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Bruschi e Villani

Bruschi & Villani 21 Ottobre 2013
Ora si vinca anche fuori dal campo!!!

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Tempo di lettura 3 minuti

Riuscire a vincere sul campo è buona cosa.

È indispensabile per poter vivere un campionato stimolante, non appiattito. Vincere è l’unico modo per non trasformare un torneo in un calvario. Ma la verità è che la vittoria che ci si aspetta, ora, è solo quella societaria. Una vittoria che tarda da troppi anni, ormai. Se l’era Invernizzi era cominciata con grandi aspettative, si è poi trasformata in una summa di errori e incertezze che hanno decretato l’attuale stato comatoso della società. Ora siamo al punto forse più basso della storia bluceleste, in questo senso. Da una parte un Rusconi ingabbiato dall’impotenza e dall’insipienza della classe imprenditoriale lecchese che non trova l’enorme – lo diciamo con malcelata ironia – somma di 250-300mila euro per dare al Lecco un futuro. Dall’altra la proprietà, ovvero gli Invernizzi, che non vede l’ora di liberarsi del pesante fardello senza però trovare, se non sulla sponda Cento Bluceleste, le giuste garanzie.

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Il problema rimane quello prodottosi un anno e mezzo fa: la Cento è un bel guscio quasi vuoto. Ha al suo interno le forze per tirare avanti in qualche modo, ma non per accollarsi anche l’acquisto della società, seppur a costo zero, ma con relativi debiti residui. E al di fuori, anche se si parla con insistenza del possibile ritorno della coppia Ferrara-Savoia, non si vede granchè. Le voci che giungono dall’ambiente bluceleste, però, dicono con insistenza che la società è a un passo dalla cessione, dall’atteso passaggio di mano. Sarà vero? Ancora non possiamo dirlo. È, però, auspicabile che questa svolta ci sia. Dopo un’impasse così demotivante, dopo una stagione e mezza passata a cacciare le streghe del fallimento, della mancata iscrizione e della dèbacle sportiva, l’ossigeno per respirare non può che essere dato da un cambiamento netto di proprietà.

Non stiamo nemmeno a chiederci, a meno che non arrivi un altro Calà, chi possa ambire alla poltrona di presidente del Lecco. Ci auguriamo solamente che sia qualcuno che abbia davvero nel cuore non tanto il bluceleste in sé per sé ma il calcio. Il resto, ovvero innamorarsi dei nostri colori, dovrebbe venire da sé.

La trasferta di Borgosesia, vittoriosa, ha dimostrato per l’ennesima volta, quanta “fame” di calcio vero ci sia ancora a Lecco. Nonostante il punto della storia bluceleste sia uno dei più bassi mai toccati, i tifosi ci sono. E si sentono. Parliamo della Curva, ma anche dei tifosi più attempati, anche loro mai domi. Parliamo una piazza blasonata più per la sua grandissima voglia di vincere che per la sua storia, purtroppo ormai lontana… Vedere centinaia di tifosi anche a Borgosesia, dopo la bruttissima sconfitta casalinga con il Seregno, esultare e incitare l’undici di Butti, fa venire in mente che a Lecco il calcio piace ancora. Che c’è ancora passione. Manca solo chi sappia sfruttare, incanalare, coccolare e vezzeggiare questa passione. Ed è questo che aspettiamo con ansia…

A risentirci. 

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