Sette anni dopo, mister Marco Gaburro tornerà al “Rigamonti-Ceppi”. Lo farà il prossimo 16 agosto, da allenatore del Desenzano, dopo il sorteggio che ha accoppiato le due squadre nel primo turno di Coppa Italia. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per farci raccontare che cosa è successo da quel tumultuoso esonero arrivato il 1° ottobre 2019 in avanti, tra due promozioni, altre annate più complesse e un fil rouge immancabile della sua vita: sì, quello dell’amata paella a chiudere con una battuta la chiacchierata.
Lecco-Desenzano, l’intervista a Marco Gaburro
Mister, come sono andati questi anni come sei cambiato?
«Nel complesso direi bene. Ci sono stati passaggi più problematici, come a Gravina proprio nel momento del Covid, o a Olbia in Serie C nei tre mesi che hanno aperto il 2024. Ma in questi anni sono arrivate due promozioni importanti, quella di Rimini e quella di Desenzano, che hanno dato sicuramente un bel colore a questo periodo. E la stagione intera fatta in Serie C (sempre a Rimini, ndr) è stata molto formativa, oltre che una bella esperienza. Poi si cambia e si migliora sempre: sicuramente l’obiettivo è quello di far giocare bene anche questa squadra».
Terzo anno da Desenzano: avete vinto non da favoriti.
«Il primo anno lo eravamo e non siamo riusciti a mettere insieme l’annata giusta, anche se siamo arrivati terzi e abbiamo fatto la finale playoff: non è stata una stagione lontana dal primo posto, però non ci siamo mai sentiti veramente in corsa. Abbiamo avuto tanti infortuni e siamo stati spesso alla ricerca di un’identità, cambiando protagonisti. Ci è servita per conoscere l’ambiente e per coinvolgere calciatori che poi sono rimasti. L’anno scorso invece non eravamo i favoriti, o comunque non gli unici: era un girone nel quale, a inizio stagione, avrebbero potuto ambire a vincere cinque–sei squadre. Tolte le prime sei giornate, nelle quali abbiamo faticato a trovare la quadra e perso due partite, non abbiamo quasi più sbagliato un colpo».
Dopo l’esonero del 2019 arrivò un’ondata di affetto dalla piazza lecchese, quasi violenta nella sua intensità.
«Mi fece veramente piacere, e ovviamente dopo qualche anno posso anche dire che tutto quell’affetto è stato ricambiato. Nei primi momenti dopo l’allontanamento non frequentavo molto i social, sono sincero, ma con il tempo mi sono reso meglio conto del tributo di affetto dei lecchesi».
Il sorteggio ti ha rimesso di fronte al Lecco. Che sensazione ti ha dato?
«Non mi avete più incrociato per colpa miam più che vostra: se avessi fatto il girone A ci saremmo incontrati più spesso (ride, ndr). Detto questo, ha fatto piacere anche a me. La coppa la vedo proprio come un’occasione di rodaggio, nulla di più, e allora se dovevo scegliere un avversario a livello prettamente sentimentale non riuscirei a trovarne uno migliore. Di derby bresciani ne avremo tanti, quindi aspettare un attimo prima di fare quel tipo di partite va bene lo stesso».
Troverai anche un campo nuovo. Ma il primo sintetico del “Rigamonti-Ceppi” venne posato proprio nel 2018, con te appena arrivato in panchina.
«Sicuramente per noi, che dominavamo il gioco, quello del campo in erba sintetica fu un grande vantaggio. Se non altro ora, visto che rappresenta una novità, sarà una piccola incognita anche per il Lecco».
Il Lecco sta cambiando molto. Voi, invece?
«Di continuità sinceramente ne troveremo poca: alla fine saremo probabilmente sedici elementi nuovi su ventiquattro di rosa, soprattutto sull’undici iniziale. È chiaro che anche il Lecco, da quanto vedo, sarà abbastanza rivisto, e quindi gli equilibri vanno ricercati nuovamente per tutti e due. Noi ancora di più, perché siamo in un salto di categoria che è una verifica anche per i pochi rimasti: tanti sono ragazzi che questa categoria non l’hanno mai fatta. Abbiamo però inserito elementi di categoria, che la conoscono bene e che ho già avuto a Rimini: possono darci una buona spinta iniziale. Sappiamo che questi approcci sono sempre delicati, perché si volta una pagina importante e bisogna lasciarsela dietro. Quanto al calendario, ci sono sono squadre che sulla carta partono per arrivare davanti a noi: però quando sei neopromosso, bene o male, secondo me sono tutte partite da prendere con le pinze. Di certo la partenza sarà tosta, considerato che avremo Trento, Union Brescia e Lecco nelle prime gare di campionato».
Una battuta finale, mister: con la paella come va?
«Sempre in miglioramento, ci tengo molto. Se mi va male una serata con la paella ci rimango veramente male (ride, ndr)».










