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Sinn: «Non ci ho pensato due volte, conosco la qualità del Lecco»

Il difensore arrivato dall’Ospitaletto si racconta dal ritiro: la gavetta dalla Virtus Bolzano alla Serie C, il tedesco con Valente, l’adattamento a un ruolo nuovo. «Quando mi hanno chiamato non ci ho pensato due volte»

Lukas Sinn BONACINA/LCN SPORT
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Tempo di lettura 4 minuti

Un altro volto nuovo nel mondo bluceleste. Lukas Sinn, classe 2003, arrivato a titolo definitivo il 15 luglio dall’Ospitaletto Franciacorta, il Rigamonti-Ceppi lo ha già calcato da avversario: l’anno scorso, con la squadra che ha messo in difficoltà mezzo girone A, ci ha vinto in Coppa Italia. Ora è dall’altra parte della barricata, in un reparto arretrato che il Lecco sta ricostruendo letteralmente da zero. Nel pomeriggio, intanto, è prevista la seconda amichevole contro la Porfido Albiano.

La prima intervista di Lukas Sinn a Lecco

Ricordiamo il tuo percorso: il Südtirol, la Clodiense e il primo campionato di Serie C, poi l’Ospitaletto. Ti lascio le presentazioni personali.
«Grazie per il benvenuto. Avete dimenticato una cosa che per me è molto importante: la Virtus Bolzano, che mi ha aiutato tanto in Eccellenza. Lì abbiamo vinto il campionato, siamo andati in Serie D e ho fatto le prime esperienze con le prime squadre. Poi a Chioggia sono cresciuto ancora, ho imparato di più a difendere, e lo stesso è successo l’anno scorso a Ospitaletto. Sono veramente contento di essere qua: quando mi hanno chiamato non ci ho pensato due volte, perché conoscendo il mister sapevo di potermi migliorare ancora di più qui a Lecco con Valente».

Riparti da una squadra che per i tifosi è tutta da scoprire. Ti senti un underdog?
«È giusto quello che dici, ma io a queste cose non ci penso. Vado in campo per dare il massimo, e ognuno deve fare così. Non credo che uno pensi di essere un underdog o il giocatore più forte: siamo tutti uguali, dobbiamo tutti dare il massimo, perché le partite non le vince uno ma tutta la squadra. Per me la cosa dell’underdog non esiste: tutti insieme».

Il Lecco si è posto l’obiettivo di arrivare in posizioni di testa. Cosa stai riscontrando in questi primi giorni?
«Esatto, il nostro obiettivo è arrivare nei primi cinque posti. Qui ho trovato un bell’ambiente. Certo, devo ancora conoscere tante persone, tutti i miei compagni e lo staff, però anche i primi allenamenti sono belli e intensi. Mi piace come ci alleniamo, secondo me possiamo fare una bella stagione».

Durante l’allenamento aperto mister Valente ti ha dedicato molte attenzioni sul posizionamento, parlandoti perlopiù in tedesco.
«Noi parliamo in italiano, in tedesco, in tutte le lingue: nel calcio non è importante quella, ma come si va in campo. Detto questo, sono molto contento che mi parli tanto e che mi spieghi le cose, perché l’anno scorso ho fatto il terzino e adesso mi devo abituare a fare qualcosa di diverso. Secondo me posso farcela, e con l’aiuto dello staff abbiamo ancora un po’ di tempo: mi sento già meglio».

Contro l’Anaune ti abbiamo visto da braccetto di sinistra, nella difesa a tre davanti a Dalmasso, in un reparto che deve trovare in fretta i suoi automatismi.
«Schiera il mister: quinto, braccetto o terzino, a me non cambia, io gioco dove mi mette lui. Adesso mi sto allenando più come braccetto e sicuramente mi aiuta, sono contento di farlo. Poi durante la stagione si vedrà dove si gioca: per adesso va bene così».

Hai giocato spesso contro il Lecco negli ultimi anni. Cosa ti porti dietro da ex avversario?
«Quello che mi ricordo è che il Lecco era sempre una squadra molto fastidiosa, era sempre difficile giocarci contro. Ogni anno era strutturata bene, e ogni partita era una bella lotta».

Per età sei arrivato nel momento in cui può maturare il salto di qualità, in una carriera cresciuta a step costanti.
«Sono molto contento di essere qui perché conosco la qualità del Lecco e, come ho già detto, non ci ho pensato due volte. Adesso devo stare tranquillo, lavorare e migliorarmi. Per ognuno l’obiettivo è giocare il più in alto possibile, anche per me: sono sicuro che faremo una bella stagione, e poi guardiamo».

Il campo nuovo, che avevi conosciuto nella vecchia versione: come l’hai trovato?
«Sono sincero: non mi ricordo neanche più com’era prima. Adesso è bello e a me basta questo. Sono qua quest’anno, quello che è stato due anni fa o l’anno scorso non me lo ricordo bene. Sono contento, con questo campo ci si può allenare bene e va bene così».

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