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C3, BluCeleste in profondità

Con la “pezza” al culo

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Tempo di lettura 2 minuti

Che brutti ‘sti lecchesi.

Che cattivi ‘sti lecchesi.

Che violenti ‘sti lecchesi.

Che beceri ‘sti lecchesi.

Che lanciatori di torce ‘sti lecchesi.

Che insultatori ‘sti lecchesi.

Che sputatori ‘sti lecchesi.

Poi capita che vai in una cittadina della ridente e operosa brianza, giochi una partita orrenda, porti a casa un misero punticino che sa tanto di impotenza e di (ennesima) occasione mancata e torni a casa, metaforicamente parlando ma nemmeno tanto, a piedi. Perché i brutti, cattivi, violenti, beceri, lanciatori, insultatori e sputatori trovano le auto con le gomme tagliate. E si sentono pure insinuare da qualche saputello di esser stati loro stessi a compiere l’infamata. Come se uno si svaligiasse la casa da solo per farsi pubblicità e piangere miseria.

Ora, chi vive gli stadi sa che di tifoserie sante e immacolate non ne esistono, e a Lecco non siamo un’eccezione, tutt’altro. Se volete trovare qualche verginella dovete fermarvi sui campetti di oratoriana memoria, quelli che oggi peraltro ritroviamo molto spesso nelle categorie che da qualche anno siamo costretti a frequentare. A Seregno però son successi fatti che con la “cultura da stadio” nulla hanno a che vedere: dimenticando per un attimo lo squallido raid contro gli pneumatici (nessuno ha le prove che sia stato opera di tizio o caio, tantomeno di un gruppo o di una tifoseria organizzata: si va per ipotesi e su quelle c’è poco da aver certezze. Tranne il fatto che non possano esser stati gli autolesionisti brutti, cattivi, violenti, beceri ecc. di cui sopra), i simpatici brianzoli si staranno invece vantando di aver distrutto uno striscione ai terribili tifosi lecchesi. Per la precisione a quelli del “Lecco Club Lario Mazzoleni”, presenti in loco armati di un’età media che, nonostante gli Amato e le Fornero, consente loro di godere della pensione.

Un coraggiosissimo eroe seregnese ha strappato la pezza del Lecco Club che pendeva dalla tribuna laterale e se l’è portata di corsa nel suo settore come un trofeo conquistato in un’arena pullulante di gladiatori, salvo restituirla alle forze dell’ordine quasi del tutto distrutta qualche minuto più tardi.

Le conclusioni le tragga ognuno, ragionando secondo coscienza e senza i pregiudizi tipici di chi di solito guarda la pagliuzza nell’occhio altrui senza vedere la trave che ha nel proprio.

Perché quelli di Lecco saranno anche brutti, cattivi, violenti, beceri ecc. ma un minimo di rispetto se lo portano ancora dietro…

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