Lontano dagli occhi, lontano dal cuore, recita il proverbio. Il Lecco lo sta piegando nel modo più beffardo: il suo calcio migliore arriva proprio dove i tifosi blucelesti non possono seguirlo. Lo 0-5 di Vercelli e lo 0-4 di Feltre alla Dolomiti Bellunesi sono maturati in stadi dove, per effetto del decreto del Ministro dell’Interno del 21 maggio 2026, il settore ospiti resta chiuso e i residenti in provincia di Lecco non possono acquistare il biglietto, fino al 1° febbraio 2027. Allo “Zugni Tauro”, fra 414 spettatori complessivi, a vedere la goleada c’era soltanto qualche sostenitore bluceleste in tribuna.
Il seguito non si è fermato, ovviamente: le due goleade i tifosi le hanno seguite in televisione o in streaming. Ma con uno schermo in mezzo tutto diventa più asettico, le sensazioni dello stadio non si replicano, e nove gol in due trasferte – undici nelle ultime tre partite, contando il 2-2 casalingo con la Folgore Caratese – la gente bluceleste li ha potuti soltanto guardare, non vivere.
Domenica 8 novembre alle 14.30 la squadra di Federico Valente torna davanti alla sua gente: al “Rigamonti-Ceppi” arriva la Juventus Next Gen per la tredicesima giornata del girone A di Serie C. In sei gare casalinghe il Lecco non ha mai perso, ma ha vinto una sola volta: l’1-0 alla Giana Erminio del 13 settembre, firmato da Matteo Arena su calcio piazzato. Il resto sono cinque pareggi, l’ultimo con la Folgore il 25 ottobre.
Le due facce del Lecco
I numeri raccontano due squadre diverse sotto la stessa maglia. Lontano da Lecco i blucelesti hanno raccolto 9 punti in sei partite, con 12 gol segnati: è il miglior attacco esterno del girone, alla pari con la Union Brescia. In casa i punti sono 8, i gol fatti 6, e nessuno nel girone ha pareggiato di più sul proprio campo: quinto nella classifica delle trasferte, decimo in quella casalinga. Nel complesso il Lecco è ottavo in classifica con 17 punti, in coabitazione con AlbinoLeffe e Pergolettese, dentro la zona playoff.
Non tutti i pareggi interni, però, si somigliano. Nelle ultime tre gare al “Rigamonti-Ceppi” il Lecco ha giocato meglio che nelle prime uscite casalinghe e ha prodotto più degli avversari, ma ha lasciato per strada punti pesanti: con la Union Brescia il 2-2 è arrivato al 96′, su un cross da non concedere e una marcatura sbagliata; con l’Alcione Milano l’1-1 è nato da un errore grossolano; con la Folgore Caratese la squadra ha fatto molto, da sé, per agevolare gli avversari. Con un rendimento interno all’altezza delle prestazioni, oggi la classifica parlerebbe di un Lecco oltre quota 20, in lotta per seconda e terza piazza.
La spiegazione sta, probabilmente, nel modo di interpretare le partite. Fuori casa trova gli spazi che l’avversario, impegnato a fare la partita, è costretto a concedere; in casa la partita deve farla lei. L’ha ammesso Alessandro Capello nel dopogara di Feltre: «In casa siamo più presi ad andare sempre in avanti e forzare le giocate». Lo stesso attaccante ha indicato l’obiettivo: «Possiamo fare anche lì questi bei risultati e dare le soddisfazioni che meritano ai nostri tifosi».
Sulla stessa linea mister Valente, che a Feltre ha rivendicato una squadra capace di giocare «preparando le azioni con pazienza e attaccando nel giusto momento». Per domenica il tecnico ha fissato la rotta: «Dobbiamo capire in quali momenti possiamo ripartire e dare al pubblico in casa una vittoria». Un pubblico che risponde: il Lecco viaggia a 2.387 spettatori di media, quarto dato del girone dietro Union Brescia, Cittadella e Treviso, che lo precede di appena 14 spettatori, secondo le rilevazioni di stadiapostcards.com. E finora quel pubblico, Giana a parte, ha visto soprattutto pareggi.
Si riparte
La settimana è cominciata lunedì con la seduta di scarico; oggi la squadra riposa, poi si rimetterà al lavoro verso domenica. In difesa, intanto, si prepara un ritorno. Arena, uno dei tre capitani, a Feltre è rimasto fuori per precauzione, lasciando spazio a una retroguardia ancora una volta giovanissima. Allo “Zugni Tauro” c’era: nel prepartita ha svolto un lavoro di corsa sul campo, come mostrano le immagini girate da LCN Sport. Poi la scelta dello staff, spiegata da Valente: «[…] non abbiamo voluto rischiare Matteo [Arena] su un campo scivoloso che avrebbe potuto aprire dei problemi». Da quanto risulta a LCN Sport, salvo sorprese, con la Juventus Next Gen dovrebbe rientrare.
La Juventus Next Gen di Brambilla
Sulla panchina bianconera siede Massimo Brambilla, che la guidava già nel 2022/23, l’ultima stagione in cui le due squadre si sono incrociate in campionato: il Lecco vinse entrambe le volte, 1-0 al “Rigamonti-Ceppi” con il rigore di Pinzauti e 0-2 al Moccagatta con le reti dello stesso Pinzauti e Mangni.
Quest’anno il cammino è più accidentato. L’under 23 bianconera è diciassettesima con 11 punti in dodici partite e, soprattutto, non ha ancora vinto in trasferta: 2 punti in sei gare, penultimo dato del girone davanti alla sola Pro Vercelli. Proprio la Pro Vercelli l’ha fermata sull’1-1 lunedì sera al “Moccagatta” di Alessandria: avanti con Merola al 32′ del primo tempo, la squadra di Brambilla è stata ripresa da Bertoli al 9′ st, come già una settimana prima a Trento, dove il vantaggio iniziale si era trasformato in sconfitta.
Valente non si lascia ingannare dalla classifica: «Confermare la prestazione è la cosa più importante, ma la Juventus Next Gen è forte singolarmente come nel possesso palla». È il ritratto di una squadra con molta qualità individuale, che però finora ha faticato a esprimerla con continuità.
Dall’altra parte, domenica, ci sarà anche un pezzo di Lecco. Ismael Konaté, attaccante classe 2006 nato in città, vissuto a Germanedo e passato dal settore giovanile bluceleste, nella seconda parte della scorsa stagione è tornato a casa in prestito dall’Empoli, segnando quattro reti; in estate è passato a titolo definitivo alla Next Gen e lunedì è entrato nel finale con la Pro Vercelli. Non ci sarà invece l’altro ex, Teoman Gunduz, bluceleste nella prima parte del 2024/25: è ancora fermo per la lesione del legamento crociato subita nei playoff della scorsa primavera.

La chiave
La Next Gen non è squadra da arroccarsi. Contro chi vuole il pallone e lo sa trattare, il Lecco potrebbe ritrovare in casa ciò che finora ha trovato soprattutto in trasferta: il campo da attaccare alle spalle di chi costruisce. L’indizio c’è già: la miglior partita interna della stagione è stata per largo distacco quella con la Union Brescia, la squadra meno difensiva passata finora dal “Rigamonti-Ceppi”, e solo il pari incassato al 96′ ha negato ai blucelesti la vittoria. La partita si giocherà lì, nei momenti in cui ripartire di cui parla Valente, e nella pazienza di non forzare la giocata.
Rompere il piccolo tabù casalingo servirebbe a dare continuità a quanto fatto fuori e valore al percorso di queste settimane, che altrimenti rischierebbe di diventare uno spreco. E, dopo due goleade che la sua gente ha potuto seguire soltanto a distanza, permetterebbe al Lecco di farsi finalmente apprezzare da vicino.
















