Non solo volti nuovi. Dopo settimane di annunci di mercato, la Picco Lecco mette in fila anche ciò che resta e ciò che si organizza: tre conferme che tengono un filo con la stagione passata e un assetto tecnico delle giovanili ormai definito, con Mauro Tettamanti alla guida del gruppo 17-19 Eccellenza e Federico Roncoroni coordinatore di tutte le squadre dall’Under 15 in giù.
Frigerio, Rigamonti e Monti restano biancorosse
Le prime a essere confermate sono Matilde Frigerio, Vera Rigamonti e Noemi Monti, tre atlete che la società indica come cuore del proprio progetto. Della centrale Frigerio il club sottolinea «una stagione di crescita costante, fatta di maturità e capacità di incidere nei momenti chiave». Rigamonti, banda classe 2008, continuerà «a mettere in campo grinta e carisma, qualità che l’hanno resa una delle giovani più promettenti del vivaio».
Il nome di Noemi Monti, invece, dice già qualcosa a chi segue il Bione: la schiacciatrice è un prodotto del settore giovanile biancorosso e aveva esordito in Serie A2 a sedici anni appena compiuti, nel novembre 2024, chiudendo quella partita da miglior marcatrice della squadra. «Serietà, equilibrio e continuità sono i tratti che la società le riconosce oggi, insieme a una crescita che nell’ultimo anno ne ha confermato il potenziale».
Tettamanti, dai campi provinciali al Club Italia
Definito anche il perimetro del lavoro di Tettamanti, che sarà head coach dell’Under 19 e responsabile del gruppo 17-19 Eccellenza, dopo l’arrivo a Lecco a fine maggio. A lui il compito di guidare una filiera che negli ultimi anni ha compiuto un salto di qualità dentro un comitato competitivo come quello di Milano-Monza-Lecco.
Il tecnico comasco ripercorre volentieri il proprio cammino, cominciato dal basso. «La mia carriera è iniziata a vent’anni nelle categorie provinciali», racconta. «Ho capito subito che quello era ciò che volevo fare e ho cercato dei maestri. Ho avuto la fortuna di lavorare al Club Italia per quattro anni in A1 e A2 con Bellano e con le nazionali giovanili. Poi sono arrivati Busto e l’A1 a Casalmaggiore con Pistola, esperienze che mi hanno permesso di alternare giovanile di alto livello e squadre con atlete over e straniere».

Un percorso che spiega anche la scelta biancorossa: il desiderio di tornare a respirare il giovanile di alto livello e di costruire un progetto solido nel breve e nel lungo periodo, in un intreccio con la sfida della B1. E il lavoro che ha trovato al Bione, sottolinea, non parte da zero: «La Picco ha fatto progressi enormi nel giovanile. Negli ultimi due anni con Gianfranco sono state vinte scommesse importanti con rose giovani», dice riferendosi a Gianfranco Milano.
Il riferimento ha un sapore particolare, perché le strade dei due tecnici si sono già incrociate, e da vicino. Dopo l’addio al Bione, Milano era passato sulla panchina della Futura Volley Giovani di Busto Arsizio, in Serie A2; il 7 novembre 2025, con la squadra in fondo alla classifica del girone, il club bustocco ne annunciò l’esonero affidando il gruppo proprio a Tettamanti, che chiuse poi l’annata. Nove mesi più tardi l’avvicendamento si ripete a parti rovesciate: stavolta è il tecnico comasco a sedersi su una panchina che era stata dell’allenatore pugliese e poi ereditata da coach Belloni per la stagione 2025/2026.
«Con l’A3, la B1 è tutta da esplorare»
Sulla costruzione della rosa, il criterio non è stato soltanto tecnico. «Nella costruzione della rosa abbiamo valutato non solo la tecnica ma anche l’aspetto caratteriale», spiega Tettamanti. «Cercavamo over appena uscite dal giovanile che potessero guidare le più giovani seguendo l’esempio di chi ha già vissuto l’A1». Una frase che illumina il senso degli innesti di questa estate, dai profili giovanissimi fino all’esperienza in massima serie di Bianca Lapini. Sul campionato che verrà, l’analisi è netta e non nasconde le incognite: «Con lo stravolgimento dell’A3 la categoria è tutta da esplorare. Sarà una sfida tosta, con trasferte impegnative e il mare di mezzo».
I progetti tecnici sono già delineati. L’Under 19 sarà molto rinnovata e divisa tra campionato di categoria, B1 e Serie C, con l’obiettivo dichiarato di far giocare tutte il più possibile e di inserire subito alcune ragazze del vivaio in prima squadra. L’Under 17 ripartirà invece dal gruppo dello scorso anno con pochi innesti, misurandosi anche in Serie D e C. A fare da collante ci sarà il cosiddetto “Effetto Ponte”, con numerosi allenamenti congiunti: alla Picco il confronto con le categorie superiori è considerato un valore fondamentale, anche per le territoriali, che spesso riservano sorprese.
Lo sguardo, infine, si allarga al movimento nazionale. «Il Club Italia è un’eccellenza mondiale che tutti ci invidiano», osserva il tecnico. «In Lombardia si lavora benissimo, anche se a volte dispiace non vedere certe squadre alle nazionali perché i posti sono limitati». Poi il congedo, con un tocco personale e un invito: la montagna lecchese preferita è la Grigna, «o la Grignetta», e l’appello è a farsi vedere al Bione il sabato o a seguire le telecronache. «Sostenete lo sport giovanile territoriale: offre emozioni vere».
Roncoroni, il coordinamento dall’Under 15 in giù
Il terzo tassello è Federico Roncoroni, fin qui responsabile delle formazioni dall’Under 14 in giù, che dalla prossima stagione diventerà coordinatore tecnico di tutte le squadre dall’Under 15 in giù, continuando a seguire direttamente l’Under 15 Eccellenza e il gruppo 2013.
Il suo bilancio dell’annata appena conclusa parte dall’Under 14 Eccellenza, ereditata con l’obiettivo di mantenere la categoria: traguardo centrato con numeri che raccontano il resto — quattro allenamenti settimanali, due campionati, circa duecento impegni complessivi e una presenza del 98%. «Si vince, si perde, ma l’importante è capire cosa ci manca per migliorare», è la frase che ripete alle sue ragazze.

Per il futuro la parola d’ordine è continuità, anche attraverso occasioni di confronto con fasce d’età superiori. I gruppi sono numericamente solidi — quindici atlete nell’Under 15, sedici nel gruppo 2013 — e la futura Under 13 ha guadagnato l’Eccellenza sul campo. «Abbiamo portato a casa ragazze futuribili, e questo mi stimola molto», racconta Roncoroni, che rivendica anche l’impegno delle più piccole: quattro allenamenti a settimana da due ore e mezza, in un’età in cui, dice, si dà troppo spesso per scontato che i ragazzi non abbiano voglia di faticare.
L’obiettivo dichiarato è avvicinare tecnicamente i gruppi 2013, 2015 e 2017 e costruire una filiera coerente: lo stesso disegno che, con il coordinamento affidato a Stefano Lullia sulle categorie superiori, sta ridisegnando l’intera struttura tecnica biancorossa. Con una certezza, al Bione: tra camp estivi e preparazione, le vacanze saranno brevi.














