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Calcio Lecco 1912

Calcio Lecco, un altro “bentornato”: Sensibile torna nella sua Lecco

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Tempo di lettura 3 minuti

Non sono Bertolini. Oltre all’allenaotre di Morbegno, un altro bluceleste di vecchia data ha deciso infatti di sposare la causa della Calcio Lecco 1912 per tentare di salvare la squadra nel momento di maggior difficoltà da tanti anni a questa parte. Da Lecce è infatti pronto a tornare in città Aldo Sensibile, 68enne direttore sportivo che ha vestito la casacca bluceleste nel lontano biennio 1967-1969. E a Lecco ci ha lasciato un bel pezzo della sua vita, visto che in quegli anni ha conosciuto l’attuale moglie Gigliana, del quartiere di Germanedo, e sono nati i figli Maria RosaPasquale: “Vado e vengo spesso dalla città per incontrare parenti, nipoti e così via. D’altronde, mi sono sposato lì quarantanove anni fa e poi sono tornato a Lecce. Mi è stato chiesto questo aiuto e mi sono detto ‘Come si fa ad essere insensibili a questa richiesta?’ I colori blucelesti li abbiamo indossati sia io che mio figlio, seguo sempre le vicende del Lecco e mi dispiaceva vedere questo declino per colpa dei tanti avventurieri che ci sono stati.”

Smessi gli scarpini da giocatore, ha allenato, in quasi trent’anni di carriera da primo e secondo tecnico, il suo Lecce, Ascoli, Civitanovese, Sambenedettese, Rende, Ascoli, Forlì, Monopoli, Vis Pesaro, Napoli, Castel di Sangro e, infine, Siena. Nell’anno passato all’ombra del Vesuvio ha consolidato la sua forte amicizia con Vujadin Boskov, rimasta saldissima fino alla morte del serbo.

Gli anni e la lontananza non hanno comunque cancellato la sua forte passione per i colori blucelesti, che ha sempre seguito con costanza: non di rado, infatti, sui social sono apparsi i suoi commenti sotto vari articoli riguardanti le vicende della Calcio Lecco 1912. Nel 2011 venne poi intervistato da Albino AlborghettiAloisio Bonfanti per il programma “1912, una storia infinita“. Ora, dopo lungo tempo, ha deciso che era giunto il tempo di essere parte attiva nella scrittura della storia della Calcio Lecco 1912: “Va rispettato per la città che è e la tradizione che ha. Speriamo di realizzare questo mezzo miracolo e salvare la categoria, mettendo poi le basi per il futuro con un settore giovanile importante, come da tradizione. Considerati gli industriali che ci sono in città si può fare qualcosa di veramente importante e serio, ci vorrà sicuramente del tempo e bisogna ottenere credibilità.”

Sulla concretezza dell’allenatore non ci sono dubbi: “Ho sentito Bertolini, è decismente carico perchè Lecco è una grande piazza, un momento di orgoglio assoluto. E’ una squadra che ha lasciato un segno profondo nel calcio italiano, fa sempre notizia. Domani giocherà la Juniores, ma magari qualche allodola tornerà nel nido… Portiamo in porto questa nave e vediamo di costruirci il futuro. Il calcio è sempre una cosa bella. Motta? Mi ha fatto un’ottima impressione e mi ha convinto subito, anche se non ce n’era poi così tanto bisogno… Magari ce ne fossero di persone così nel calcio.”

Di nuovo a casa, bentornato Aldo!

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Sensibile in una formazione del Lecco negli anni Sessanta: è l’ultimo in basso a sinistra

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