C’è una frase, nel post pubblicato domenica mattina da Beatrice Colli sul proprio profilo Instagram, che racconta molto di quanto un obiettivo possa stimolare un atleta: «Inseguo questa ragazza dal primo giorno e oggi finalmente l’ho presa». La ragazza è la polacca Natalia Kalucka, campionessa del mondo 2021, il muro contro cui la ventunenne di Colico ha sbattuto per anni. Sabato sera, all’Espace Mayenne di Laval, quel muro è caduto in semifinale e in fondo alla serata l’atleta dei Ragni di Lecco, oggi in forza alle Fiamme Oro, si è ritrovata campionessa d’Europa di speed.
La semifinale spartiacque
Il duello con Kalucka è la corsia in cui si è deciso tutto: 6″45 contro 6″53, otto centesimi. A decidere la breve sfida è stato lo start: 0″149 di tempo di reazione per Colli, 0″250 per Kalucka. Tolta la partenza, sui quindici metri di parete la polacca è stata perfino un paio di centesimi più rapida; ma quella frazione guadagnata sul blocco non si recupera più. Il 6″45 è anche sei centesimi meglio del record italiano di 6″51 che Colli aveva firmato a fine giugno nella Coppa Italia di Mezzolombardo.
Il percorso verso quella semifinale era cominciato con il derby azzurro contro Giulia Randi, chiuso in 6″81 con la caduta della compagna di squadra, ed era proseguito ai quarti contro l’altra Kalucka, Aleksandra, bronzo olimpico a Parigi 2024, tradita da una falsa partenza.
La finale, il podio, gli altri azzurri
Nell’atto conclusivo non c’è stata storia: 6″55 per Colli contro il 7″38 della russa Elizaveta Ivanova, tornata a gareggiare dopo cinque anni di assenza. Bronzo alla campionessa olimpica Aleksandra Miroslaw, che nella finalina ha regolato Natalia Kalucka con un 6″18. Le altre due azzurre, Sara Strocchi e Agnese Fiorio, si sono fermate agli ottavi. Nella prova maschile, vinta dal russo Petr Zemliakov, l’Italia è rimasta a secco: Matteo Zurloni eliminato ai quarti, Ludovico Fossali agli ottavi.
Dall’operazione al tetto d’Europa
Il valore di questo oro si misura anche all’indietro. L’11 settembre 2024, poche settimane dopo l’Olimpiade di Parigi — dove il personale di 6″84 non era bastato a superare le eliminatorie — Colli è finita sotto i ferri per il morbo di Haglund che la perseguitava dal 2020. Poi mesi di ricostruzione con l’allenatore storico Fabio Palma, il rientro sul cronometro a metà marzo e, a 366 giorni dall’operazione, la vittoria di Coppa Europa ad Amburgo.
Da lì in avanti il palmarès si è riempito ulteriormente: due titoli mondiali giovanili, il primo a Voronezh nel 2021 e il secondo a Dallas l’anno dopo, il bronzo ai Giochi Europei di Cracovia 2023, quattro titoli italiani assoluti e la prima salita di un’italiana sotto i sette secondi. Mancava l’acuto continentale, sfiorato agli Europei del 2024 con un quarto posto. La stagione 2026, fino a sabato, era stata avara: una sola qualificazione al tabellone finale nelle World Series. «La gara di cui vado più fiera, finora», ha scritto l’azzurra a bocce ferme, ringraziando proprio Kalucka e le rivali per averla costretta a crescere.
Una campionessa senza parete di casa
Resta il paradosso che si vive da anni: la provincia che esprime la velocista più forte d’Europa, e con Alice Marcelli un’altra iridata giovanile, non ha una parete speed regolamentare. Colli è cresciuta facendo la spola in treno tra Colico e Lecco e continua ad allenarsi su più sedi. Alla palestra dei Ragni di via Carlo Mauri, riaperta dopo i lavori, tra le migliorie previste nel volume alto ci sono anche una struttura speed e una lead regolari.
Il weekend francese si chiude domenica con i titoli europei di lead. Per la colichese, l’orizzonte è già quello dei Giochi di Los Angeles 2028, dove lo speed assegnerà medaglie da specialità autonoma.





