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Lecco, il crash test del Tombolato: il 3-0 nei numeri

Il Cittadella capolista misura la distanza e firma il primo, vero passaggio a vuoto della stagione bluceleste: stesso possesso, ma meno della metà dei tiri. Ora la settimana dell’Union Brescia

Il Lecco a fine partita a Cittadella BONACINA/LCN SPORT
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Tempo di lettura 6 minuti

Era il primo crash test della stagione. Al “Tombolato” il Lecco è andato a sbattere contro la capolista: 3-0, settima vittoria su sette per il Cittadella di Roberto Musso, primo vero passaggio a vuoto per la squadra di Federico Valente, che alla vigilia aveva promesso di scendere in campo per vincere. Il terzo gol, per i dati ufficiali della Lega Pro, è una sfortunata autorete di Thomas Vettorel: cambia il tabellino, non la sostanza di una distanza che si è vista a occhio nudo e che, freddamente, nei numeri si legge ancora meglio.

Tanta palla, poca area

A mister Valente piace analizzare le gare dati alla mano, quindi è coerente mettere le sensazioni in dialogo con i freddi numeri. Secondo le statistiche di Diretta.it il possesso è diviso a metà e il Lecco ha tentato persino più passaggi dei padroni di casa, 489 contro 462, con la stessa precisione. La timidezza che abbiamo sottolineato più volte non sta nel pallone, ma in quello che se ne fa: 9 tiri contro 21, 18 palloni toccati nell’area avversaria contro 32, 0,67 gol attesi contro 2,13.

Il primo tempo, chiuso sullo 0-0, è stato equilibrato nel punteggio, molto meno nella pericolosità: per i blucelesti 2 tiri, nessuno nello specchio, e appena 3 palloni toccati in area, contro le 12 conclusioni dei veneti. Le due occasioni più nitide, di Litti nel primo quarto d’ora e di Pellegrino a inizio ripresa, sono finite a distanza siderale dalla porta; l’impulso di Fasan e Casarotto dalla panchina è stato buono e pure pericoloso, fino al palo scheggiato dal secondo nel finale, ma a partita già ampiamente compromessa.

Non è (solo) una questione fisica

Qui i numeri smentiscono una parte della lettura a caldo, compresa la nostra. Nei contrasti vinti il Lecco è avanti in entrambi i tempi, 59 a 45 nel complesso: il divario non si misura nei duelli, ma nelle scelte con la palla tra i piedi. I due errori che hanno portato al tiro avversario sono entrambi blucelesti, entrambi nella ripresa, e i gol raccontano la stessa storia: l’1-0 di Antonucci nasce da un duello perso sul fondo da Comi con Paolucci, il 3-0 da un passaggio in diagonale di Manetti verso Arena, pressato e anticipato. Paradosso della serata, Vettorel chiude con la sfortunata autorete a referto ma con quasi mezzo gol evitato secondo i modelli statistici. E nessun alibi arriva dagli episodi del 35′, dal contatto tra Mallamo ed Ekuban, che non era rigore, al buffetto di Paolucci, che fondamentalmente avrebbe meritato un’ammonizione.

Senza Murillo, trenta metri in meno

Il Lecco ha retto finché Murillo è rimasto in campo. Poco prima dell’ora di gioco Valente lo ha tolto, reduce com’era da un problema muscolare: «Non volevamo correre rischi anche se ha fatto bene». Al suo posto Capello, che la punta la può fare ma ha caratteristiche decisamente diverse, cosa nota e scritta da tempo. Lo aveva spiegato lo stesso tecnico in settimana: «Se entri piano in area è più da Capello, in transizione è meglio Murillo». Tolta la profondità, la squadra ha perso campo, e il Cittadella è passato quasi subito, senza responsabilità dirette del subentrato. I primi infortuni hanno così scoperchiato i limiti della rosa in alcuni reparti chiave, come confermano le assenze contemporanee di Urso e Rizzo, oltre a quella di Moutassime.

Una stagione nata in scadenza

Risultati come questo fanno scattare la caccia al colpevole, che a Lecco peraltro si vive da mesi. Ma in novanta minuti così si fondono in modo plastico le corresponsabilità di una stagione nata già in scadenza: quelle di una proprietà dichiaratamente in uscita, con i conseguenti input sul mercato e non solo, e quelle di un tecnico che chiuderà il proprio rapporto il 30 giugno 2027, come il resto dello staff. Un vero peccato, perché il finale della scorsa stagione e il livello complessivo del girone A autorizzavano sogni di gloria, ovviamente a una condizione: mantenere la rosa precedente e aggiungere innesti mirati. È il nodo fondamentale che continua a generare malcontento nella piazza, con la poca chiarezza come accelerante.

Il banco di prova e l’Union Brescia

Detto questo, il 3-0 va pesato nell’ambito delle prime sette uscite di campionato: il primo passaggio a vuoto, contro l’avversario dal coefficiente di difficoltà più alto e con uno stato di forma globale ben lontano da quello ottimale. Fin qui la proposta di gioco era stata perlopiù interessante, al netto della fatica sotto porta (4 gol in 7 giornate, a secco in cinque), e proprio per questo Cittadella era atteso come il banco di prova di una rosa che gli altri allenatori indicano, in quasi ogni pre e post partita, tra le più valide del campionato. Ultimo proprio Musso: «Abbiamo trovato una squadra che non merita la classifica che ha e sarà una protagonista del campionato».

La settimana, che per il Lecco si apre con il giorno libero dopo lo scarico di ieri, va maneggiata con cura, perché domenica 4 ottobre alle 12.30 al “Rigamonti-Ceppi” arriva l’Union Brescia, altra gara da cinque stelle nel calendario bluceleste. La seconda della classe ha appena lasciato il suo biglietto da visita, fermata domenica sull’1-1 dalla Dolomiti Bellunesi in una partita dominata dall’inizio alla fine: 23 tiri contro 6, 12 calci d’angolo contro 2, 36 palloni toccati nell’area avversaria contro 6, 1,85 gol attesi contro 0,13. La rete bresciana è un colpo di testa di Casasola su un bel cross da sinistra dell’ex bluceleste Boci, quella bellunese è arrivata con Sia, su una palla lunga per l’attaccante e un pallonetto baciato anche da un po’ di fortuna, mentre nel finale è stato annullato per il fuorigioco di Crespi il gol di Rizzo Pinna che avrebbe dato la vittoria ai padroni di casa. Resta così seconda, imbattuta con quattro vittorie e tre pareggi, 12 gol fatti e 4 subiti, sette punti sopra il Lecco ma già sei dietro il Cittadella: una squadra che crea tanto e concede poco, e che ai blucelesti chiederà la lucidità mancata al Tombolato.

La strada l’ha indicata Mallamo ed è condivisibile: «Lavoriamo sull’aspetto mentale quando c’è un evento, senza crollare alla prima avversità». In Veneto il Lecco è andato giù al primo colpo.

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