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Lecco, ultimo valzer in casa. Valente: «Momento speciale, tra secondo e terzo posto…»

I blucelesti potrebbero assicurarsi già – quantomeno – il terzo posto al termine del penultimo turno di campionato: serve una vittoria contro il Lumezzane bestia nera

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Tempo di lettura 4 minuti

Dal secondo al quinto posto. Il range di posizioni raggiungibili dal Lecco versione 2025/2026 cambia il mondo in prospettiva play off: agganciato – almeno per ora solo numericamente a quota 63 punti – l’Union Brescia alle spalle del LR Vicenza, i blucelesti riceveranno il Lumezzane al “Rigamonti-Ceppi” nello stesso fine settimana che metterà di fronte il Trento terzo (61) e il Renate quarto (60); l’aritmetica parla chiaro: qualora all’ombra del Resegone arrivasse una vittoria e al “Briamasco” uscisse un pareggio, la squadra di Valente metterebbe in tasca quantomeno la terza piazza già prima dell’ultimo atto di Crema. Analisi, questa, finita al centro della discussione anche nel corso della tradizionale conferenza stampa prepartita andata in scena all’antivigilia del match.

Prepartita Lecco-Lumezzane, l’intervista di Federico Valente

Mister, arriva una squadra lanciatissima:
«Non penso sarà una gara simile, sono cambiati degli interpreti e saremo in casa nostra. All’andata avevo fatto i complimenti al loro mister, con lui la squadra è cresciuta e ha fatto delle prestazioni interessanti; noi dovremo metterci tutto, come sempre: la prestazione è la base di tutto».

Come cambia la programmazione della preparazione per i play off?
«La squadra deve rimanere fuori da questi discorsi, non possiamo calcolare ancora quello che ci sarà dopo e dobbiamo vincere questa partita: sono sicuro che anche i tifosi saranno con il telefono in mano per vedere gli altri risultati; è un momento speciale, ma in campo non dovrà cambiare nulla: dobbiamo vincere, dopo la partita guarderemo le altre. Abbiamo tanti giocatori in diffida, dovremo tirare la partita sul nostro lato».

Come sta psicofisicamente la squadra?
«Marrone ha provato a spingere ma ha dovuto fermarsi di nuovo per non rischiare, Zanellato tornerà a disposizione, Lovisa ha ripreso con il gruppo e al momento Tanco è l’unico fuori: se tutto, tutto, tutto andrà bene, ci sarà con la Pergolettese anche in vista della possibile pausa per i play off. Abbiamo avuto un momento in cui siamo scesi per la prima volta sotto il terzo posto e abbiamo dovuto capire bene cosa servisse per rimanere sul nostro percorso: noi, come staff e giocatori, abbiamo capito bene il momento e ora può succedere ancora di tutto. Domenica voler prendere la partita, esprimendoci al massimo e andando a duemila contro un avversario molto in forma».

La gestione dei diffidati: Sipos?
«Questa gara è l’unica che si può giocare senza avere ripercussioni sui play off, all’ultima potremmo essere già almeno terzi: io voglio arrivare secondo, poi una settimana in più di pausa può essere un bene come un male. Non faremo calcoli, sono molto pericolosi. Leon ha ripreso forma, è un pilastro ed è insostituibile».

Come si preparano determinate partite? Il gruppo è giovane: è un vantaggio?
«Sin dall’inizio abbiamo provato a mettere un certo tipo di gioco sul campo, a volte meglio e a volte meno riuscito: ora abbiamo trovato automatismi con i nuovi e recuperato gli infortunati. Proviamo a fare il nostro, lavorando alla fine sull’aspetto della gara: se ti fissi troppo su un avversario ti puoi perdere. Battistini, Voltan, Marrone e Furlan sono giocatori importanti per la categoria, Zanellato ha giocato ad altri livelli come Konatè: è un mix tra esperti e giovani, abbiamo un gruppo coeso, con tante età e multiculturale che mi rende fiero».

La posizione di Ferrini?
«Non ci sono segreti: ognuno è importante nel suo ruolo, Manuel ha passato un momento non facile dopo l’infortunio e sta rientrando, ha giocato con l’Albinoleffe e ci ha aiutato con il Vicenza. Accetta un ruolo non facile come Bonaiti e Voltan, ma che si rendono disponibili al massimo: loro in gruppo dimostrano di dare una mano, si vede anche dopo i gol fatti. Ora inizia il bello: chi non gioca deve farsi trovare pronto».

Quanto siamo lontani dalla tua idea di perfezione?
«Ci sono diverse fasi di gioco, venerdì scorso abbiamo avuto il controllo pur senza creare come contro il Vicenza, ma la maturità e la comprensione dei momenti stanno crescendo: a volte mettere la palla sopra è importante, ma sapendo sempre qual è il nostro Dna, andando a duemila e creando occasioni. C’è sempre margine per finalizzare, a volte manca l’ultimo passaggio e un inserimento: proviamo a migliorare. In fase difensiva abbiamo trovato le distanze, ma il difficile è confermarlo ogni allenamento è partita: abbiamo l’obiettivo di andare un passetto in avanti. Quanto ci manca non lo so, proviamo a fare sempre meglio e dipende anche da cosa ci dà l’avversario: pensate al Bayern Monaco che non si stanca mai di provare a fare gol, è una cultura che vorrei implementare al posto di “uno a zero, portiamola a casa”».

Presto per sognare?
«Prima finiamo il campionato, poi vediamo chi ci tocca al primo turno, eventualmente al secondo e così via. I ragazzi vanno in campo per dare il meglio e non vedono l’ora di giocare qui con un pubblico spettacolare».

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