«Secondo voi non ci stiamo lavorando?». Aniello Aliberti risponde così quando gli si fa notare che, a poco più di tre settimane dall’inizio del campionato, la Calcio Lecco 1912 non ha ancora un difensore centrale di ruolo. Il presidente bluceleste ha accettato di rispondere alle nostre domande nella giornata di martedì, su due fronti aperti in contemporanea: le partenze in prima squadra e la scossa che ha attraversato il settore giovanile con gli addii di Andrea Lafranconi e Francesco Rotta.
«Diciotto trattative aperte»
Le domande arrivano nel giorno in cui il club ha ufficializzato la cessione di Leon Sipos alla Reggiana — terzo bluceleste a prendere la strada di Reggio Emilia dopo Battistini e Furlan — e in cui Niccolò Zanellato ha definito il proprio passaggio al Casarano.
Il numero, sul mercato, lo dà lui. «Abbiamo diciotto trattative aperte. Noi vogliamo prendere il meglio possibile». È la risposta del presidente a una delle contestazioni più mosse in questi giorni, legata alla visione di una squadra che sta perdendo i propri big mettendo degli under oltre a Vettorel e Fasan: «Cosa stiamo smantellando? Chi aveva la possibilità di andare via e non voleva giocare con noi se n’è andato. Cosa li avremmo tenuti a fare?», taglia corto Aliberti.
Sui tempi di costruzione chiede pazienza, ricordando che la finestra estiva chiude a inizio settembre: «Non è che le cose si facciano dalla sera alla mattina». Un margine che ora si accorcia anche sul calendario: il ritiro di Pergine Valsugana si è chiude oggi e — sempre oggi — oggi la Lega Pro ufficializza organico e composizione dei gironi. E fissa l’asticella sul reparto scoperto: «In quel reparto dobbiamo prendere uno che è migliore di Battistini. E col portiere l’abbiamo già fatto, non so se si è capito il valore del giocatore che è arrivato», parlando di Vettorel. Poi, la promessa: «Faremo una squadra, secondo me, molto più aggressiva dell’anno scorso. Ma magari mi sbaglierò… Domani (oggi per chi legge, ndr) arriverà un altro centrocampista importante, non vogliamo fare una squadretta».
L’obiettivo dichiarato — le prime cinque posizioni — resta confermato senza esitazioni, così come quello dell’ormai celebre “se esce un otto entra un nove”: «Assolutamente. Perché non tentarla, questa strada?».
Il filo delle risposte segue quanto detto martedì a La Provincia di Lecco dall’amministratore delegato Michele Aliberti, che ha respinto l’ipotesi di uno smantellamento: la linea, ha spiegato al quotidiano, è quella di costruire una squadra competitiva senza forzare i tempi e senza «cedere ai ricatti dei procuratori che puntano a lucrare sulla buona stagione appena conclusa».
L’attività di base passa al club: salutano Lafranconi e Rotta
Il secondo fronte riguarda il vivaio, dopo il mancato rinnovo dei contratti di Andrea Lafranconi e Francesco Rotta, che nei giorni scorsi hanno salutato i genitori dei bambini, chiudendo rispettivamente dodici e undici anni in bluceleste, come rivelato in esclusiva nel corso de “Il Blu e il Celeste” e ribadito in “Diario 1912”. Aliberti conferma il nome del successore, a specifica domanda: sarà Roberto Fumagalli il nuovo responsabile dell’attività di base.
«La prima cosa, la più importante, è che l’attività di base passa alle dipendenze dirette della Calcio Lecco — spiega —. Proprio perché vogliamo seguirla, e seguirla bene». È qui, secondo il presidente, il senso dell’operazione: internalizzare un segmento finora gestito con maggiore autonomia. «È un cambiamento per migliorare, e per migliorare a nostro avviso notevolmente: uno perché la seguiamo direttamente, due perché abbiamo preso una persona molto qualificata».

Sul profilo di Fumagalli, Aliberti insiste: «Docente di scienze motorie, quindi non l’elettrauto vicino casa, con tutto il rispetto». Il curriculum, per come lo riassume il presidente, comprende quattro anni nell’attività di base dell’Atalanta, quattro nel settore giovanile dell’Inter e cinque al Monza, sempre nell’attività di base: nel club brianzolo Fumagalli ha guidato l’Under 9 nelle stagioni recenti. «Una persona referenziatissima, super esperta», conclude.
Alla domanda se — quindi — si sia trattato di una pura scelta tecnica, la risposta allarga il campo: «Della società, e anche organizzativa. Volevamo una persona enormemente qualificata per poter seguire le giovanili. Punto. Che non si offenda nessuno, ma è così». Sul merito del lavoro svolto da Lafranconi, che con Rotta e il lavoro degli altri collaboratori ha portato il vivaio bluceleste alla certificazione di Club di terzo livello per quattro anni consecutivi, il presidente non sminuisce: «Non posso sicuramente dire che Lafranconi abbia fatto un cattivo lavoro».
Perché a fine luglio?
Resta il nodo delle tempistiche, con squadre e staff già impostati e due professionisti che si ritrovano senza incarico a stagione ormai disegnata. Qui Aliberti offre una ricostruzione che spiega il ritardo e apre uno spiraglio su un retroscena societario già sfiorato a fine maggio.
«Questa persona la stiamo cercando da due mesi — racconta —. Prima noi avevamo un potenziale socio, uno che voleva entrare, e organizzarsi con un progetto per i giovani». Un ingresso, spiega il presidente, che avrebbe comportato l’acquisto del 10% della Calcio Lecco, con un team già pronto per la parte giovanile. «L’avevamo già deciso. Poi la trattativa è caduta un mese fa, perché a un certo punto ci hanno ripensato, e ci siamo messi alla ricerca di una persona qualificata. Abbiamo, quindi, perso del tempo».
Quanto alla frase pronunciata il 9 luglio — quando aveva parlato di conferme generalizzate in via Don Pozzi — Aliberti chiarisce che si riferiva ad altre figure, e ammette che sull’attività di base una questione era aperta da tempo: «Lo sapevamo, te l’ho detto: avevamo un’altra alternativa, è saltata, e allora abbiamo trovato questa persona».
Il campo: Oggiono alternativa, ma…
Sul trasferimento della sede degli allenamenti dell’attività di base, il presidente frena: «Noi possiamo restare a Sala al Barro, lo stiamo aspettando, però abbiamo già la disponibilità del Comune di Oggiono che ci dà il campo sintetico».
Da quanto risulta a LCN Sport, la pista De Coubertin è nata da un contat to esterno: un elemento interno alla società ha segnalato al club la disponibilità dell’impianto, mettendo in comunicazione il responsabile del settore giovanile Paolo Pennati con chi poteva fare da tramite con l’amministrazione comunale. Il sopralluogo con la società è fissato per domani, giovedì, e il Comune si sarebbe detto disponibile a stipulare una convenzione.

Va chiarito un punto, perché la distinzione è sostanziale: l’ipotesi riguarda il campo in erba sintetica, non il manto in erba naturale utilizzato da anni dal Rugby Oggiono. Il sintetico verrebbe diviso in due per ospitare partite a cinque e a sette, quindi sia allenamenti sia gare dei più piccoli, mentre per i più grandi le dimensioni non sarebbero adeguate. Sull’illuminazione, contrariamente a quanto si potrebbe pensare guardando lo stato generale dell’impianto, i lavori sono già stati fatti: i led erano stati installati ai tempi del NibionnOggiono, che ha chiuso l’attività nel 2021.
Restano però nodi concreti da sciogliere prima di qualsiasi passo burocratico. Il centro sportivo ha una programmazione stagionale già definita, con spazi tutt’altro che liberi, e sono in corso lavori di manutenzione che riguardano tra l’altro gli spogliatoi, da rifare integralmente. Il quadro d’insieme, del resto, è noto: il progetto di riqualificazione del Comune si è classificato al 97° nel bando regionale dello scorso maggio, restando fuori dal finanziamento.









