Tempo di prepartita in casa Calcio Lecco 1912. I blucelesti non hanno ancora ottenuto un successo nelle tre gare ufficiali della stagione sin qui disputate e, in allegato, devono ancora sporcare la rete avversaria nonostante un buon numero di occasioni complessivamente costruite. La squadra di mister Valente insomma, ha il classico problema del mal di gol che affligge anche il Trento di Tabbiani: i gialloblù hanno abbandonato la Coppa Italia di Serie C perdendo contro il Desenzano – che a sua volta era passato ai rigori al “Rigamonti–Ceppi” – e lo tecnico si è detto preoccupato per la conversione nulla di quanto costruito davanti alla porta dei bresciani, che per 180′ consecutivi hanno tenuto la porta inviolata. Il mercato che è appena andato in archivio ha rivoluzionato il Lecco, ma ha cambiato anche un Trento che qualche riferimento importante l’ha perso pur non avvicinandosi lontanamente alla vetta toccata dai blucelesti: tema, anche questo, trattato in conferenza stampa.
Prepartita Trento–Lecco, l’intervista di Valente
Mister, sfida complessa contro una squadra accreditata:
«Ci aspetta una squadra che lavora da tanto con il mister e ha un’idea chiara di gioco, hanno fatto più che bene nel precampionato. Abbiamo un compito difficile, proveremo a trovare le situazioni adatte per provare a fare bene lunedì sera. Sono contento di aver chiuso il mercato, c’è chiarezza perchè sappiamo con chi possiamo lavorare nelle prossime settimane e mesi: per mettere la testa nel nostro gioco hai bisogno di automatismi e li trovi anche durante gli allenamenti».
Mal di gol per entrambe:
«È la cosa più difficile da allenare, la finalizzazione ancor più che la costruzione. Ci stiamo lavorando, senza dimenticare la fase difensiva perchè il nostro gioco nasce da lì e poi sviluppa le varie idee. Concordo con mister Tabbiani: devi essere convinto fino alla fine di ciò che fai, altrimenti rischi di perdere com’è capitato noi a Treviso. Dobbiamo trovare il modo di essere cinici, anche in allenamento: se fai la differenza lì, poi te la ritrovi in partita».
Sul mercato: manca una punta?
«Ribadisco ciò che ho detto nelle ultime conferenze, non è il nostro prendere qualcuno solo per prendere. Abbiamo deciso di prendere un giocatore come Capello che sa fare entrambi i ruoli, oltre a Casarotto che gira molto sulla trequarti: non c’erano profili adatti, per me. Anche il giocatore deve voler venire qua, se uno “balla” un po’ nella scelta è difficile, è troppo importante la sensazione che emerge dai colloqui. Casarotto è ancora un po’ indietro perchè arriva da una lesione, Capello è già entrato in partita, ha bisogno di tempo per prendere ritmo perchè si allenava a parte».
Avete scelto giocatori versatili:
«Il nostro gioco cambia, il braccetto si alza e l’abbiamo già visto anche con Romani e Battistini lo scorso anno. Sidler può fare quattro ruoli, anche Moutassime ne può fare diversi: vogliamo muoverci di più in campo, altrimenti diventiamo prevedibili».
Fasan è entrato bene: scelta dal primo minuto?
«Anche io ho questa speranza, lui è venuto qua e ha fatto fatica nel precampionato. È stato il primo a dirlo, soffre l’inizio della stagione: nelle due gare di campionato ci ha fatto vedere di cos’è capace».
È una rosa da top 5, quindi:
«I ragazzi che abbiamo preso vengono qui con fame e voglia d’imparare. Se migliori il singolo, migliori anche la squadra: ci sono gioventù, fame, gamba e intensità, alla fine con il Treviso era cotto ma non siamo riusciti a buttarla dentro pur avendone di più. Il potenziale? È una squadra diversa rispetto a un anno fa, è tutto possibile ma dipende da noi e da come viviamo i momenti: se c’è uno sposarsi con l’idea può crescere velocemente e ha già fatto vedere delle giocate, anche in fase di non possesso; manca la ciliegina, il fare gol: se vinci prendi autostima, se non prendi punti devi comunque rimanere lucido».














