C’è un momento, nelle società di quartiere, in cui la storia coinvolge tutta la comunità. Per il G.S. Aurora San Francesco quel momento è arrivato a maggio ed è proseguito giovedì sera, nell’oratorio della parrocchia dei Frati Cappuccini, dove davanti a una platea gremita è stata presentata – insieme a Juniores e Allievi – la prima squadra che nel 2026/27 affronterà la Prima Categoria: la quinta serie regionale, mai raggiunta prima da una società nata e cresciuta all’ombra dei Cappuccini. A condurre la serata, iniziata alle 20:30, il giornalista e telecronista di Sky Sport Antonio Nucera, lecchese del rione di Santo Stefano, chiamato in causa anche dal legame familiare con la società: il fratello Piero, infatti, siede nel consiglio direttivo della sezione calcio.
Il quartiere prima del pallone
L’apertura è toccata a fra Vitale Maninetti, parroco della comunità, che ha scelto di raccontare un episodio dei giochi paralimpici – atleti fermatisi per rialzare un compagno caduto – per fissare il registro dell’intera serata. «Credo che sia bello non solo vincere, ma aiutare a vincere, dare questo assist», ha detto il religioso. «L’assist è permettere agli altri di fare gol, permettere agli altri di aiutarsi a vincere. Quindi gli auguri miei della parrocchia: possiamo aiutarci a vincere».
Sulla stessa linea il presidente del Gruppo Sportivo Michele Cogliati, che ha rivendicato il metodo prima del risultato: «Siamo tutti qui per iniziare una nuova stagione dopo un bel successo. I ragazzi hanno dimostrato che fare gruppo è una cosa molto importante per raggiungere risultati. L’Aurora conta tantissimo sull’importanza del gruppo, sull’andare agli allenamenti volentieri e divertirsi».
Il vivaio, polmone della prima squadra
Prima dei “grandi” sono sfilati quelli che verranno. Gli Allievi sono affidati a Tondoro Latif, tecnico con un passato nel vivaio dell’Atalanta e già protagonista in primavera del confronto tra i suoi Esordienti e i pari età nerazzurri, con Giacomo Barbieri e Riccardo Colombo in staff e Ruben Reale alla preparazione: l’obiettivo dichiarato è costruire un gruppo capace di alimentare le categorie superiori, senza sacrificare il divertimento. La Juniores è nelle mani di Fabio Rusconi, che ha appena messo gli scarpini al chiodo dopo una lunghissima carriera, ed Emanuele Carzaniga, con Claudio Invernizzi e Roberto Rigamonti (preparatore dei portieri), sotto l’insegna di «serietà, lavoro e rispetto del gruppo».
Al capitolo istituzionale ha pensato Luigi “Gino” Barbieri, vice delegato provinciale della FIGC per il Comitato di Lecco, che ha invitato i più giovani a guardare alla prima squadra come a un modello di comportamento oltre che di rendimento. Spazio poi allo sponsor tecnico: Mattia Maddaluno della Legea Lecco, presente con la madre Ausilia e la sorella Fabiana, ha descritto l’Aurora come «una casa e una comunità di quartiere», annunciando anche un «progetto di riqualificazione in via Capodistria».
Sesti: «Posso sognare ancora»
Poi, la prima squadra. Quella che ad aprile ha fatto la storia con la promozione dalla Seconda, chiudendo il girone L con 64 punti, 19 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte, 72 reti fatte e 41 subite: numeri da dominio, costruiti su una vetta presidiata fin dal girone d’andata e difesa nei crocevia, come nel 3-1 di Sirtori che a marzo aveva indirizzato la corsa.
In panchina resta mister Claudio Sesti, che ha presentato un gruppo largamente riconfermato e ha riassunto in poche righe il salto di categoria: «Vincere aiuta a vincere e giocare per questo è importante. Alzare l’agonismo e gli obiettivi ci porta dentro valori importanti. Abbiamo sognato per due anni e abbiamo raggiunto degli obiettivi. Quest’anno possiamo risognare».
Il cartellino regalato a Stefano Bonaiti
Il finale, però, apparteneva a un altro. L’ospite a sorpresa annunciato dalla società era Stefano Bonaiti, centrocampista della Calcio Lecco 1912 e formatosi proprio sui campi dell’Aurora Sf prima dell’ingresso nelle giovanili blucelesti: un cerchio che dopo Como, Inveruno, Seregno e Alcione Milano si è chiuso con il ritorno a casa nell’estate 2025.
«Sono profondamente legato all’Aurora San Francesco, perché è proprio qui che per me tutto è iniziato», ha esordito il centrocampista, dopo aver ringraziato per l’invito. «Conservo dei ricordi bellissimi legati a questa maglia e a questa società». Poi i complimenti al gruppo di Sesti per il traguardo storico e un augurio che è anche una consegna: «Spero che questa società possa continuare a essere sempre il cuore pulsante del quartiere, perché lo sport è fondamentale e insegna davvero tanto ai ragazzi per la loro crescita e per la vita».
A quel punto Paolo Criscuolo, Piero Nucera e Fabio Rusconi gli hanno consegnato due oggetti che valgono parcheggio: il suo primo cartellino originale, quello della stagione 2007/2008, e una maglia della socitetà. Bonaiti, visibilmente emozionato, ha faticato a trovare le parole: «Non so davvero cosa dire, sono rimasto un po’ senza parole. È un gesto veramente bello, non pensavo nemmeno potesse esistere ancora il mio primo cartellino di quasi vent’anni fa. È uno spettacolo rivederlo». E ha chiuso con un appuntamento a lunga scadenza: «Spero, magari tra altri vent’anni, nel 2037 o 2038, di poter essere ancora qui con voi». Per lui la stagione è già iniziata con il raduno di giovedì mattina.
Prima di lui era intervenuto Massimo Gironi, consigliere comunale ed ex tesserato aurorino, in rappresentanza del Comune di Lecco, con un passaggio sul valore educativo della società. Poi il saluto finale di Cogliati e il rinfresco, che nelle serate di luglio assomiglia a un fischio d’inizio. Il resto lo dirà il campo, dalla fine di agosto: dal viale Turati alla Prima Categoria il gradino è alto, ma per la prima volta l’Aurora lo affronta sul terreno di gioco.


















