Il 5-0 di Vercelli ha rilanciato il Lecco, ma la prova più utile per capire se la squadra di mister Federico Valente abbia davvero cambiato passo arriva domenica al “Rigamonti-Ceppi”. Contro la Folgore Caratese, in campo il 25 ottobre alle 17.30, i blucelesti cercano la seconda vittoria consecutiva e soprattutto un successo casalingo che manca dal confronto con la Giana Erminio. Il rendimento interno resta un nodo: sette punti in cinque gare, con quattro pareggi e una sola vittoria. Di fronte ci sarà laa Folgore Caratese penultima a quota sei, reduce da tre sconfitte e dal cambio in panchina tra Belmonte e Guidi; la società brianzola ha inoltre aggiunto esperienza con gli arrivi di Sarr tra i pali e il prossimo di Cassata a centrocampo. Valente già ha invitato a non fermarsi al risultato di Vercelli: contro un avversario in difficoltà, il Lecco dovrà confermare maturità, intensità e concretezza, senza dare per scontato che la partita si sviluppi come quella piemontese.
Prepartita Lecco-Folgore Caratese, l’intervista di Valente
Mister, la classica “prova del nove”:
«Sarebbe non giusto dire che la Folgore Caratese verrà a chiudersi. Con il Treviso hanno perso, ma hanno fatto una gara intensa, pressando molto in avanti: non so cosa faranno, ma dovremo essere pronti a tutti e due le cose, che sia pressione alta o blocco basso. Dovremo essere precisi e forti con la palla tra i piedi, in casa vogliamo fare una gara importante: tutti vogliono vincere, chi scende in campo e sta fuori vuole questo: avremo bisogno di 95′ di sostegno, abbiamo preparato bene la partita in una settimana più lunga del solito».
C’è stata euforia da gestire?
«Uno 0-5 ti dà forze ed energie che devi canalizzare, devi continuare su questa strada. Negli episodi è andata bene, ma ce li siamo guadagnati e dev’essere il punto di partenza per questa partita: hanno giocoatori di esperienza, sono intensi e cattivi, difendono in maniera tosta. Servirà l’approccio giusto, abbiamo lavorato su velocità del pallone e conclusioni, dobbiamo fare ancora uno step in avanti in termini di cinismo».
Come stanno Arena e Moutassime? Murillo-Casarotto insieme dall’inizio?
«Moutassime si è allenato parzialmente con la squadra, stiamo chiaramente lasciando fuori i duelli visto il trauma al gomito. Se tutto andrà bene, lo calcoliamo per la Juventus Next Gen. Il resto del gruppo sta bene, Sinn ha ripreso a correre e massimo tre settimane dovrebbe esserci; tutto il gruppo, tocchiamo ferro, sta bene e ha voglia, certo il risultato positivo ti aiuta perchè il miglior mental coach è la vittoria. Murillo e Casarotto insieme sono un’idea, può essere un’opzione ma non saprei dire se per questa domenica: non è scontato che si scenda in campo con gli stessi undici, è importante la settimana e non per modo di dire».
Su Ievoli:
«Sono stato un po’ sorpreso già nel post gara, a dire il vero. Abbiamo un posto libero in lista: non prendiamo qualcuno giusto per prenderlo, al momento stiamo valutando e siamo in stand-by. Il giocatore è svincolato e avrebbe bisogno di tempo, non è una decisione finale ma non ha tanto a che fare con Moutassime in questo momento. Guardo sempre cosa c’è sul mercato, con giovani potenzialmente interessanti per il nostro gioco».
Arrivano sempre tanti complimenti dagli altri allenatori: vedono cose in più, rispetto a noi?
«Siete molto critici, vero. Prendo sempre complimenti prima delle partite, dicono che esprimiamo un gioco propositivo mentre qua mi sembra che si critichi in base al risultato. Io non mi lamento, ma penso che a volte si sia troppo critici rispetto a quanto venga espresso effettivamente sul campo».
Ancora sull’idea di gioco:
«Io scendo in campo per vincere. Tutti gli allenatori hanno un’idea diversa, poi vieni valutato sul risultato: noi siamo convinti della nostra idea, penso che giocando così aumentiamo la probabilità di vincere le partite e di influenzare il risultato. A prescindere dalla categoria, ho questa convinzione e abbiamo i ragazzi giusti per proporre questo gioco».












