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Bruschi e Villani

Bruschi & Villani 22 Aprile 2013Che buona la polenta Valsugana

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Ora non resta che prepararsi a una polenta fuori stagione. Quella Valsugana, che speriamo sia gi&agrave; pronta, ancora prima di giocare. Il Fersina &egrave; gi&agrave; salvo e, dunque, si spera che non opponga troppa resistenza all&rsquo;armata Bluceleste. Non lo diciamo per antisportivit&agrave; nei confronti dei trentini. Lo diciamo perch&eacute; ci piacerebbe sognare fino all&rsquo;ultima giornata. Diciamocela tutta: questa squadra, al di l&agrave; dei 17 punti persi stupidamente contro squadre meno forti e di medio-bassa classifica, merita i play-off. Non solo perch&eacute; senza i tre punti di penalizzazione, ovvero sul campo, sarebbe davanti a Caronnese e Castellana rispettivamente di due e tre punti a due giornate dal termine. Ma soprattutto perch&eacute; questi ragazzi hanno stupito tutti per la loro voglia di crederci fino in fondo.

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Le dichiarazioni del dopo Pontisola erano state tutte all&rsquo;insegna del &ldquo;non molleremo mai&rdquo; e del &ldquo;venderemo cara la pelle&rdquo;. Ma erano suonate come quell&rsquo;Avanti Savoia urlato quando tutto ormai era perduto&hellip; Insomma, non ci credeva pi&ugrave; nessuno. Nessuno tranne loro, i Blucelesti. E pochi illuminati, magari proprio in questa emittente.

Troppi campionati abbiamo visto, ormai ben 24 di fila, da commentatori, per non cedere al facile disfattismo di chi la sa lunga. Invece questi ragazzi ci hanno dimostrato che il futuro &egrave; davvero dei giovani. Ovvero di chi sa osare perch&eacute; non d&agrave; nulla per scontato. La forza di volont&agrave; dei vari Redaelli, Mignanelli, Aldegani, Nicola Rota, Chessa, e persino dell&rsquo;altalenante Martin, senza nulla togliere a tutti gli &ldquo;esperti&rdquo; del gruppo, ha fatto la differenza. Avessimo avuto una squadra tutta di &ldquo;over&rdquo;, magari avremmo fatto qualche punto in pi&ugrave; nelle gare precedenti, ma arrivati a questo punto, ci saremmo arresi all&rsquo;evidenza di una classifica che non sembrava offrire pi&ugrave; spiragli. E avremmo sbagliato. Largo ai giovani e al loro entusiasmo. Lo stesso che, quando &egrave; venuto meno perch&eacute; ha dato per scontato vittorie ancora tutte da conquistare come quelle contro Sankt Georgen, Alzano, Fersina e via dicendo, ha affossato la squadra. Ma &egrave; anche quell&rsquo;entusiasmo che ha saputo costruire la speranza di un finale di torneo diverso. Un finale esaltante, anche se difficilissimo. Ora il Lecco ha di fronte Fersina Perginese e Sant&rsquo;Angelo. Ovvero, se riuscir&agrave; a battere il Fersina, ha davanti sei punti tondi tondi. Certo, la Caronnese ha davanti a s&eacute; due partite facili: contro Pro Sesto e Darfo Boario. E la Castellana affronter&agrave; Caravaggio e Sankt Georgen. Ma ormai non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; nulla di scontato in questo convulso finale. Il Lecco ha insegnato a tutte che Trapattoni aveva proprio ragione: non dire gatto se non ce l&rsquo;hai nel sacco. Anche perch&eacute; il gatto, anzi l&rsquo;aquila Bluceleste, pu&ograve; ancora graffiare.

E far male a tutti.&nbsp;

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