: e con festeggiamenti sguaiati a partire dalla panchina per finire in tribuna) e chiusosi qualche giorno fa con la dichiarazione del dottor, o ragionier Galbusera che ha battuto in ritirata (non nel senso ferroviario del termine, ci mancherebbe…) dopo aver percepito di non essere amatissimo al di qua del fiume. Anche se in realtà il fiume inizia dopo il ponte Nuovo e quindi magari a Pescarenico qualche estimatore in effetti l’avrebbe trovato.

Sta di fatto che il travaso (per molti di bile) da Olginate a Lecco non c’è stato e non ci sarà. L’acquisizione di quote della Cento Bluceleste ed il conseguente ingresso in via don Pozzi da parte della dirigenza bianconera è rimasto a metà del guado, frenato dall’ostilità palesata (parole di Galbusera nell’intervista rilasciata a LeccoChannelNews) su “forum, giornali, internet, facebook, LeccoChannel da parte della tifoseria lecchese”. Hanno “preso atto di non essere ben accetti” e quindi hanno rinunciato al progetto, dettato da una richiesta giunta loro dalla Calcio Lecco, e ora decideranno se e come continuare con la loro attuale realtà.

Da parte nostra, che del Lecco viviamo ogni sfumatura, che grazie agli attuali mezzi di comunicazione testiamo ogni minima variazione d’umore da parte della tifoseria (mail, sondaggi, post su forum e social network sono la spia di quel che accade nei cuori blucelesti) vogliamo solo tornare sulla faccenda, prima di archiviarla definitivamente, perché qualche tassello andrebbe posizionato per capire meglio il mosaico che si stava formando: per quale motivo sarebbero venuti a Lecco i dirigenti olginatesi ? Quali vantaggi avrebbe tratto la società (o meglio, la squadra) bluceleste dal travaso bianconero ? L’inglobazione del settore giovanile che qua manca quasi totalmente, il campo dove allenarsi, qualche giocatore portato in dote: e poi ?

Aldilà delle antipatie, del campanilismo e del senso di appartenenza e di orgoglio che possono aver mosso i tifosi blucelesti a “difesa” della propria tradizione centenaria, ci piacerebbe capire se l’interesse altrui per la piazza lecchese fosse (o sia…) filantropico o, a pieno diritto, di interesse.

Sta di fatto che ognuno proseguirà sulla sua strada. E non è detto che alla fine ci si ritroverà a giocare nello stesso campionato. Perché a Lecco, magari con le tasche vuote, una squadra nuovamente da ricostruire, una dirigenza da integrare e rinnovare, una società da rendere solida ci sarà un futuro (o un “futurium”…).

A Olginate “ne parleremo tra noi e vedremo” (Galbusera dixit).

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