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C3, BluCeleste in profondità

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Usciamone. E usciamone presto. Il come non interessa: ma usciamone.
Da cosa ? Ma da questa categoria che ci appartiene solo perché le dissennate gestioni degli ultimi anni hanno prodotto macerie calcistiche che nemmeno un Attila travestito da dirigente avrebbe saputo far peggio.
L’ultima “eredità” (ma temiamo sia solo una di altre che verranno) la sconteremo in quel di Seriate, ridente paesino alle porte di Bergamo.
Bene, anzi minga tròp: il CASMS ha deciso di vietare la vendita dei biglietti della partita di domenica ai tifosi residenti nella provincia di Lecco. Motivazione ? L’Osservatorio ha inserito la gara tra quelle “ad alto profilo di rischio” (ma induè ?) e “per le criticità poste in essere dalla tifoseria lecchese in occasione dell’incontro Seregno-Lecco”. Temevano orde di barbari pronte ad invadere il “Campo Sportivo Comunale” e raderne al suolo le mura? Erano preoccupati che si presentassero al seguito della compagine di Roncari i famigerati “autolesionisti” che secondo qualcuno hanno rimpolpato le casse dei gommisti brianzoli auto-infliggendosi tagli ai copertoni (e ai propri portafogli) fuori dal “Ferruccio” ? Oppure che qualche fumogeno venisse lanciato troppo in là rischiando di bloccare il traffico aereo del “Caravaggio” ?
Ormai ci stiamo facendo il callo a certe situazioni e questo porta la gente di fuori a pensare che davvero qua ci siano gli Unni e ci trattino di conseguenza. Qualche anno fa dopo una partita in quel di Sassuolo diedero una sanzione pesantissima al Lecco “per aver sradicato e lanciato sul terreno di gioco i seggiolini del settore ospiti” quando questo era composto di gradoni di cemento e nulla più. Qualcuno fece ricorso ? Macchè..
Qua son passati personaggi (poi squalificati per lo scandalo scommesse) che han lasciato il campo tenendosi un orecchio dolorante e poi denunciando lesioni all’altro; abbiamo visto giocatori espulsi in un play out colpire con un pugno l’addetto federale all’imbocco degli spogliatoi spedendolo all’ospedale e non subire sanzioni. Giusto per non andare lontano nel tempo e nel luogo (e nell’avversaria), trasformatori di rigori sbeffeggiare una curva senza neppure venir ripresi dalla terna. Poi magari, si fossero chiamati Castagna si sarebbero beccati 2 giornate di squalifica. O una partita a porte chiuse per aver insultato e “attinto” un guardalinee.
Ma del resto, siamo pur sempre la tifoseria che subì un saluto tra indice e anulare (non si chiama “Bic”, cari addetti stampa distratti) e la società, a differenza del suo allenatore, non mosse un dito. Un’altra società rispetto a quella attuale. O forse no. Sta di fatto che, oggi come allora, i risultati sono gli stessi: due pesi e due misure. Tanto passa tutto in cavalleria e le “criticità poste in essere” da altri valgono meno. Diciamo poco più di un treno di pneumatici…

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