Possiamo aprire l’analisi di Lecco-Sangiuliano citandoci. “Quando trovi chi ha entusiasmo ed è talmente in palla da riuscire a far riuscire quasi ogni giocata, in genere devi opporre organizzazione e attenzione, il metodo operaio che a questo livello ti permette di fare miracoli. Diciamo che nel corso del biennio 2020-2022 l’abbiamo vissuto anche sulla nostra pelle sul campo con la Pro Patria, tanto per fare un esempio pratico e subito spendibile”. Ed è andata esattamente così: i blucelesti di mister Luciano Foschi hanno superato l’esame con la lode, tirando fuori la spada e lottando su ogni pallone contro i milanesi, arrivati al “Rigamonti-Ceppi” con una formazione stranamente rimaneggiata, con la gran parte dei big lasciati fuori da mister Andrea Ciceri e pure con un po’ di presunzione. Poi, il fioretto estratto da Mangni al momento giusto, quando a inizio ripresa Zuccon ha costruito da solo l’occasione giusta per dare il colpo-partita ai gialloverdi: stop, colpo di tacco e corsa verso il centro del campo, lì dove le urla e gli applausi che provengono dagli spalti convergono. Decisamente il gol dell’anno, almeno per ora, al servizio di un Lecco che ha disputato la miglior partita dell’anno, almeno per ora. E Foschi avrà tempo ed elementi per porsi le domande del caso: oggi Zuccon, Galli e Girelli danno l’idea di avere uno stato di forma migliore rispetto a tutti gli altri, anche se subentrare è un conto e giocare dal primo minuto tutt’altro paio di maniche.
Un lunedì per godersela e poi giù la testa per mettere dentro tutto quello che serve in vista della sfida di Novara, battuto nettamente (3-1) dall’Albinoleffe. Il Lecco non ha ancora vinto fuori casa e tra l’altro andrà sul campo della capolista, ma è pure vero che questo campionato ci sta insegnando che tutti possono battere tutti, guardare i risultati della settima giornata per avere un’idea chiara dell’equilibrio che regna al nord Italia, oggi più che nel corso delle annate precedenti. Le Aquile hanno tutto per andare al “Piola” e fare quantomeno una bella figura: saranno novanta minuti abbondanti per valutare anche la tenuta emotiva sotto la pressione di uno squadrone che gioca in casa propria dopo la scoppola presa a Vicenza, ma in quel caso all’interno di un catino che trasuda passione come nessun altro nel nostro raggruppamento.












