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“Pugni e carezze” al Panathlon Lecco

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Tempo di lettura 3 minuti

Se si dovesse giudicare dal numero degli ospiti presenti alla serata organizzata da Panathlon Lecco, si sarebbe costretti ad affermare che il pugilato in provincia di Lecco e tutto fuor che uno sport “minore”.

Tante, e interessanti, le storie raccontate; sicuramente molte di più quelle che sono restate, per ragioni ovvie di tempo, in qualche angolo della memoria dei molti campioni presenti.

“Campioni” e non “ex campioni” perche per noi panathleti chi e stato campione lo resta tutta la vita, soprattutto se continua ad essere un punto di riferimento per i giovani e per gli sportivi in generale.

Renato Corbetta ci ha messo del suo e non poteva essere altrimenti: la mitica “colonia” Cademartori e stata certamente voluta dal “Signor Lino”, ma siamo certi che il buon Renato non si e lasciato scappare nessuna occasione per gettare benzina sul fuoco della passione.
E cosi ci siamo trovati a tavola con Ermanno Fasoli, che da Mandello e andato sino a Tokyo a difendere, con i guantoni, l’orgoglio tricolore. In quell’occasione vide la Boxe con la B maiuscola, e di nome faceva Joe Frazier.

C’era anche Firmino De Marcellis, con il suo inseparabile fazzoletto a fargli da aureola ai capelli bianchi: De Marcellis di pugili ne ha visti tanti, cosi come Giulio Frigerio che ha speso una vita in palestra.

La boxe a Lecco era di casa se e vero che venivano organizzate anche trenta riunioni in un anno; ma era un’altra epoca e poteva succedere che si organizzassero incontri a Berbenno in Valtellina e i pugili ospiti si presentassero si a Berbenno, ma quello in provincia di Bergamo.

Luigi Cademartori ha ricordato suo papa, il “Signor Lino” come tutti lo chiamavano a Introbio e non solo, per sottolinearne la passione per lo sport, per il ciclismo, per lo sci e per la boxe. Non ci voleva molto per coinvolgerlo, e, a quanto pare, in casa aveva un trascinatore che di nome fa Renato. Il cognome lo sapete tutti senza bisogno di aggiungerlo.

Tra le sorprese della serata la scoperta di un Riccardo Cassin pugile che, dopo averle buscate a Genova, si risveglio a Milano chiedendo quando gli toccava salire sul ring. Immaginiamo la delusione del grande Riccardo quando venne a sapere che sul ring c’era già stato ed aveva già perso: poi si e messo a prendere a pugni le montagne e forse e stato meglio cosi per tutti.
Non solo storia, ovviamente, ma anche tanto presente.

Luca Marasco, già campione italiano, ha annunciato a tutti che vuole tornare presto a combattere: si sta allenando ed aspetta la forma e l’occasione giusta, poi si vedrà.

Con lui il belledese Carlo Rota, giovanissimo ma già definito unanimemente “la più bella speranza del pugilato lecchese”; e poi due ragazze senza paura che a vederle sembrano angeli e poi, quando si presentano, scopri che una (Greta Pronesti) ha solo 18 anni e che e passata dal wakeboard al pugilato diventando campionessa italiana junior. La Greta ha un po’ la faccia da “secchiona” (in senso buono, s’intende) e incontrandola mai immagineresti che potrebbe mandarti ko: della serie “mai fidarsi delle apparenze”.

L’altra boxeur si chiama Francesca Corso, e di Malgrate ed ha vinto il suo bel titolo italiano elite. Anche lei, sia pure un po’ meno giovane, fa parte della categoria “non sono quel che sembro” , e si prefigge traguardi importanti.

Detto che la serata ha avuto in marco Corti un ottimo conduttore, rimane da sottolineare la soddisfazione generale per la riuscita dell’incontro, conclusosi senza nessun ko ma con la vittoria ai punti del Panathlon.

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