Seguici

Calcio

Interviste | Valente: «Eliminazione che fa male, ma…». Galeandro: «Mercato non influenza». Gaburro: «Non avevo aspettative»

Blucelesti fuori al primo turno della Coppa Italia di Serie C, come nel corso dei due anni precedenti. Mister Valente promuove — con riserva — la prestazione dei suoi

Condividi questo articolo sui Social
Tempo di lettura 5 minuti

Ai rigori passa il Desenzano, il Lecco va fuori ancora al primo turno sotto la pioggia del “Rigamonti-Ceppi”. Blucelesti che pagano più in generale l’imprecisione avuta sottoporta, con due occasioni particolarmente allettanti non sfruttate da Bonaiti a inizio partita e Galeandro all’alba della ripresa, la chance più importante dell’umidissima serata lecchese. Terza eliminazione consecutiva al primo giro per le Aquile, in campo con la nuova seconda maglia e con una rosa che non presentava nemmeno un reduce dai quarti di finale disputati a Catania lo scorso 20 maggio: un dato sintomatico della rivoluzione estiva, seppur sia necessario da tenere in considerazione come Urso e Metlika siano subentrati a metà ripresa per questioni di gestione dal punto di vista atletico. Ciò non toglie — anzi, tutt’altro —, che servano rinforzi urgenti a mister Federico Valente, che a onor del vero alla squadra è già riuscito a dare un discreto bilanciamento pur nelle continue variazioni del gruppo.

Lecco–Desenzano, l’intervista di Valente

Mister, il Lecco non è dispiaciuto:
«Penso che per la prima volta siamo dello stesso parere (ride, ndr). Abbiamo provato a imporre il gioco, sapendo che il Desenzano prova a ripartire e a fare pressione sulle seconde palle; il vento ha avuto il suo peso, all’interno della gara. Oggi non avevamo un titolare di Catania: la squadra ha cambiato faccia, ci diamo fiducia reciprocamente. L’eliminazione fa male ovviamente: negli ultimi metri abbiamo sbagliato delle scelte che non ci hanno portato al tiro. I ragazzi hanno lottato».

Le fasi della partita:
«Gli automatismi sulle scivolate e sul pressing sono ancora da capire, poi abbiamo perso la palla 2-3 volte troppo velocemente. Con Urso e Metlika abbiamo cambiato subito la partita, poi l’espulsione di Sinn ha cambiato nuovamente la dinamica, pur creando l’occasione in dieci con Galeandro. Abbiamo avuto delle “onde” di pressing, nel secondo tempo siamo usciti meglio pur essendo controvento, sabato ci aspetta una partita molto importante».

Come mai Parker subentrante? Più punta Galeandro di Furrer?
«Nelle ultime due settimane abbiamo avuto questa sensazione, abbiamo provato tanto Galeandro-Furrer; a volte siamo usciti bene, sbagliando l’ultimo passaggio e qualche altra scelta».

Si poteva fare di più? E cosa imparate, stasera?
«Il pericolo è guardare solamente il risultato, stasera: i ragazzi hanno provato a mettere in campo quanto provato, con i cambi abbiamo ripreso la partita poi su una piccola ripartenza è arrivato un fallo evitabile, perchè c’era copertura e avrebbe potuto essere più furbo. Dobbiamo continuare a essere stabili, concedendo poco ed essendo più pericolosi con la palla tra i piedi».

Lecco–Desenzano, l’intervista di Galeandro

Alessandro, turbato dal mercato?
«No, cerco di concentrarmi solo sul campo e cerco di farmi influenzare il meno possibile. Mi piace lavorare, faccio il massimo e per il resto non dipende molto da me in alcuni casi».

Buone sensazioni personali da questo precampionato: figlie dell’ultimo semestre?
«Quando hai minutaggio, anche a livello di forma e mentale c’è un miglioramento. Mi porto dietro qualcosa dalla scorsa stagione, piano piano cerco di migliorarmi e mi pongo questo come obiettivo: spero di fare ancora meglio».

Tu sei una punta:
«Oggi abbiamo fatto i “falsi nueve”, io e Furrer, avendo della profondità a disposizione. Questo tempo ha un po’ scombussolato il piano gara: mi metto sempre a disposizione, al massimo».

Quali sono le aspettative?
«Sono un giocatore molto generoso, mi sacrifico per la squadra e me lo chiede anche il mister. Spendendo molte energie e stando lontano dalla porta, magari posso essere meno lucido sottoporta ma è uno stile di gioco che mi piace, quando metto intensità mi sento tanto dentro la partita e sono aiutato. Il cinismo lo voglio migliorare, fare gol è l’obiettivo finale di un attaccante».

Lecco–Desenzano, l’intervista di Gaburro

Mister, un pareggio giusto:
«S…nì. Il Lecco ha avuto 20′ di predominio, con 2-3 situazioni da gol, di gamba e tattico avendo un modo di giocare interessante che sul campo si sperimenta da avversari. Siamo un embrione, iniziare così poteva significare tante cose, anche diverse ma la seconda parte del primo tempo è stata più equilibrata, con giocate veloci. Nel secondo tempo siamo andati meglio noi, anche dopo degli aggiustamenti tattici; alla fine eravamo più freschi, potevamo portarla a casa prima ma alla fine ero contento: non avevo aspettative, con nove undicesimi nuovi di rosa contro una squadra che sì ha perso dei pezzi, ma ha anche una linea di continuità».

Sei contento?
«Sì, i giocatori individualmente li conoscevo tutti ma abbiamo un percorso da fare insieme che va accelerato. C’è qualità, anche in panchina, per Pilati non era facile presentarsi subito così: sono contento di questi aspetti, possiamo crescere a centrocampo anche a livello di maturità tattica. Rigori? Ha deciso l’arbitro».

Le emozioni provate:
«Ero contento di tornare, ho amici qui ed ero orgoglioso di tornare dopo sette anni. Mi ha fatto piacere, non mi aspettavo il pubblico così vicino ma ho contraccambiato il saluto. L’emozione durante la partita è sempre un’altra, quando s’inizia un percorso hai tanti pensieri e oggi abbiamo rotto il ghiaccio: abbiamo davanti un inizio molto tosto, il “sorteggio” non è stato così clemente».

Condividi questo articolo sui Social

Lecco Channel Web Radio

Diario 1912 - Il nostro podcast

LECCO CHANNEL NEWS TV

SEGUICI SU FACEBOOK

Altre notizie in Calcio