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Post partita | De Paola: «Ci manca rabbia, serve una svegliata». Merli Sala: «Servono gli attributi». Javorcic plaude Lecco: «Ambiente vero»

Il Pirata promuove parte della prova dei blucelesti: «Ma tacchi e tacchettini non mi piacciono». Il capitano: «Il mister ha toccato le corde giuste»

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Tempo di lettura 5 minuti

Sala stampa dai toni pacati dopo Lecco-Sudtirol. Dopo quanto accaduto nelle prime settimane di novembre, una notizia anche questa. Il primo a fare capolino è il vincitore, quel mister Ivan Javorcic che contro il Lecco ha sempre portato a casa i tre punti, bestia nera lui stesso più di quanto non lo fosse la sua Pro Patria negli anni addietro. E poi ecco l’ex compagno di squadra, mister Luciano De Paola, seguito a dieci minuti di distanza da capitan Ivan Merli Sala: i blucelesti hanno certamente fatto molto di più rispetto a Trento (e non solo), ma non abbastanza per mettersi in tasca un punticino che sarebbe stato certamente meritato. Ancora una volta si paga caramente una disattenzione arrivata su palla inattiva durante i primi minuti della gara, praticamente il peccato originale di questo gruppo.

De Paola: «Siamo borghesi»

Mister, avete avuto un’anima fino alla fine:
«Ho parlato con i ragazzi, gli avevo chiesto di giocare un po’ di più. Sicuramente lavoreremo sulle palle inattive, inoltre gli attaccanti devono fare delle cose diverse; sapevamo che Odogwu era forte, ma gli abbiamo concesso lo spazio per fare gol. C’è da lavorare».

Trenta secondi maledetti:
«Dipende dal fatto che siamo un po’ borghesi, non abbiamo la cattiveria necessaria per capire che quando si marca, si marca; sono situazioni che giocatori importanti come i nostri: Celjak, Merli Sala e Battistini si devono dare una svegliata, abbiamo concesso anche una punizione stupida. La squadra deve cambiare modo di pensare, per quello li ho portati sotto i tifosi alla fine: dobbiamo essere un tutt’uno con loro. A tratti abbiamo fatto delle cose importanti, alcuni giocatori devono trascinare; io sono un pratico, chiacchierare la prima volta va bene, già la seconda…».

Sui cambi di modulo:
«Abbiamo cambiato modulo, Ganz e Petrovic sono entrati molto bene. Dobbiamo essere arrabbiati ed è quello che manca in questo momento; le palle inattive fanno parte del calcio, ma qua non possiamo pensare a giocatori che non sanno marcare, se sei cattivo l’avversario fa fatica a fare gol. Ai ragazzi ho fatto i complimenti perché hanno sputato l’anima».

Il gol subito ha scombinato i piani:
«Volevamo aspettare e ripartire, Iocolano e Tordini hanno queste caratteristiche; aver subito subito ci ha tagliato le gambe, ma la squadra ci può dare delle grosse soddisfazioni».

Su Mastroianni:
«Mi aspetto molto di più, tacchi e tacchettini non fanno parte del mio credo. A me mister Ranieri ha detto che sul piatto ho costruito una carriera. Abbiamo giocatori di buona qualità, anche i due ragazzi in mezzo al campo si sono comportati molto bene».

Nel primo tempo abbiamo insistito con le palle alte:
«Faremo tanti allenamenti su pressione e possesso palla, voglio che la mia squadra giochi perché non ha la stessa fisicità del Südtirol e fa una fatica della Madonna a prenderla di testa».

Sul gol subito c’è stata la compartecipazione di Pissardo:
«Sicuramente prenderà fiducia, ma il gol nasce da una concomitanza di errori. È una persona affidabile e penso che noi abbiamo una squadra di uomini».

Merli Sala: «Viste cose diverse»

Ivan, avete un’anima:
«Per il 50% delle cose fatte si potrebbe anche vedere il bicchiere mezzo pieno, ma da quando sono qua non mi è mai capitato un momento del genere perché i risultati non arrivano. La palla oggi forse non l’hanno nemmeno toccata… Rimane che la squadra ha lottato, ma anche che bisogna muovere assolutamente la classifica».

Ancora i calci piazzati sotto accusa:
«Oggi purtroppo su tante situazioni siamo stati bravissimi, ma in quell’occasione la palla è andata dentro. Possiamo solo allenarci su questo elemento, superato questo step le cose possono solo migliorare».

Siete tornati a giocare a “quattro” dietro:
«Dal campo ho visto cose diverse rispetto alle ultime partite. Sicuramente in casa dobbiamo fare di più, mettendo maggiormente sotto pressione l’avversario; penso che il mister abbia toccato le corde giuste, l’obiettivo è muovere la classifica e certamente possiamo tralasciare l’essere belli. Bisogna avere la testa ed essere uomini, giocando con testa e cuore».

Avete giocato molto in più verticale:
«Sicuramente meno fraseggio e più compattezza tra i reparti, ma è chiaro che dobbiamo riuscire a finalizzare; quando c’è lo spazio, cerchiamo la palla a terra. Dobbiamo migliorare dietro, in mezzo e davanti, serve la cattiveria che vuole questa piazza e lo spessore dev’essere proprio dei giocatori che compongono la rosa».

Molti lanci verso gli attaccanti:
«Si, dobbiamo trovare le linee di passaggio giuste per gli attaccanti, le loro caratteristiche chiedono di aver la palla in mezzo ai piedi. Quando Tordini e Iocolano prendono la palla tra i piedi escono buone trame di gioco, poi serve la cattiveria giusta sulle seconde palle; una “rubata” ti cambia la stagione».

Javorcic: «Lecco contesto vero»

«È sempre un piacere giocare in un contesto vero, con alti ritmi. Noi ci siamo imposti e abbiamo trovato subito il gol, poi la partita è stata equilibrata, nella ripresa anche agonisticamente difficile. Questi ragazzi meritano solo complimenti, abbiamo vinto tutte le trasferte dell’ultimo periodo».

Sembra un monologo, il vostro:
«Noi siamo consapevoli di quanto duramente dobbiamo lavorare per avere questi numeri, non era pronosticabile sulla carta, stiamo facendo qualcosa di straordinario. Le avversarie? La classifica parla chiaro, ci sono Padova, Renate, FeralpiSalò e anche la Triestina».

Si aspettava un Lecco così?
«Mi aspettavo una partita agonisticamente difficile, diversa da quelle vissute nell’ultimo periodo, il cambio di allenatore porta delle sfumature dal punto di vista emotivo».

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