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Calcio

Nove gol subiti e una squadra da completare

I cinque test disputati dicono che il Lecco produce gioco, ma concede troppo: la difesa verdissima, un gap fisico che si nota a colpo d’occhio e troppa fragilità. Il mercato si sbloccherà definitivamente solo dopo Ferragosto?

Furrer e Fasan BONACINA/LCN SPORT
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Tempo di lettura 6 minuti

Calcio d’agosto non ti conosco: il classico si tira fuori ogni estate e ogni estate contiene una mezza verità. Il precampionato non assegna punti, è vero, ma lascia sensazioni e le sensazioni hanno loro peso, perché di classici dell’estate ne esiste anche un altro, meno consolatorio: vincere aiuta a vincere. Il Lecco chiude — al netto dell’incontro a porte chiuse con il Sondrio di giovedì — la prestagione con cinque test e con un bilancio che si legge rapidamente: due vittorie contro formazioni dilettantistiche, 5-1 all’Anaune Val di Non e 7-0 alla Porfido Albiano, e tre sconfitte contro avversari di categoria o anche superiore. 0-3 con l’Hellas Verona a Villafranca, stesso risultato con l’Inter Under 23 al “Rigamonti-Ceppi”, 2-3 con l’Atalanta Under 23 sabato mattina, davanti a circa 400 persone e a un caldo da mezzogiorno di fuoco: fanno nove gol subiti e due segnati nelle ultime tre partite, quelle più attendibili nel massimo rispetto delle due compagini dilettantistiche.

Troppi gol facili

Il punto non è il passivo, è il modo. Con l’Inter la squadra non è stata presa a pallonate e ieri l’Atalanta non ha regalato nulla: eppure, i gol arrivano con una facilità che in campionato peserà parecchio. Due delle tre reti incassate sabato nascono da palla inattiva — un tiro-cross di Zuccon che trova il corridoio e il secondo palo, una sassata di Manzoni deviata in modo imparabile — e la terza è una giocata individuale di Camara, di quelle che vanno riconosciute all’avversario. Prima, i due gol dell’ex che in questi giorni hanno somigliato a una tassa: doppietta di Zuberek.

Resta però una costante che comincia a somigliare a un indizio ripetuto: l’ostinazione nelle uscite dal basso. Contro l’Hellas il primo gol è nato esattamente così, al cospetto dell’Inter siamo arrivati al tre su tre, sabato, sulla palla persa da Galeandro in uscita, è servito Vettorel per replicare quanto visto a Villafranca. In amichevole si incassa e si archivia; in campionato la palla pesa, e un episodio singolo ha il potenziale di spostare una stagione intera.

Rosa verde e gap fisico

L’altra lettura è anagrafica. Ieri in campo, tra titolari e subentrati, ha avuto tanti ragazzi decisamente giovani: nel pacchetto arretrato l’unico giocatore con un lungo vissuto in categoria è Arena, classe 1999, seguito dal più giovane Sinn (2003): l’ex Salernitana ha già preso in mano le redini del reparto, ma è evidente che sia necessaria una cospicua iniezione di elementi simili per alzare il livello generale. A oggi il Lecco paga anche un gap fisico, oltre che di esperienza, e va inteso proprio come differenza di centimetri. In un campionato che vive di duelli, di seconde palle e di palle inattive la struttura pesa e lo fa in alcuni ruoli chiave più che altrove. Un altro tema: la squadra ha perso quasi tutti i suoi leader emotivi e tecnici. Un anno fa, nel pieno della crisi di febbraio, fu quel nucleo a raddrizzare una stagione e a salvare la panchina di Valente: serve la classica “gente di peso” per puntare alla top 5 indicata tanto dal presidente Aliberti quanto dallo stesso tecnico bluceleste come obiettivo stagionale.

Quello che funziona

Guardare solo le crepe non sarebbe un esercizio onesto. Le due reti blucelesti di sabato mattina non figlie di episodi: nascono da giocate concatenate tra di loro. Sull’1-1 il cross di Polonioli, la palla quasi morta tenuta viva da Litti, l’intervento in spaccata di Galeandro, l’appoggio di Fasan e il mezzo collo dello stesso terzino destro, che un buon piede ce l’ha e chi ha seguito l’emozionante cavalcata della Primavera lo sa. Sul gol di Furrer, è pregevole tutto lo sviluppo che libera Fasan e la lettura dello stesso sul movimento del compagno di squadra. Insomma, qua e là si vedono anche sprazzi di buoni sviluppi.

Il mercato a fuoco lento

Sul “caso” di sabato convivono due verità. Antonio Metlika si portia dietro un problema fisico figlio del contrasto in area che l’ha visto sfortunato protagonista contro l’Inter e nei prossimi giorni sono in programma accertamenti specialistici, come ha spiegato mister Federico Valente nel dopogara. E, insieme, la possibilità che parta esiste dal giorno zero della stagione: sul fronte Bari — il direttore sportivo Minadeo ha grande stima del centrocampista — non risulta un accordo economico tra i club, il Lecco non chiede esattamente noccioline per il cartellino, i pugliesi hanno già speso molto per la coppia d’attacco e devono chiudere la pesante uscita per Dorval per circa un milione di euro. Con la Reggiana il dialogo resta invece aperto soprattutto sul ritorno di Oliver Urso, in chiusura all’inizio della prossima settimana. Non si registrano step in avanti nemmeno per Marwane Kritta, che resta sul taccuino di squadre cadette ma per cui non ci sono stati rilanci. Sabato, come mercoledì, non ha giocato nemmeno Stefano Bonaiti, che pure era in distinta: lavoro personalizzato e poi panchina, per la gestione di un lieve problema fisico.

Il calendario del mercato, per il resto, è quello di sempre: l’accelerata generale è attesa dopo Ferragosto, in un’estate però decisamente più bloccata delle precedenti. Finora, in Serie C, hanno investito cifre importanti sui cartellini soltanto le retrocesse dalla B, protette dal paracadute, e l’Union Brescia. Mister Valente intanto ha promosso l’atteggiamento i suoi, spiegando che «per come stiamo giocando siamo più forti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso»: un anno fa il Lecco era forte soprattutto nei singoli, oggi lo è di più come collettivo. È una lettura legittima, però nelle micro-categorie della Serie C è molto spesso il singolo a decidere la gara di campionato. E nell’ossatura mancano ancora pezzi di affidabilità tangibile. E il tempo passa, inesorabile, con il primo appuntamento ufficiale distante una sola settimana.

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