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Post partita | De Paola: «Troppo nervosi, a noi serve la goliardia». Fracchiolla: «Il nostro è un grande risultato, a prescindere dal finale»

Le parole dei blucelesti dopo la partita pareggiata con il Seregno: «Oggi ci aspettavamo qualcosa di più, ma ricordiamoci per cos’avremmo firmato a novembre»

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Tempo di lettura 5 minuti

Pomeriggio amaro per la Calcio Lecco 1912. I blucelesti chiudono le serie di sfide ravvicinate con Piacenza e Seregno con un solo punto all’attivo, rischiando di vanificare la possibilità di arrivare al quinto posto: attualmente blucelesti sono a pari punti con Triestina e Pro Vercelli, di conseguenza ogni verdetto è rinviato agli ultimi novanta minuti della stagione regolare; in palio c’è l’allettante possibilità di saltare la prima partita della fase a girone dei play off in programma domenica 1 maggio. Insufficiente il gol di Alessio Nepi, il secondo in bluceleste, alla fine del primo tempo, vanificato da una ripresa disputata al piccolo troppo, che ha portato all’espulsione di Patrick Enrici prima e dalla conseguente punizione di Kaleb Jimenez poi, trasformata in gol anche grazie alla complicità del reparto difensivo. Sono De Paola e Fracchiolla a parlare dopo il match per la parte bluceleste, anche vista la difficoltà nel reperire giocatori pronti a presenziare al consueto commento del post partita.

Post Lecco-Seregno: le parole di mister Luciano De Paola

Il tecnico prende parola:
«Questa è una partita che potevamo vincere tranquillamente senza quell’episodio, Enrici avrebbe dovuto temporeggiare in quella situazione. È un giocatore che si farà».

Mister, sarebbe servito un solo cambio:
«Ne avrei dovuto cambiare uno, ma certe situazioni ogni tanto vanno portate più avanti perchè anche Sparandeo non è uno che si controlla molto. Oggi non siamo stati brillanti, nella ripresa abbiamo palleggiato al posto di andare in verticale: abbiamo sbagliato 3-4 scelte incredibili, delle letture che un giovane non sempre non riesce a fare; magari oggi uno come Kraja è appannato, ma ci sta. I ragazzi ci stanno portando ai play off, domenica andremo a Sesto a fare la partita della vita. Sentiamo l’assenza di giocatori come Giudici, Capoferri e Nesta, se non ripartiamo velocemente diventiamo una squadra normale».

Non avevi preparato la partita per gestire i tempi:
«No, ma Morosini è un giocatore di palleggio e certe situazioni nascono perchè a lui piace abbassarsi e prendere palla. Ha fatto una grande partita, comunque. La nostra forza è nella verticalità, se il Lecco non gioca così diventa dura. Dietro, invece, non abbiamo mai rischiato».

Su Masini:
«Per come la vedo io, ci hanno portato in Paradiso Kraja e Masini, senza nulla togliere agli altri. Lora e Morosini fanno un altro tipo di calcio, se avessi avuto Vasic sarebbe stato un discorso diverso. Sono stato contento di aver recuperato Purro, potrà essere una buona alternativa».

Cosa ti ha amareggiato?
«A fine primo tempo ho detto alla squadra che era troppo nervosa, come se fosse stata quella obbligata a far punti per salvarsi. Non possiamo avere l’ansia da prestazione, dobbiamo divertirci perché abbiamo fatto delle cose incredibili: non abbiamo i giocatori per reggere alle pressioni, non abbiamo giocatori esperienza in determinati ruoli».

Ora una partita che vale tutto:
«Tutte e tre dobbiamo fare risultato, sulla carta noi dovremmo avere la partita meno complicata, ma dovremo trovare lo spirito goliardico dei primi mesi».

Su Tordini:
«Non ce l’abbiamo fatta, dobbiamo gestire anche le ammonizioni. Il dispiacere più grosso è quello di non aver regalato una vittoria al nostro patron».

La classifica della Pro Sesto può agevolarvi?
«Noi non possiamo pensare, non abbiamo l’esperienza per farlo. Noi siamo giovani. Dobbiamo mettere insieme la formazione giusta per i play off, recuperando anche uno come Ganz che si sta sbattendo troppo e non è troppo lucido in zona gol, oltre che poco servito».

Post Lecco-Seregno: le parole di Domenico Fracchiolla

Direttore, oggi vi aspettavate qualcosa di più?
«Sicuramente si, ora vincere potrebbe non bastare per arrivare quinti. Ci dispiace, sapete che il patron è in ospedale e ci sarebbe piaciuto dedicarglielo».

La squadra è sembrata essere stanca:
«In dieci hanno provato a vincerla. Credo che senza episodio e infortunio di Marco sarebbe stata portata a casa. Ci sono dei periodi, altre gare non avremmo meritate di vincerle e oggi si sta invertendo un po’ la rotta. Penso che a novembre nessuno avrebbe messo il Lecco al settimo posto, che significherebbe giocare almeno la prima dei play off in casa, con 100 punti messi insieme in due stagioni. Il peccato sta nell’aver interrotto il filotto di vittorie interne, la pressione si è fatta sentire su una squadra giovane».

Non arrivare quinti sarebbe…
«Rispetto allo scorso anno è una situazione diversa, oggi siamo alla pari con due squadre che hanno altri budget e obiettivi. Per noi arrivare ai play off è un grande successo in ogni caso, se qualcuno rimane deluso… Problemi suoi. Quando fai un percorso con i giovani è fisiologico fare degli errori, ci sono momenti di grande entusiasmo e altri in cui si paga l’inesperienza. Le altre si sono rinforzate con vecchi importanti, noi con giovani importanti: è diametralmente opposto».

Sulle voci di cessione:
«Non ci penso, io sono arrabbiato per non aver raggiunto i sessanta punti. Penso a domenica, sono convinto che faremo quanto dobbiamo, al resto ci penserà il presidente: ho letto tanti nomi, ora ci sono tante chiacchiere ed è il momento indicato per parlarne».

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