Giana Erminio-Lecco non è ancora finita. Come anticipato già lunedì sera e ripreso nei giorni successivi, la partita dell’11 febbraio allo stadio “Città di Gorgonzola” ha prodotto conseguenze che vanno ben oltre il rettangolo di gioco. Salvo contrordini, nella giornata di venerdì 20 febbraio la Questura di Lecco dovrebbe comunicare in via ufficiale il divieto di trasferta per i tifosi blucelesti nelle prossime tre gare esterne. Una notizia pesante, che giunge mentre la società è ancora in attesa di capire — da chi di dovere — cosa sia realmente accaduto al termine del match di mercoledì 11 febbraio.
La catena decisionale
Per comprendere la paternità provvedimento occorre seguire la catena istituzionale che lo ha prodotto. L’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive (Onms), con la Determinazione n. 7/2026 del 16 febbraio — firmata dal presidente Maurizio Improta, Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza — ha rinviato al Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (Casms) la valutazione degli «episodi di disordine verificatisi in occasione» di Giana Erminio-Lecco dell’11 febbraio, insieme al caso Casarano-Casertana del 14 febbraio.
È stato dunque il Casms — organo che fa capo al Ministero dell’interno e funge da tramite tra l’Onms e le autorità locali — a valutare la situazione e a stabilire le misure concrete. Il divieto di trasferta, salvo contrordini, riguarderà le seguenti tre gare esterne: il 28 febbraio è in programma l’attesa Brescia-Lecco, il 7 marzo è prevista Arzignano-Lecco, mentre per il 22 marzo è calenderizzata la sempre sentita Pro Patria-Lecco.
La posizione della società
Secondo quanto appreso da lcnsport.it, allo stato attuale la Calcio Lecco non avrebbe avuto riscontri in merito alla motivazione dietro a questo divieto e quali siano i disordini in oggetto nonostante i passaggi compiuti nel tentativo di fare chiarezza: in serie, infatti, sono stati contattati la Giana Erminio, i dirigenti presenti al match, la Questura di Lecco e gli organi di sicurezza della partita, ma l’esito di questi contatti è stato sostanzialmente nullo, con le uniche informazioni derivanti dalle voci trapelate nel corso degli ultimi giorni.
Di fronte a questo scenario, il club ha scelto di esternare la propria posizione senza mezzi termini. Dalla società filtra un sentimento di indignazione per una decisione che la penalizza anche dal punto di vista sportivo.
Il confronto con Casarano-Casertana
Giana Erminio-Lecco e Casarano-Casertana sono le due partite accomunate nella Determinazione n. 7/2026 dell’Onms, entrambe rinviate al Casms. Ma i percorsi che ne sono derivati divergono nettamente. I fatti legati match disputato in Campania sono emersi con grande chiarezza: prima della gara del “Capozza” dei gruppi di tifosi locali e sostenitori della Casertana sono venuti a contatto poco prima del fischio d’inizio: alcuni sostenitori ospiti sono stati oggetto del lancio di oggetti da parte di circa cinquanta sostenitori del Casarano, presenti vicino al settore locale, e sono scesi dal pullman per cercare di reagire, fermati però dalle forze di polizia presenti. Il Minsitero dell’Interno ha optato per chiusura dei settori ospiti e divieto di vendita dei biglietti ai residenti nelle province di Caserta e Lecce per l’intera stagione sportiva in corso. Non è la prima volta in questa stagione che il Casms interviene con misure simili: lo stesso meccanismo ha già bloccato per un mese i tifosi della Pro Vercelli e ha fermato quelli del Novara fino a fine campionato dopo quanto accaduto nell’ultimo Derby delle Risaie.



















