Calcio Lecco 1912 6: più fraseggio, più occasioni, più rosicamento per aver perso un punto che già sarebbe andato stretto. Resta il grande problema della concretizzazione sottoporta, ma la crescita in termini di proposta di gioco è sensibile. Come si dice in questi casi, blucelesti puniti per oltre i loro demeriti.
Vettorel 6,5: puntuale in uscita alta, attento quando il tracciante di Nobile muore letteralmente in una buca di sabbia davanti a lui, rendendo velenosissima la traiettoria. Nulla da fare sulla perfetta trasformazione di Gerbi.
Triacca 5,5: spinge con discreta continuità, paga in due duelli chiave con Odogwu, che nel primo caso è in fuorigioco ma nella seconda occasione propizia il rigore che decide la gara.
Arena 6: il fisico lo aiuta nel complesso duello con il centravanti di casa, è protagonista del fattaccio al 95′ che pure resta più una svista arbitrale che non una sua leggerezza.
Sinn 6: non sempre preciso con la palla tra i piedi, va a poco poco dal suo primo gol in bluceleste a metà ripresa, ma trova Nobile sulla sua strada.
Manetti 5: in sofferenza su entrambi i fronti del campo.
(dal 15′ st Litti 5,5: prova un paio di scorribande, ma in modo disordinato).
Bonaiti 6: partita sporca, sicuramente nelle sue corde, dà il suo contributo principalmente in rottura.
Metlika 5,5: quest’anno i compiti di regia sono tutti roba sua, dà l’impressione di non essere ancora nei giri giusti. Sicuramente l’estate nel segno del calciomercato ha inciso nelle prestazioni.
(dal 15′ st Moutassime 6,5: qualche incursione palla al piede e una buona conclusione dal limite ben parata da Nobile).
Mallamo 6: anche lui, come Metlika, va abbastanza a fasi alterne, ma con qualche picco in più.
Urso 5,5: una conclusione centrale dal limite, ma anche qualche tocco di palla sporco per i compagni. Ancora un po’ arrugginito.
(dal 35′ st Rizzo sv).
Pellegrino 6,5: sicuramente il più continuo all’interno della mediana bluceleste, una zanzarina che arriva un po’ dappertutto e sa fare un po’ tutto in quella zona del campo.
(dal 15′ st Fasan 6: si fa trovare pronto sulla respinta di Nobile, ma il portiere di casa risponde altrettanto presente parando… Di fondoschiena, letteralmente).
Murillo 6,5: in campo senza rodaggio per situazione contingente, dimostra di avere buon motore e pure tecnica. Spesso gioca da solo contro due avversari, che più di una volta devono ingegnarsi per mettergli un freno.
(dal 32′ st Capello sv).
All. Valente 6,5: pur in un mese e mezzo di lavoro pesantemente condizionato dal continuo intervento del calciomercato, ha dato alla squadra dei riferimenti visibili in termini di proposta di gioco. La partita si perde per un episodio che sicuramente non dipende da lui.
Treviso 6: buona seconda parte di primo tempo, prima e dopo c’è una buona dose di sofferenza. Il jolly arbitrale arriva quando il tempo era ormai scaduto, ma senza quel Nobile sarebbe stato probabilmente del tutto inutile.
Nobile 7; Maestrelli 6 (20′ st Ciuferri 5,5), Bove 5,5, Cappelletti 6; Liotti 6, Romeo 6, Gucher 6 (29′ st G. Rossi sv), Paganini 5,5 (40′ pt Brevi 6), Brigati 6; Tommasini 5,5 (20′ st Gerbi 7), Odogwu 6,5. All. Gorini 6.
Arbitro sig. Giosuè Ambrosino di Torre del Greco 4: opinabile la gestione dei cartellini, comunque non scellerata, ma al 94′ tira fuori dal cilindro una decisione che fa a cazzotti con la regola madre di Var e Fvs, che rende necessario l’utilizzo del monitor solo per un «chiaro ed evidente errore». In questo caso possiamo già discutere dell’effettiva natura del contatto falloso tra Gerbi e Arena, considerato che l’attaccante è già in caduta quando sbatte sul ginocchio del centrale bluceleste, ma soprattutto la proiezione non dà per nulla l’idea di cadere sulla linea dell’area di rigore. Di sicuro c’è niente di chiaro ed evidente, il che certifica la decisione come contraria al protocollo stesso.













