Un gran bel Lecco spaventa il Catania nella bolgia del “Massimino”, ma al 93′ matura l’eliminazione ai play off. Subito sotto per il gol dell’ex Donnarumma, i blucelesti ribaltano anche rapidamente l’equilibrio con Urso e Sipos – altro ex – prima dell’autorete della sfortunata Marrone. A metà ripresa il tris di Ierardi – e parliamo sempre di un ex bluceleste – prima della staffilata di Duca dal limite che buca l’imperfetto Dini e regala dieci minuti di speranza non corrisposta nel finale di gara. Passano gli etnei che troveranno l’Ascoli, solidissimo contro il Potenza (0-0 all’andata e 1-0 al ritorno): passano tre teste di serie su quattro (completano il quadro Union Brescia e Salernitana), mentre i blucelesti torneranno a casa nella notte con l’amarezza per non aver fatto un grande colpo che a un certo punto era nell’aria, ma pure con la consapevolezza e l’orgoglio di aver fatto tremare uno dei colossi della categoria.
Catania 3-3 Lecco, l’intervista di Federico Valente
Mister, il vostro piano stava per avere successo:
«Sapevamo che fosse difficile fare gol, mi dispiace averne presi tre gol e per non aver passato il turno: se non prendi subito il 2-2 magari la partita cambia, poi alla fine con un po’ di fortuna… Sono rimasto sorpreso dei 3′ di recupero, mi è sembrato un po’ poco. Peccato per i ragazzi: usciamo dai play off senza aver perso».
Sui cambi e il futuro:
«Dal campo hai una certa sensazione, è difficile prendere le scelte giuste anche con Furlan in condizioni dubbie. Era tutto critico, forse farli 3-4′ prima avrebbe cambiato qualcosa o forse no: abbiamo provato tutto. Contratto? Ci metteremo al tavolo per vedere come va avanti questo progetto, con la società parleremo tranquillamente perché abbiamo fatto un bel lavoro insieme».
Dove avete perso nei 180′?
«Forse se fai gol in casa si alza la loro pressione, ma anche dal loro punto di vista se fai pareggio all’andata non puoi concedere niente: il gol preso prima della pausa ha dato loro un segnale di tranquillità. Facendo tre gol qui, però, non usciamo per quello non fatto in casa: c’è rammarico per essere usciti senza perdere. Abbiamo fatto una stagione interessante».
Cosa non rifaresti?
«Con quattro centrocampisti volevamo tirarli un po’ fuori, prendere il primo gol ci ha fatto forse impaurire per 2-3′, così come il gol preso prima della pausa ci ha fatto un po’ male in questo clima: del resto facciamo questo lavoro per questi ambienti qui».
Catania 3-3 Lecco, l’intervista di Matteo Battistini
Matteo, non ci dev’essere amarezza:
«Parlare così a caldo non è semplice, dopo un percorso fatto a questo modo: in casa ce la siamo giocata a viso aperto e qui abbiamo fatto tre gol, al momento l’amarezza è più dell’orgoglio, poi ci si ferma a ragionare e dico che sono orgoglioso di questa squadra: andiamo a casa senza rimorsi».
Cosa rimane?
«Gioia, abbiamo vissuto due settimane con felicità: si è creato un rapporto bello con lo staff e anche con la città; peccato per i tifosi, che non erano con noi e salutiamo. È la fine di un percorso con un po’ di amaro in bocca».
Qual era il piano gara?
«Quello che abbiamo sempre attuato, alla fine».
Come si sente un capitano, stasera?
«Mi sento ferito, facendo tre gol qui con una squadra anche giovane: siamo comunque orgogliosi l’uno dell’altro. Rimpianti? Sui gol subiti si poteva fare qualcosa di più, ma abbiamo anche creato tanto».
Catania 3-3 Lecco, l’intervista di Domenico Toscano
Mister, nel finale avete rischiato:
«Potevamo chiuderla prima, nel secondo tempo abbiamo fatto molto meglio. L’aspetto mentale è ciò che mi è piaciuto di più: abbiamo continuato a dare ritmo contro una squadra difficile, quella che mi ha impressionato maggiormente nel girone A che oggi è stata ancor più indecifrabile. La squadra è rimasta lucida e compatta, mettendo qualità».
Un Catania diverso, ha tenuto mentalmente: la sofferenza finale servirà?
«Intanto voglio fare i complimenti al pubblico, oggi lo stadio è esploso e spero ci sosterrà anche nel prossimo turno. In tre settimane abbiamo dovuto sistemare tante cose, la squadra aveva da riprendere il filo e forse oggi siamo più forti in termini di compattezza: i play off sono un campionato a parte, dove la testa fa la differenza, una squadra può ribaltare anche un 3-0. I ragazzi hanno voluto a tutti i costi la semifinale. Questa partita ci deve servire: i play off sono questi, non puoi mollare un centimetro».
Cos’hai detto a Bruzzaniti?
«È ripartito benissimo, con grande qualità: ai play off un pizzico di fortuna serve e ce la dobbiamo prendere. La squadra ha approcciato bene ai play off, ora c’è il secondo gradino che è l’Ascoli in grado di giocarsi fino alla fine il primo posto con l’Arezzo».
A un certo punto avete lasciato il centrocampo:
«Avevo messo in preventivo la possibilità che il Lecco si mettesse con quattro attaccanti, puoi perdere il centrocampo ma devi rimanere basso e concentrato: dovevamo sfruttare meglio le occasioni per chiuderla prima».
Avete speso molto:
«Come l’Ascoli, le partite ravvicinate ci sono per tutti. I play off sono diversi dal campionato, ci sono letture diverse: ora abbiamo un ostacolo importante».
Cosa non è piaciuto?
«Ho una squadra troppo intelligente, che capisce dove deve migliorarsi: abbiamo certe caratteristiche, che dobbiamo esaltare. Dovevamo rafforzare la testa, ora andiamo a limare gli altri dettagli».
L’importanza di Ierardi: era mancato. Come sta Cicerelli?
«Non penso al passato, ma a domenica: serve solo vedere cosa dobbiamo fare per ill prossimo graadino. Mario ha fatto una grande paartita, quanod è centrato si faa sentire. Abbiamo recuperato Di Noia, intanto, per gli aalltri spero che lo staff medico mi ida buone notizie. Cicerelli sta bene. Rolfini? Domani farà degli accertamenti, ha avuto un affaticamento al retto femorale. Celli non l’abbiamo voluto rischiare, mi fido di chi abbiamo a disposizione».
Ti aspetti una zampata dagli attaccanti centrali?
«Sì, ma sono contento se le lasciano anche Donnarumma e Ierardi. So cosa possono dare i ragazzi, hanno dato quello che potevano dare a Lecco e oggi hanno fatto un’altra partita rispetto all’andata: sono tornato perché ho fiducia in loro e voglio vincere con loro».









