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Bruschi e Villani

Bruschi & Villani 15 Aprile 2013La delusione dopo l?illusione

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Oramai &egrave; fatta.
I play-off, salvo miracoli, sono una chimera.
Ce lo si poteva aspettare dopo la batosta di Caronno e la ritrovata voglia di primo posto del Pontisola. Ma sarebbe ingiusto giudicare il Lecco da quest&rsquo;ultima gara. I blucelesti non hanno perso il torneo contro il Pontisola e, a ben vedere, nemmeno contro la Caronnese o la Castellana. Non sono queste le squadre contro le quali &egrave; stato scandaloso perdere o pareggiare. Basta guardare la classifica per accorgersi che Castellana e Caronnese, per esempio, hanno perso pi&ugrave; partite dei blucelesti. Nove ne ha perse la Castellana e ben undici la Caronnese.
Il Lecco solamente sette.

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Eppure queste due squadre sono l&agrave; davanti, tre punti sopra i blucelesti. Infatti hanno vinto 15 gare la Castellana e 16 la Caronnese. Contro le 14 del Lecco e i suoi 14 pareggi. Al di l&agrave; della penalizzazione per il petardo contro il Mantova e per i mancati stipendi, la squadra di Roncari non ha saputo sfruttare le tante, tantissime occasioni che ha avuto per allungare il passo. E la prova di maturit&agrave; non era quella di domenica contro il Pontisola, ma quelle, tutte o quasi sbagliate, contro Darfo e Fersina all&rsquo;andata, Sankt Georgen, Montichiari, Alzano, Pro Sesto, Seregno e Seriate nel girone di ritorno. Tutti pareggi tranne la sconfitta di Sesto San Giovanni. A metterli in fila sono 17 punti persi contro squadre che militano dalla 12esima posizione in gi&ugrave;. Sono tanti, troppi, per potersi rammaricare, oggi, per la partita dell&rsquo;anno giocata contro un avversario pi&ugrave; forte e pi&ugrave; in forma. Basti citare le assenze di Mauri, Romeo e Redaelli, protagonisti di un ottimo torneo finora, per non parlare delle cattive condizioni psicofisiche di Castagna, Mignanelli, Martin, e altri&hellip; Insomma, ci poteva stare il miracolo contro il Pontisola, ma sarebbe stato comunque duro portare il Lecco ai play-off dopo aver tanto sprecato.

Il rammarico non &egrave; quello di aver buttato al vento un torneo che, ad agosto, non sapevamo nemmeno se avremmo giocato, ma quello di aver visto una squadra sicuramente pi&ugrave; forte di quanto molti si aspettassero, non sfruttare le tante occasioni avute. Colpa, questa, della giovent&ugrave; di molti protagonisti e di alcuni passaggi a vuoto di mister Roncari, in alcune gare.

Ma non &egrave; il momento di lasciarsi andare. Non solo perch&eacute; la matematica non condanna ancora il Lecco, ma perch&eacute; c&rsquo;&egrave; da finire nel migliore dei modi una stagione che deve fare, comunque, da trampolino per la prossima. Che sia la serie D o, come vociferano in tanti, il ritorno nel professionismo via ripescaggi, fusioni o quant&rsquo;altro. Prima si faccia la societ&agrave;, poi si pensi a tutto il resto. Anche questa sta diventando ormai un&rsquo;occasione persa&hellip;

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