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C3, BluCeleste in profondità

Resurrection

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Era Ferragosto. Faceva un gran caldo, fuori e dentro la sede di via don Pozzi. A pascolare tra le mura della sede un pittoresco personaggio con magliette da pizzaiolo in fase di impasto, ascella e sottomammella pezzata causa ipersudorazione dovuta alla temperatura e allo stress che andava accumulando in quei giorni di dubbi (suoi) e passione (nostra).
Venne il fine mese che si portò via lo strano personaggio e la sua colorita accozzaglia di amici venuti da lontano (ma chiamati da vicino). La corsa alla ripartenza fu rapida, incalzante, frenetica: nacque una nuova entità chiamata Cento Bluceleste. Era lì, composta da uomini di buona volontà che presero il Lecco morente e lo riportarono a nuova vita irrorandolo di energia e positività dopo settimane di lotta vera dietro le barricate, nemmeno tanto metaforiche, attorno allo stadio. Pronta a subentrare alla famiglia Invernizzi rilevandone le quote sociali per costruire qualcosa di serio, solido e duraturo.
Applauso convintissimo.
Venne l’autunno, caddero le foglie, arrivarono i risultati e qualche altro giocatore a rinforzare la rosa: la Cento Bluceleste era sempre lì, in attesa che la vecchia (e sempre attuale) proprietà saldasse i debiti pregressi per poi subentrarle anche nella gestione globale oltre che nell’amministrazione ordinaria.
Applauso quasi convinto.
Venne Natale, tutti ci sentimmo più buoni e sputammo fuori il 2012 con tutto il male che si era costruito dentro: a Capodanno non pensammo ai fenomeni sudaticci dell’agosto andato ma sognammo un’estate a venire radiosa e portatrice di novità esaltanti. La Cento Bluceleste surrogava le speranze e si organizzava per non farsi trovare impreparata al tutto. Applausino.
Venne l’inverno, cadde la neve, la temperatura finì sotto lo zero e con essa le speranze dei pochi che sognavano la promozione tra i professionisti e che invece iniziarono a doversi accontentare di un posticino nei play off: la Cento Bluceleste era sempre lì, pronta a fare il suo dovere nel momento in cui fosse arrivata la fumata bianca.
Applauso già meno convinto.
Venne la fumata bianca, ma nel cielo di Roma e non di Maggianico: la Cento Bluceleste era sempre lì, ferma e risoluta in attesa di buone nuove per poter adempiere al suo dovere come da statuto e intenzione. Il campionato si trascinava tra una vittoria qua, un pareggino là, qualche rara sconfitta a tarpare le ali all’entusiasmo di una piazza sempre affamata di gloria, con le solite problematiche legate a squalifiche, multe, proibizioni e polemiche varie che a Lecco non mancano mai.
Applauso ?
Ora arriva pure Pasqua: tra ovetti, pulcini e colombe la classifica sorride (a chi si sa accontentare) e la società inizia a programmare la prossima stagione. Partono i primi movimenti tipo…tipo…tipo…ehm…ehm…Tipo ?
.
Vabbè, ci siamo capiti: ci si risente per il 25 aprile. O per il Primo Maggio. O per il 2 giugno. Speriamo non per Ferragosto: per allora vorremmo programmare qualche giorno di vacanza potendocene fregare di quel che succede in via don Pozzi.
Buona resurrezione a tutti i fratelli blucelesti. Ne abbiamo bisogno.

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