Aniello Aliberti, presidente della Calcio Lecco 1912, è tornato a parlare. 44 giorni dopo la conferenza del 265 maggio, il numero uno bluceleste si è presentato nuovamente di fronte a telecamere e microfoni per aprire ufficialmente la stagione 2026/2027 all’indomani del primo acquisto. Da via Don Pozzi ci si porta via l’asticella fissata all’altezza dell’obiettivo stagionale, la risposta alle voci legate al possibile ridimensionamento, al rapporto con mister Valente, alla partenza di Antonio Minadeo e alla sostituzione con Carlo Zerminiani nel ruolo di direttore sportivo, alla ventilata cessione di alcuni big, più in generale s’incassa l’analisi del massimo esponente della società rispetto allo stato di salute di un progetto triennale arrivato all’ultimo anno di questo percorso, discorsi sui soci compresi. E, ovviamente, sono parole che verranno discusse per i prossimi giorni, verosimilmente fino al raduno del 16 luglio. Piccolo cambio di programma, infine: niente pitch visit per i media sul nuovo campo in erba sintetica, che intanto sta proseguendo con l’installazione al “Rigamonti-Ceppi”.
Calcio Lecco, l’intervista al presidente Aniello Aliberti
Presidente, che novità ci sono?
«Non ce ne sono, ufficialmente, ma trattative sì che non vanno a incidere sul budget: il mio progetto resta a tre anni, se arrivano i soci bene e in caso contrario resta lo stesso. Il budget è già stato concordato sulla base di quelle che sono le esigenze: qualcuno può andare via, poi gli innesti devono essere fatti sulla base di quelli che restano; puntiamo molto sui giovani, in Serie C conta molto correre e loro possono darci sicuramente un aiuto. Abbiamo visto quello che possono darci le giovanili, Primavera in testa che ha fatto un percorso incredibile. Il mister ha dato spazio ai ragazzi, vogliamo inserire giovani di qualità che potremo inserire man mano: non abbiamo elementi che vogliamo mandar via, la squadra ha fatto bene ma dobbiamo accettare eventuali partenze. Con alcuni calciatori c’era un rapporto più stretto, ma se uno vuole cambiare squadra… Ognuno deve fare il proprio corso: chiedo sempre la correttezza, ai miei calciatori, che siano trasparenti. Avere in squadra uno che non è convinto… Anche no. Questo è avvenuto anche con Minadeo: la stima rimane, il rapporto è diventato anche famigliare ma io ho dovuto dirgli di andare in una piazza importante; sono stato io a dirgli di non preoccuparsi, abbiamo trovato una persona molto valida come Carlo Maria (Zerminiani, ndr) che è giovane e crede nei giovani. La campagna acquisti non è iniziata ieri, lavoriamo da un mese e abbiamo concretizzato Triacca ma altri arriveranno: si è creato il gruppo composto da mio fratello, Zerminiani, il mister e mio figlio Francesco che per questo periodo della campagna mi ha assicurato sopporto, dopodiché ha aperto una casa editrice e ha bisogno di molto tempo. Lo vedremo meno spesso qua, è giusto che faccia il suo percorso».
Dove mettete l’asticella? Ci sono dei big che potrebbero andare via:
«Nei primi cinque posti, di certo non meno rispetto all’anno scorso: l’obiettivo è salire e non scendere rispetto a quello. Ci sono delle trattative, vero, ci vuole andare è meglio che vada: è un mese che lavoriamo su questo aspetto; dobbiamo capire le sostituzioni da dover effettuare nel momento in cui può esserci una partenza. Un quadro ben preciso di quello che vogliamo avere in rosa, c’è già. Abbiamo fatto dei giorni di lavoro a Bergamo per consolidare le trattative: vogliamo fare un campionato ai vertici, non per tirare a campare. Ho visto un allenatore estremamente motivato, molto sul pezzo e questo mi rincuora: è ancora più convinto dello scorso anno, mi dà la tranquillità verso il campionato. Si è creato un clima molto, molto bello: sono molto allineati, mi fa molto piacere».
Non ci sarà un ridimensionamento?
«Tanto di cappello a tutti i calciatori, ci hanno dimostrato di essere validi, ma non si finisce a loro. Non voglio uno che non ha piacere a restare a Lecco: non trovi società come la nostra dietro l’angolo, poi ci sono opportunità di carriera e stipendi più alti. Abbiamo una tabella di opportunità di un certo livello, se perdiamo un giocatore che vale 8 allora ne cerchiamo uno che vale 9. Quelle dichiarazioni servivano anche per sollecitare e invogliare, ma 3-4 trattative aperte ci sono ancora: farò il terzo anno, non metto limiti ma la mia esigenza legata a un socio o azionista è molto selettiva; in questo mondo c’è veramente di tutto e voglio trasparenza, ne va anche della mia onorabilità e reputazione avendo una società quotata in Borsa. Abbiamo fatto delle richieste anche attinenti ai programmi: se uno entra dev’essere d’accordo, qualcuno è arrivato con delle velleità particolari e si è sentito rispondere ‘no, grazie’. Soci sì, investitori sì, ma non a tutti i costi: ci sono delle opportunità, noi andiamo avanti ma vogliamo salvaguardare anche la società Calcio Lecco a un certo livello di valore, non possiamo giocare per i play out».
Sulla campagna abbonamenti e sul prossimo Lecco:
«Vorrei vedere il miglior Lecco possibile, ma ognuno fa il suo mestiere: ci fidiamo di Valente e delle persone scelte per fare determinate valutazioni; in azienda fino a dieci anni fa facevo le selezioni per il personale, poi ho smesso e ho dato questa delega al direttore commerciale. A ognuno il proprio mestiere: il team stabilito è in grado di stabilire chi può venire e chi no; partiamo elementi che abbiamo già testato, un’ossatura già c’è». La campagna abbonamenti verrà annunciata venerdì alle 10: «Abbiamo ritoccato qualche prezzo».

Ancora sulle trattative per la società:
«Parto dal primo anno: è stato un disastro, ho capito qualcosa forse alla fine della stagione. La scorsa stagione ha avuto una certa organizzazione e questo percorso continua, ce lo chiede anche la Federazione con il salary cap e la sostenibiltà. Dobbiamo valorizzare l’Academy e cercare un ritorno legato alle attività dei giovani calciatori, migliorare l’attività di merchandising e stiamo predisponendo un negozio per la domenica. Il nuovo socio legato al settore giovanile avrebbe lavorato con noi e per le attività delle giovanili: dove riusciamo a recuperare delle entrate, poi reinvestiamo. Solo in quattro recuperiamo i disavanzi di bilancio: parlo di noi, Giana Erminio, Albinoleffe e Renate; l’apertura a nuovi soci è sempre aperta, poi si può concretizzare o meno. Importante resta la conferma degli sponsor, non è mai scontato e qualcuno ha deciso di aumentare la cifra di sua spontanea volontà: bene, ben venga! Altri, invece, hanno dovuto ridurre e ci sta, ma ci sta tutto. Abbiamo anche un’amministrazione più vicina alla Calcio Lecco e vedremo anche su quel lato, lo stadio è stato abbellito un po’ nei limiti del possibile: per ora ho anticipato io, poi vedremo se ci sarà la possibilità di avere un contributo. C’è anche un progetto per la nuova sala stampa e gli spogliatoi da me commissionato, se il Comune vorrà farli allora lo valuteremo: dobbiamo avere uno stadio piacevole. Ringraziamo sempre l’appoggio di Galperti che ci aiuta per le giovanili».
Ci sono altri rinnovi?
«La squadra è tutta confermata, la dottoressa Bonfanti resta una colonna della società: non è facile far rispettare le regole dopo che per anni c’è stata una certa consuetudine, come presidente posso dire che una persona con questa esperienza mi lascia tranquillo. I ragazzi stanno marciando bene, sono contento di tutti».
Fingiamo di essere a fine agosto: un sacrificio economico si farebbe?
«La risposta è nella logica, se abbiamo un certo monte ingaggi non è questione di inserire un tassello in più, cosa che abbiamo sempre fatto. Una figura in più non ce la faremmo scappare, è diverso dal dover mettere 6-7 elementi».
Perchè avete scelto il direttore Zerminiani?
«Dalla verifica dei curriculum e dalle garanzie prestate da chi lo conosceva già come Minadeo e Michelangelo Vitali, oltre a mio fratello e mio figlio. Il solito team, insomma. Cercavamo una persona giovane che conoscesse già bene il mercato e i giovani: non è stato catapultato così, in sei giorni abbiamo avuto 12-13 candidature».
I famosi russi ci sono?
«Abbiamo fatto 7-8 trattative in un anno, quella uscita sui giornali è l’unica che non abbiamo mai fatto e non è mai partita: c’è stata una telefonata tra Francesco e Giaretta, l’anno prima avevano chiesto delle informazioni ma è finita lì. Appuntamenti? Non è mai partita, chi vediamo? Hanno chiesto del materiale, i bilanci li diamo a tutti perchè sono trasparenti, così come forniamo una presentazione della società; in altre società devi fare una due diligence, ma anche noi con Di Nunno non abbiamo trovato delle cose nascoste. Abbiamo altri incontri, sicuramente, e il desiderio di avere un imprenditore locale, ma se non c’è il desiderio… A me piace condividere le decisioni: sono gratificato dall’attenzione della città nei nostri confronti».
Si parte per il ritiro con la rosa definitiva?
«Ovviamente cerchiamo di avere una rosa vicina a quella finale, ma siamo vicini alla partenza per il ritiro e può succedere di tutto e di più. Abbiamo già un bel numero di calciatori che salirà».
Si farà minutaggio? Rischi di “vendere” la leadership?
«Perchè no? Ma la condizione primaria è quella di avere una rosa competitiva, non che faccia puro minutaggio: diventerebbe un paletto che non voglio mai dare. La leadership si crea, ci sono persone che nascono con questa dote, personalmente ho sempre fatto il capoclasse perchè mi piaceva gestire».
La situazione di Tondi, 19 gol in Primavera 2:
«Non penso ci siano delle trattative per lui. Parlando di giovani, abbiamo contrattualizzato Arena, Agrati, Leoni, Valente, Meleddu e Servietti: dei giovani calciatori sono innamorato, ma qualcuno in cui credevo pensavo restasse e oggi ha dei dubbi. Chi resta mi fa sempre piacere, per chi va non ne faccio una malattia e nè me la prendo con loro».
Rinnoverete dei prestiti? Ci sono novità per la biglietteria?
«Con noi ci sarà VivaTicket e Acerbis resta senza problemi. Per la maglia siamo andati oltre, facendola disegnare ai tifosi: siamo ancora in ballo per la terza maglia. Prestiti? Certo, ci stiamo lavorando. Vi devo parlare io di Urso, Duca e Konatè? Sapete anche benissimo che sono calciatori di categoria superiore, spero che non trovino una squadra (ride, ndr) perchè con noi si sono trovati benissimo. Galeandro? È un nostro calciatore, ha fatto benissimo con la Giana Erminio».
Ci sarà lo stand allo stadio per il merchandising?
«C’è un punto vendita in città, abbiamo avuto una seconda richiesta e allo stadio ce ne prenderemo cura noi».











