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Valente: «Più forti dell’anno scorso a questo punto. Metlika? Ha un risentimento. Chiedo sostegno alla piazza»

Il tecnico spiega l’assenza del centrocampista, rivendica la crescita nel gioco dopo il 2-3 con l’Atalanta Under 23 e lancia un appello alla piazza in vista della Coppa Italia

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Tempo di lettura 6 minuti

Terza sconfitta di fila, ma la notizia più attesa nel dopogara di Lecco-Atalanta Under 23 andava anche oltre il campo: l’assenza di Antonio Metlika, centrocampista accostato alla Reggiana e sempre nel mirino del Bari. Federico Valente l’ha spiegata davanti a telecamere e microfoni, aggiungendo un dettaglio in più rispetto alle prime indicazioni. Nel resto dell’intervista il tecnico ha difeso la prestazione, ha spiegato perché in settimana si terra l’amichevole a porte chiuse con la Nuova Sondrio e ha chiesto sostegno ai tifosi in vista del primo impegno ufficiale con il Desenzano.

Lecco-Atalanta U23, l’intervista a Federico Valente

Un Lecco migliore rispetto al test di mercoledì, contro un’Atalanta veloce e di qualità: restano le ingenuità difensive e, soprattutto, l’assenza di Metlika.
«Sì, anche mercoledì per me abbiamo fatto delle cose giuste, però ci mancava la precisione in certi casi e in certi momenti. Noi dobbiamo capire che se l’avversario ti attende così, non ti permette di sbagliare quasi nulla perché altrimenti ripartono, e questo lo abbiamo migliorato. Comunque, prendere due gol su palle inattive chiaramente dà fastidio. Di prendere tre gol per tre volte, chi mi conosce sa che non è quello che voglio. Però, guardando in avanti a dove stiamo arrivando, sono sicuramente non contento del risultato, ma la squadra non ha mai mollato e ha provato a riprendere la partita anche sotto 3-1. Per questo sono contento della prestazione e di come i ragazzi hanno provato a fare il loro gioco. Su Antonio (Metlika, ndr)… Si è fatto male mercoledì prendendo una botta al ginocchio e c’è un risentimento al muscolo; deve fare gli esami e speriamo non sia niente di grave, ed è questo il motivo per cui oggi non ha giocato».

Nel primo tempo la zona centrale offensiva l’avete riempita spesso, ma sembra mancare ancora l’intesa: l’azione di Galeandro con Manetti, per esempio, o quella riuscita tra Furrer e Fasan nella ripresa.
«Sì, per questi automatismi ci vuole chiaramente un po’ di tempo, per quelli offensivi ancora di più che per quelli difensivi. Però siamo lì, alla fine abbiamo occupato l’area e costretto l’avversario a difendere basso. Dobbiamo fare di più ed essere più precisi nell’ultimo passaggio e nell’ultimo movimento in area, come nell’azione del 3-2, ma questo è un lavoro continuo e noi non smetteremo mai di seguire le nostre idee e i nostri principi per trovare la quadra. L’ho detto anche mercoledì: era la prima volta per questi undici, che magari non sono i titolari ma sono quelli più pronti a scendere in campo domenica prossima. Per questo abbiamo scelto di fare anche un’amichevole interna col Sondrio in settimana, proprio per cercare ulteriormente questi automatismi».

Resta comunque una settimana difficile sul fronte dei risultati. Con tre sconfitte nella piazza si percepisce del pessimismo, e lei è visto come il garante della continuità rispetto alla scorsa stagione.
«Io sono sicuro che la piazza ci darà sostegno, anche se guardando solo i risultati ora si può pensare che sarà difficile. Io conto molto sulla piazza, perché rappresenta il nostro dodicesimo uomo. Spero — e questo è un piccolo appello ai tifosi — che ci sostengano a partire da domenica prossima alle 21:00 quando giocheremo in Coppa: per noi è un’opportunità per far bene e prepararci alla stagione, ma io voglio scendere in campo per vincere, e i ragazzi scendono sempre in campo con questa mentalità. Chiedo solo sostegno e un po’ di pazienza, perché è vero che ci sono momenti in cui le cose girano un po’ più lente, ma per come stiamo giocando siamo più forti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Forse ci manca ancora un po’ d’individualità, e stiamo cercando di evolvere verso un gioco propositivo. Questo non significa che l’anno scorso non fossimo forti, ma allora ci si affidava di più al singolo, mentre adesso siamo più sul collettivo e sul complesso. A me questo lavoro con i giovani piace tantissimo, anche se, come ho detto, abbiamo sicuramente ancora cose da aggiustare».

Tra i singoli, Amnay Moutassime: lei lo conosce bene. Che tipo di giocatore è e in quale posizione va letto?
«Si sa che ha doti e qualità che possono consentirgli di ambire a uno step più alto, ma adesso è qui con noi. In passato forse è stato costretto a fare dei passi indietro, ed è consapevole di dove viene e dove si trova ora. Ha grandi qualità tecniche per spingere in avanti, ha sempre la postura del corpo aperta per proporre gioco offensivo, vuole cercare l’area e la porta e cerca l’ultimo passaggio. Inoltre, possiede una cattiveria agonistica nei duelli che gli permette di avere sempre un ottimo timing; andare a contrasto con lui non è affatto piacevole. Mi aspetto che dia equilibrio tra il centrocampo e l’attacco per poi rifinire per il singolo. Ora vediamo, perché la prima settimana dà sempre un picco di entusiasmo, ma bisognerà gestire bene le sue forze visto che finora aveva svolto solo lavoro individuale senza campo, mentre questa è stata la sua prima settimana di lavoro sul campo. Dunque, possiamo aspettarci grandi cose da lui».

Oggi ha dovuto adattare in difesa anche Anastasini, mentre Mihali — inventato centrale quest’estate — ha firmato due recuperi importanti.
«Sì, provo a viverla così, cercando soluzioni e non problemi. Al momento in difesa abbiamo un centrale come Matteo (Arena, ndr) che oggi ha fatto una gara che rappresenta un passo in avanti rispetto alla precedente, sia come presenza in area che come comunicazione e gioco. Dietro non bisogna essere dei geni per capire che abbiamo bisogno di difensori, e ci stiamo muovendo in questo senso facendo dei passi. Tuttavia, insieme al direttore e alla società, vogliamo prendere elementi che facciano al caso nostro, adatti al nostro gioco e alla nostra modalità; ci sono giocatori sul mercato, ma li selezioniamo accuratamente. Su Mihali c’è da dire che ha una grande qualità — e devo fare attenzione a non fargli troppi complimenti altrimenti si monta la testa — che gli permette di giocare come centrale, braccetto, mezzala o quinto. Questa è una duttilità che deve preservare per se stesso e per la sua crescita personale».

Sul fronte delle entrate il tecnico non si è invece sbilanciato sul ritorno di Oliver Urso, operazione ormai definita con la Reggiana. Il calendario, intanto, prevede l’amichevole con la Nuova Sondrio giovedì 13 agosto alle 11, a porte chiuse anche per la stampa, prima dell’esordio ufficiale in Coppa Italia Serie C: domenica 16 agosto alle 21 al “Rigamonti-Ceppi” contro il Desenzano.

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