C’è una parola che sta fotografando questo inizio di estate bluceleste: discontinuità. Il ritiro di Pergine Valsugana è entrato nel vivo — la squadra lavora in Trentino da domenica e vi resterà fino al 29 luglio — ma per capire quanto questa stagione nasca in modo diverso dalla precedente non serve guardare il campo: basta leggere i contratti. Il paragone con dodici mesi fa è lampante: a metà luglio 2025 il Lecco partiva per il ritiro con l’80-85% della rosa già completa. I capisaldi erano al loro posto fin dal primo giorno, o quasi: l’ossatura ereditata dalla stagione precedente teneva insieme il gruppo, e i pochi innesti erano già stati definiti tra maggio e giugno, molti dei quali all’estero. Perfino i rinnovi pesanti erano cosa fatta: quello di Niccolò Zanellato e, pochi giorni dopo, quello di mister Federico Valente, prolungato fino al 2027 dentro un «progetto a medio-lungo termine», come lo aveva definito il vicepresidente Francesco Aliberti. Quest’anno il copione è un altro: il raduno è scattato il 14 luglio con una rosa ampiamente da costruire, senza difensori centrali tra i convocati. Partita, intanto, la campagna abbonamenti.
Tutti (o quasi) verso il 2027
Il dato che meglio racconta la discontinuità è nello specchietto nelle scadenze. La stragrande maggioranza dei giocatori attualmente sotto contratto — da Dalmasso a Metlika, da Kritta a Mallamo, da Bonaiti a Pellegrino, fino a Sipos e Galeandro — ha l’accordo in scadenza nel giugno 2027, lo stesso orizzonte di un gioiellino delle giovanili come Nova, mentre Tondi è vincolato per due stagioni. Un intero gruppo che, tra dodici mesi, entrerà nell’ultimo anno di contratto: e nel calcio, si sa, un giocatore in scadenza è spesso un giocatore che vive una situazione particolare. Nella stessa identica condizione si trovano l’allenatore e il suo staff: anche il contratto di Valente, prolungato un anno fa, arriva fino al 2027. È la fotografia di un progetto costruito su un orizzonte comune, che però giunge tutto a maturazione nello stesso momento, con tutto quello che ne consegue in termini di programmazione.
Chi va oltre quella soglia si conta sulle dita. Zanellato è legato fino al 2028, così come Sean Parker; il giovane Lorenzo Mihali arriva al 2029 come il classe 2010 Christian Leoni, che poche settimane fa ha firmato il primo contratto da professionista. Ma soprattutto, tra i nuovi arrivati, c’è un solo nome che sposta l’asticella temporale: Thomas Vettorel, il portiere prelevato dal Cosenza, che ha firmato un contratto fino al 2028. Gli altri innesti di questa sessione — Triacca, in prestito, è un discorso a sé — si muovono su durate annuali. In altre parole: finora, l’unico tassello nuovo su cui il club ha scelto di investire a medio termine è l’estremo difensore.

Il ciclo triennale
Che cosa significa tutto questo? Che il Lecco 2026/2027 è, per scelta o per necessità, una squadra costruita con un respiro più corto rispetto a quella dell’anno scorso, almeno in queste battute iniziali. La sensazione diffusa, guardando le firme, è quella di una programmazione che procede un passo alla volta, senza gli investimenti pluriennali diffusi che avevano caratterizzato la passata estate, quando gli accordi biennali erano stati la norma.
L’impressione, insomma, è che sia lo specchio di una fase di riflessione societaria — con le voci sui possibili nuovi soci mai del tutto sopite — o di una precisa volontà di non blindare la rosa in un anno che parte con delle incognite, potenzialmente l’ultimo della gestione Aliberti.
Il mercato che deve accelerare
Nel frattempo, il campo aspetta rinforzi. La difesa resta il cantiere più urgente, con il ds Carlo Maria Zerminiani — la sua scadenza contrattuale non è stata comunicata — al lavoro su più profili, Gregorio Tanco presente nella lista dei desideri. E sul fronte uscite si è già registrato il nome di Zanellato, tra gli interessi del Casarano: il centrocampista, giocatore in testa alla classifica degli ingaggi, non è incedibile dopo una stagione fatta di alti e bassi.
Guardando al panorama del Girone A, diverse rivali si sono già mosse con decisione: Trento e Cittadella sono molto attive, così come un neopromosso Treviso arrembante fin dal primo giorno. L’Union Brescia, la corazzata annunciata, non ha bisogno di stravolgimenti ma sta mettendo pezzi importanti. Il Lecco, invece, è chiamato a dare una sferzata: continuare ad allungare i tempi, come ricordato più volte anche in queste settimane, è un rischio che alla lunga si paga. La discontinuità, insomma, per ora è la parola d’ordine di questa estate.










