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Interviste | Valente: «Poca pazienza, prendere quel gol fa male». Bonaiti: «Il mercato non incide». Quaresmini: «Rammarico? C’è, abbiamo creato di più»

Punto giusto al “Gino Corioni”: l’iniziale vantaggio firmato da Sipos – in rete sul rigore giustamente dopo revisione al Fvs – viene pareggiato in contropiede da Messaggi

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Tempo di lettura 5 minuti

Il Lecco riparte con un punto dalla trasferta di Ospitaletto. Punto giusto per quanto visto al “Gino Corioni”, con i padroni di casa che nel corso del primo tempo si sono fatti preferire al di là del rigore trasformato da Leon Sipos – 9° gol stagionale – poi pareggiato da Messaggi su uno dei tanti contropiedi che hanno tagliato in due la difesa davanti all’ottimo Dalmasso. Ripartenza lenta, insomma, nel Bresciano per la squadra di Valente quando si è appena aperta la finestra di mercato: tema, anche questo, oggetto di conversazione dopo il finale di gara.

Ospitaletto 1-1 Lecco, l’intervista di Federico Valente

Mister, rammarico per aver subito il pareggio:
«L’Ospitaletto gioca con coraggio e ha gamba, non è un caso che arrivino da due vittorie: sono solidi e con un’idea chiara, ma al momento ci possiamo mettere in difficoltà noi stessi ed è quello che è successo quando abbiamo preso gol; non siamo stati attenti nelle preventive e abbiamo corretto in pausa, ma mi fa male perchè avremmo dovuto essere più bravi e tranquilli, soprattutto dopo l’1-0».

Avete faticato palla al piede:
«L’avversario era ben messo in campo e non siamo riusciti a tirarli fuori, devi avere una pazienza che oggi non abbiamo avuto: c’è lavoro da fare, poi – senza alibi – ti alleni su un sintetico tutta la settimana e poi arrivi su un campo top… È un altro sport».

Più uomini in area nel primo tempo:
«Dobbiamo entrare maggiormente in assist zone, dove finalizzi; poi è un pericolo se loro tengono davanti 3-4 giocatori e devi essere concentrato sulle preventive».

C’è un tema fisico?
«I ragazzi crescono di partita in partita, ma l’impatto è diverso tra fondo naturale e in erba. Loro sono molto strutturati, per questo non è stato sempre facile prendere la seconda palla».

Hai “stravolto” la difesa con Marrone:
«Matteo era ammonto, inoltre aveva un po’ di febbre e settima prossima non ci sarà: ho provato ad anticipare qualcosina».

Sul mercato:
«I ragazzi sono molto importanti, con Frigerio ho un rapporto speciale perchè si è fatto trovare subito pronto e applicato al mio gioco: gli auguro il meglio per il suo percorso. Anche Tordini si è comportato molto, molto bene e sono contento che abbia trovato squadra: gli auguro tutto il bene. Noi stiamo valutando, parliamo tanto con il direttore e il presidente: cerchiamo un sostituto per Marco e qualcosa davanti, non è un segreto».

Ospitaletto 1-1 Lecco, l’intervista di Stefano Bonaiti

Stefano, anche lavoro sporco sulla trequarti:
«Impostiamo con il rombo e io mi alzo da mezz’ala sinistra, sembra che faccioa il trequartista ma in realtà non è proprio così. So che la mia intensità è una caratteristica che serve tanto alla squadra, ma devo migliorare in fase di possesso».

Difficoltà nel palleggio:
«Oggi difendevano con un blocco più basso rispetto ad altre, se sei bravo crei della superiorità oppure ti esponi a dei contropiedi com’è successo anche per nostra imprecisione. È stato un mix di cose, tra noi poco incisivi in alcune situazioni e loro bravi a ripartire».

Sovrastati sul piano dell’intensità?
«Sicuramente sono tanto giovani e con voglia di dimostrare, loro hanno una buona gamba: sull’intensità siamo molto forti e alla lunga si è vista, poi ci può stare una giornata nella quale puoi sembrare meno intenso. Dal campo mi è sembrato che stessimo bene, poi banalmente dovrò vedere i dati».

Dal sintetico all’erba naturale: c’è differenza?
«Non è un alibi, ma si percepisce nella gamba anche perché banalmente usi una scarpa diversa. Se stai bene fisicamente ok, ma comunque in alcuni momenti puoi fare più fatica. Sicuramente è un fattore».

Vivete il mercato?
«Siamo uno spogliatoio sano e fatto di ragazzi intelligenti; sappiamo che questa fase della stagione è particolare e che questo è un lavoro: c’è massima chiarezza tra di noi, siamo inconsciamente toccati in quanto giocatori ma è un fattore che ci sta stravolgendo. Nel girone di ritorno mi aspetto di lavorare tanto e migliorare, poi vedremo a fine stagione cosa sarà successo».

Ospitaletto 1-1 Lecco, l’intervista di Andrea Quaresmini

Mister, punto in rimonta contro una squadra molto forte:
«L’episodio non è dubbio, il rigore ci stava ed è giusto che sia stato dato: la funzione del Fvs stavolta è stata idonea. La prestazione è stata sotto gli occhi di tutti, abbiamo costruito situazioni pericolose con parecchie occasioni da gol: rimane la soddisfazione di essere stati all’altezza di una squadra importante come il Lecco che è una squadra forte e completa. Oggi li abbiamo limitati nel migliore dei modi».

Arrivati dei giocatori nuovi. Con che spirito si va a Vicenza?
«I ragazzi sono funzionali alla nostra idea di giocati, Emmaussi ha grossa qualità e ci sarà da aspettarlo mentre con Maffioletti abbiamo messo un’alternativa a Messaggi o comunque una soluzione più offensiva: sono acquisti mirati, giovani e di qualità, mentre Cortese sostituisce Raffaelli tra i portieri. A Vicenza andremo con lo spirito di chi arriva da cinque risultati utili consecutivi e non parte battuto: avremo da perdere, ci sono tre punti in palio».

C’è rammarico?
«Sicuramente, non voglio mancare di rispetto ma in termini spicci di occasioni create ci sono maggiori occasioni create da noi anche per ribaltare la partita. In ogni caso non possiamo non calcolare il valore della squadra che avevamo di fronte, quindi ci rimane la soddisfazione per averli fermati».

Dispiaciuti dal non essere più avanti?
«Abbiamo pagato dazio all’inizio compromettendo i risultati: Trento a parte, dove abbiamo mancato, siamo sempre stati competitivi e oggi raccogliamo dei frutti persi in altre partite. Ero consapevole del percorso da fare e abbiamo anche del margine di miglioramento: mi aspetto tanto altro nel girone di ritorno».

Ripartire con tanti uomini è stata la mossa vincente:
«Ai ragazzi predico coraggio e devo essere il primo a dimostrarlo, sapevamo che prenderli alti sarebbe stato sì rischioso ma anche che avremmo dovuto prenderci questo rischio: era l’unico modo per metterli in difficoltà viste le situazioni che hanno a disposizione. Non mi andava di fare una partita d’attesa: poi, certo, ci siamo abbassati un po’ di più ma questa era la strada più percorribile».

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