Pomeriggio bluceleste a Barzago. Lo store di Football Emotion ha ospitato, mercoledì 4 febbraio, il secondo meet&greet stagionale della Calcio Lecco 1912, con i cinque nuovi acquisti del mercato invernale protagonisti di un incontro ravvicinato con i tifosi blucelesti. Damiano Basili, Edoardo Duca, Ismael Konaté, Sean Parker e Oliver Urso hanno risposto alle domande, firmato autografi e posato per le foto con i sostenitori che hanno affollato il punto vendita, partner della società e rivenditore dello sponsor tecnico Acerbis. Un’occasione per conoscere meglio i volti nuovi che mister Valente ha a disposizione per la volata finale verso i play off, con alcuni tifosi che hanno acquistato le maglie ufficiali personalizzandole con i nomi dei loro beniamini.
Meet&greet Calcio Lecco, parla Damiano Basili
Damiano, cosa potete dare per un grande finale di campionato?
«Sicuramente siamo arrivati tutti e cinque molto carichi e il campionato è ancora lungo. Ci saranno, anche se non è ancora detto, degli eventuali play off dove daremo il massimo fino alla fine per raggiungere il nostro obiettivo».
Per te esperienza nuova e diversa rispetto a quelle precedenti:
«Sicuramente incontro degli equilibri qui che sono già definiti da inizio anno, quindi non è mai facile ambientarsi in un ambiente nuovo, però i compagni e l’allenatore mi hanno aiutato a farlo nel migliore dei modi. Per quanto riguarda il ruolo, sì, sono sceso in campo una volta da attaccante e due volte da trequartista; sicuramente la posizione di trequartista la preferisco, però qualsiasi sia la scelta del mister io cercherò sempre di dare il massimo in campo».
Peccato per l’infortunio, però:
«Sì, peccato per l’infortunio di sabato e mi dispiace perché stavo prendendo minutaggio, stavo prendendo il ritmo partita e fermarmi è un peccato».
Come ti è sembrato fino adesso l’ambiente Lecco, sia allo stadio che oggi qui?
«Molto bello. Comunque si sente anche il calore dei tifosi che trasmettono un segnale forte appena si arriva. Per quanto riguarda lo stadio e i ragazzi, sono tutte bravissime persone. Lo stadio non è grandissimo, ma forse è anche meglio perché si sentono bene i tifosi ed entri subito in una realtà forte che ti dà spinta e morale per ogni partita».
Meet&greet Calcio Lecco, parla Edoardo Duca
Edoardo, il calore di Lecco l’hai già sentito?
«È uno stadio comunque, come diceva Damiano prima, piccolo, però il tifo è molto caloroso, la gente ci tiene tanto, quindi noi siamo pronti per ripagare questo supporto e questa fiducia con le prestazioni in campo».
Il mister ti ha definito come uno che può fare tutto in campo:
«Sì, perché io nasco come centrocampista, poi comunque col passare degli anni mi sono un po’ adattato in diversi ruoli. Con l’esperienza in più mi sono portato a fare dal centrocampo in su più ruoli, quindi poi dove mi mette il mister gioco. Non è un problema, anzi mi trovo bene da mezzala come da quinto, come da sottopunta. L’importante è contribuire bene alle partite, alla squadra e tutto».
L’altro giorno ti ha messo dentro come play, quindi…
«Sì, la partita ha portato un po’ più ad abbassarmi, quindi sembrava un po’ una sorta di play, però ho giocato come mezzala».
Meet&greet Calcio Lecco, parla Ismael Konaté
Sei nato a Lecco e poi ha girato un po’ l’Italia:
«Sì, penso di sì. Sono qua a dare una mano al mister, ai miei compagni, ai tifosi, quindi sono carico e non vedo l’ora di cominciare».
Un anno fa giocavi in Serie A, ma dicono che non sia stato difficile convincerti a tornare:
«Sì, sì. Sono qua perché l’ho voluto e ho visto che ci tenevano, io ho bisogno di fiducia. Quando mi danno fiducia io posso morire in campo per la società, per tutte le persone che mi stanno accanto, che mi vogliono, quindi non vedevo l’ora di venire, di ritornare a casa mia, quindi sono felice di essere qua».
Come è stato ritrovare Anastasini?
«È stato bello ritrovarli. Magari in questi anni sono cambiato io o sono cambiati loro, quindi è bello ritrovarsi; non vedo l’ora di incominciare a spingere e giocare con loro».
Meet&greet Calcio Lecco, parla Sean Parker
Dalla Pergolettese a Lecco si attendono molti gol. Uno scampolo di partita a Trento e adesso si parte con i 90 minuti?
«Vediamo quello che deciderà il mister, io comunque sarò pronto. Se deciderà di schierarmi dal primo sarò pronto; al contrario, se dovrò entrare sarò pronto lo stesso».
La tua è una trattativa lunga otto mesi:
«Assolutamente sì, è stata una trattativa lunga, travagliata, però alla fine per mia volontà e per volontà del Lecco siamo riusciti a effettuare questo trasferimento che comunque era partito già da un po’ di tempo».
Qual è la differenza tra Pergolettese e questa squadra?
«Sicuramente è un modo diverso di giocare, è molto più aggressivo, molto più intenso e i movimenti magari sono più di pressione che altro, però piano piano mi sto trovando bene. Credo che mi stia assorbendo nella maniera migliore».
Meet&greet Calcio Lecco, parla Oliver Urso
Oliver, quinto di destra o di sinistra?
«Mi piace giocare in entrambi i ruoli e vediamo il mister cosa deciderà. Dove preferirei? A destra mi piace rientrare, potrei dare una mano».
Abbiamo visto il tuo sorriso a 32 denti quando la trattativa si è chiusa e anche per te è stato un percorso di attesa:
«Sì, quando ho saputo dell’interessamento del Lecco ero molto contento. Ho seguito un po’ tutte le partite; secondo me il calcio che vuole esprimere il mister e la bravura dei miei compagni è importante e per questo ho deciso di rifiutare tante altre offerte perché secondo me era l’opportunità migliore. C’è voluta tanta pazienza, un po’ di ansia all’ultimo, però l’obiettivo era questo e quindi sono molto contento».
Abbiamo visto in allenamento Anastasini accanto a te che ti dava un po’ le direttive per farti entrare nel gioco della squadra. Come vedi l’ambiente a Lecco?
«Fantastico. Tanti ragazzi, tutti disponibili, educati e con tanta voglia. Lui si è messo a disposizione per spiegarmi, perché chiaramente il mister ha tante proposte tecniche, quindi bisogna darsi una mano. Lui è stato molto carino nei miei confronti».


























