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Bruschi e Villani

Bruschi & Villani 25 Marzo 2013La ?Castellana? nel fortino Bluceleste!!!

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Se va cos&igrave; anche quando si pareggia, allora vuol dire che il campionato ha preso a girare per il verso giusto.

Dopo l&rsquo;1 a 1 di Seriate si temevano contraccolpi in classifica, ma questi non sono arrivati.
La Caronnese appare sempre pi&ugrave; in difficolt&agrave; e la Castellana, prossima ospite dei blucelesti, arranca. Cos&igrave; il Lecco resta ancorato al suo quinto posto. Ma attenzione: per la Castellana quella di gioved&igrave; &egrave; la gara del &ldquo;dentro&rdquo; o &ldquo;fuori&rdquo; e questo significa che i mantovani non faranno sconti a nessuno.

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A proposito di Castellana. Il mio sogno, da tifoso, &egrave; vedere un Rigamonti-Ceppi comunque traboccante di passione bluceleste, se non di supporters. Personalmente mi ha un po&rsquo; infastidito il rifiuto della squadra ospite di giocare se non in notturna, evidente il disagio poi nel tornare, almeno in serale.&nbsp;

Ovvero alle 17, alle 18, insomma, pi&ugrave; in l&agrave; possibile. &Egrave; vero che poi la Castellana avrebbe dovuto tornare a casa verso le undici, mezzanotte al massimo. Ma se si vuole un palcoscenico d&rsquo;eccezione, qualche sacrificio lo si deve pur fare. Invece, anche se magari i dirigenti mantovani lo negheranno risolutamente, poco ci cale, la scelta &egrave; stata fatta evidentemente per evitare il grande pubblico. Scelta comprensibile, ma poco sportiva. Il calcio &egrave; bello, ancora di pi&ugrave;, se c&rsquo;&egrave; tanto pubblico. Vederne poco allo stadio e negare al pubblico bluceleste la gioia di poter assistere a uno scontro importante sotto i riflettori, &egrave; stata una brutta cosa. Anche perch&eacute;, per una squadra che vuole entrare nei play-off e, dunque, vuole puntare al professionismo, abituarsi a un pubblico numeroso &egrave; quantomeno doveroso.
Insomma, ancora una volta si sacrifica, seppur legittimamente, la voglia di calcio dei tifosi del Lecco sull&rsquo;altare dei pi&ugrave; disparati bisogni e necessit&agrave;.

A Seriate, poi, e non ci torniamo pi&ugrave;, si &egrave; sfiorato il ridicolo: tifosi blucelesti dentro e fuori lo stadio, seppur in pochi, visto il divieto di vendita dei biglietti. E, fuori e dentro lo stadio, uno spiegamento di forze degno di un derby. Ma derby non era. Anzi. L&rsquo;atmosfera era paesana (con tanto di pane e salame negli spogliatoi).

L&rsquo;accoglienza, poi, &egrave; stata dignitosa, seppur il &ldquo;Terzi&rdquo; di Seriate non fosse all&rsquo;altezza di un match del genere (quanta pioggia!). Insomma, non c&rsquo;era nessun motivo per vietare questa trasferta e nessun pericolo c&rsquo;&egrave; mai stato, per nessuno, in questo torneo. I fumogeni e i botti in campo non si buttano. E non si entra allo stadio senza biglietto. Ma questo non vuol dire che si debba, per questi episodi (sfido chiunque a definirli &ldquo;pericolosi&rdquo;), vietare lo stadio a un&rsquo;intera tifoseria.

Se ci sono delle responsabilit&agrave;, partita per partita, che le si persegua. Con nomi e cognomi, senza, per&ograve;, far gravare su tutto il tifo bluceleste decisioni assurde e che danno l&rsquo;impressione di essere oltremodo vessatorie. Ci hanno spiegato che il divieto &egrave; regolare, che &egrave; frutto di pi&ugrave; diffide, che non recepire le determine dell&rsquo;osservatorio del Viminale sarebbe pericoloso perch&eacute; metterebbe le questure sul banco degli imputati, in caso di incidenti. Tutto giusto. Ma mi spiegate cosa mai &egrave; successo e che rischi correrebbe una questura che non ratificasse il divieto di trasferta ai tifosi blucelesti? Lo diciamo noi: pochi o nessuno. Per un semplice fatto, lapalissiano. Pericolo di scontri ce n&rsquo;&egrave; quando dall&rsquo;altro lato ci sono altre tifoserie. E di tifoserie avversarie non ce ne sono. O ce ne sono pochissime. E di scontri, quindi, manco l&rsquo;ombra.

A meno che non si considerino pericolosi fumogeni o intemperanze verbali&hellip; Tutto il resto &egrave; noia&hellip;

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