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Interviste | Valente: «Prova che deve darci fiducia». Triacca: «Penso fosse fuori area». Gorini: «Abbiamo sofferto, ma serata fantastica»

Un rigore molto dubbio in pieno recupero di Gerbi — arrivato dopo la revisione al FVS — lancia la squadra di Gorini nel debutto del “Tenni”. Al Lecco rimangono occasioni sprecate e amarezza

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Tempo di lettura 5 minuti

Arriva con un giallo la prima sconfitta del Lecco nella stagione 2026/2027. In pieno recupero — intorno al 96′ — Ambrosino fischia un fallo di Triacca a ridosso della linea dell’area di rigore, ma dopo aver rivisto l’azione al monitor decreta il calcio di rigore che un freddissimo Gerbi segna, spiazzando Vettorel e regalando i primi tre punti stagionali al Treviso. Se non c’è la certezza matematica legata al fatto che la palla fosse effettivamente tutta fuori dalla linea dell’area di rigore, di sicuro il direttore di gara mai e poi mai avrebbe dovuto cambiare la propria decisione, considerato che al monitor si va per correggere un chiaro ed evidente errore, fattispecie che in questa occasione non si era sicuramente verificata. L’interpretazione regolamentare del fischietto di Torre del Greco, probabilmente ancora acerbo per un debutto in campionato in un contesto caldo ed emozionante come quello offerto dal “Tenni”, semina il terreno per il delitto perfetto, che priva la squadra di Valente di un punto che già sarebbe stato stretto viste le tre palle gol nitide create dalle parti di un Nobile che veste sempre i panni di Superman quando vede i colori blucelesti. La vincono i veneti, il Lecco torna a casa masticando amaro, tra zero punti in mano e il tabellino delle reti segnate ancora da sporcare nelle gare ufficiali.

Treviso 1–0 Lecco, l’intervista di Valente

Mister, sconfitta immeritata ma se non si segna… Importante esordio per Murillo: come lo valuti?
«Bisogna digerire il rigore all’ultimo minuto, che parte da una rimessa laterale che avrebbe dovuto essere a nostro favore. Fa male, avremmo potuto sfruttare meglio le situazioni ma i ragazzi hanno fatto quanto provato. Alex è un profilo diverso rispetto a quanto abbiamo avuto fino ad adesso, ha una bella gamba: sono contento del debutto».

Perdere giocando bene aumenta i pensieri?
«La partita di oggi deve darci fiducia e non pensieri, tante cose passano dal lavoro quotidiano in una rosa che sta cambiando, gli automatismi devono essere trovati. La squadra sicuramente è delusa per non aver portato niente a casa, settimana prossima ci aspetta un avversario forte».

Automatismi distrutti con il mercato e da ricostruire:
«Fa parte del nostro mestiere, sono contento che domani si chiuda il mercato. Ci sono i rumors, alle 20 di domani berremo un bicchiere di vino e andremo avanti».

Come sarà la rosa con gli ultimi movimenti?
«I ragazzi hanno messo intensità altissima, hanno trovato un avversario che può mettere in difficoltà con i palloni lunghi su Odogwu che ha la calamita. Abbiamo fatto bene questa gara, ma ci manca quel dettaglio in più che ci fa capire coma serva del lavoro: avremo una squadra competitiva e che avrà bisogno di sostegno, anche oggi davanti a un pubblico fantastico — e complimenti alla tifoseria — penso a quanto sarebbe stato bello avere anche i nostri tifosi: teniamo duro e aspettiamo che febbraio arrivi veloce».

Treviso 1–0 Lecco, l’intervista di Triacca

Daniele, l’episodio chiave?
«Sono andato a contrasto con l’attaccante e poi ho visto l’attaccante a terra, non ho ben capito cosa sia successo, ho avuto l’impressione che fosse fuori area. Non ho ben capito come fosse andata».

Cosa lascia questa partita?
«La sconfitta fa masticare amaro, ma il mister ha ragione: ogni giorno in allenamento stiamo lavorando su questi meccanismi, serve un attimo di tempo per limare i dettagli ma piano piano stiamo mettendo in campo quello che ci chiede il mister. Oggi Nobile ha fatto due ottime parate su Sinn e Moutassime, poi c’è stato questo episodio, uno di quelli che hanno caratterizzato la gara: loro hanno segnato alla prima occasione, noi no. Deve darci fiducia, piano piano».

Sul mercato e le dinamiche interne:
«Questa fase della stagione è caratterizzata da movimenti e incertezze, il mister sta lavorando sul rimanere concentrati in campo e uniti nello spogliatoio. Si fa stando tanto tempo insieme, domani questa fase finirà e da domani sarà più facile creare dei rapporti».

Treviso 1–0 Lecco, l’intervista di Gorini

Mister, avete avuto delle difficoltà ma ci avete creduto fino all’ultimo:
«Impossibile vincere una partita senza difficoltà, il Lecco è una squadra molto dinamica e l’abbiamo un po’ sofferta. Abbiamo fatto una grandissima ultima parte del primo tempo, 20′-25′ fatti molto bene, poi nel secondo tempo siamo un po’ calati e fisicamente loro sono un po’ cresciuti; abbiamo un po’ sofferto, ma oggi dobbiamo goderci la serata con i tifosi fantastici, miglior ritorno non avrebbe potuto esserci. Avremmo potuto prendere gol, certo, ma il bello del calcio è questo: abbiamo lottato su ogni pallone e questo la gente lo apprezza, stasera andiamo a casa contenti».

Non prendere gol è stato positivo:
«Quando vinci e non subisci gol hai un motivo per sorridere, abbiamo trovato squadre che giocano insieme da più di un anno. Normale soffrire quando hai una squadra nuova, con tanti innesti; questo è quello che mi piace a paga sempre».

Paganini uscito infortunato:
«Taglio superficiale alla caviglia, niente di grave penso».

C’è stata grande unione d’intenti:
«Il presidente ha detto che sembrava impossibile giocare qui la prima partita, ma con la forza di volontà e l’unione d’intenti si ottengono i risultati: oggi il Lecco dava l’impressione di poter far gol, ma alla fine l’abbiamo fatto noi e questo è il bello del calcio. Dà risalto, abbiamo vinto contro una squadra forte. Campo? A Feltre il terreno si alza, anche l’anno scorso era così all’inizio ma diventerà bello come sempre. Dedica? A mio papà ricoverato in ospedale, penso gli abbia dato morale questa vittoria».

Il rigorista era designato?
«Era Tommasini, poi è uscito e Gerbi ha sempre battuto bene».

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