Il mercato si è chiuso alle 20 di martedì 1° settembre e per il Lecco ha certificato una rosa rifatta smantellata e ricostruiti: dei blucelesti che avevano chiuso la scorsa stagione ne restano sei. All’Hotel Sheraton di Milano, poco dopo il gong, il direttore sportivo Carlo Maria Zerminiani ha fatto il punto con LCN Sport su una sessione affrontata da subentrato, sull’attacco riscritto dopo il dietrofront di Andrea Magrassi e sull’ultimo nodo sciolto — almeno per ora — ovvero quello di Alessandro Galeandro.
L’intervista di Zerminiani allo Sheraton
Direttore, una sessione di smantellamento e ricostruzione:
«Il lavoro è stato molto, soprattutto quando si entra in corsa e non c’è molto tempo di programmare. Ma, come hai detto tu, c’è stata una ricostruzione profonda della rosa, cedendo comunque dei giocatori che avevano mercato. Abbiamo cercato di abbassare anche l’età media della squadra, portando dei giocatori funzionali a quella che era l’idea dell’allenatore. Quest’anno il mercato come tempistica è stato particolarmente lento in tutte le categorie, e a cascata anche sulla Serie C: quest’ultima settimana siamo riusciti comunque a sbloccare delle trattative sui giocatori offensivi che per la categoria sono importanti, e mi aspetto che ci possano dare una grande mano».
Di Gesù e Grassini, fuori dal progetto, possono ancora rescindere per scendere in Serie D o accasarsi all’estero, dove diverse finestre restano aperte.
«Valutiamo la possibilità. I due ragazzi sanno che per loro è difficile trovare spazio in questa stagione, siamo sempre pronti a trovare qualsiasi tipo di accordo o di soluzione, ma sono situazioni che valuteremo a bocce ferme, dopo il gong di oggi».
E in entrata sono possibili altre operazioni?
«Dipenderà anche da quello che riusciamo a fare in uscita, perché sappiamo che abbiamo ereditato anche dei contratti che ci sono e occupano dello spazio».
L’ultima giornata bluceleste è passata dall’arrivo in prestito del difensore Pietro Comi:
«Parto da lui, ragazzo che ho seguito nel corso degli anni. È stata un’opportunità che abbiamo aspettato sempre verso la fine, perché sapevo che c’era la possibilità di prenderlo: anche nell’ultimo mese era una possibilità difficile, perché c’era qualche sirena dalla Serie B. Poi la nostra attesa è stata premiata in questi ultimi giorni. Viene a rinforzare il reparto arretrato, l’anno scorso è stato titolare nell’Atalanta Under 23 e sono sicuro che è un giocatore che ci dà una mano dietro».
In molti si aspettavano un’ultima prima punta strutturata da affiancare a Murillo:
«Per quanto riguarda l’attacco, sicuramente la situazione di Magrassi ci ha scombussolato quello che poteva essere la nostra idea, ma negli ultimi tre-quattro giorni di mercato bisogna reagire anche con prontezza. Capello è un giocatore che in attacco sta bene con tutti: sta bene come prima punta, sta bene come seconda punta, ha anche un passato da trequartista ma ha giocato pure da numero nove di fianco alla seconda punta. Abbiamo preso comunque Murillo, che già dai primi giorni si è integrato bene con i compagni e ha fatto vedere delle cose interessanti, e abbiamo deciso di affiancare una seconda punta con una grande capacità di finalizzazione e di rifinitura come Casarotto, un’opportunità di mercato che abbiamo deciso di cogliere».
Galeandro è sempre stato un grande indiziato alla partenza ed è finito al Campobasso:
«La Casertana è una società che non ha mai manifestato un interesse concreto per il calciatore, c’è stata qualche chiacchierata così come ci sono state altre situazioni, ma alla fine abbiamo trovato la soluzione per la sua uscita a Campobasso considerato che aveva palesato la voglia di cambiare aria».
Una rosa sufficientemente dotata per andare ad attaccare la top 5?
«L’obiettivo è cercare di fare un campionato ambizioso. Ovviamente, avendo cambiato così tanto, sappiamo che gli automatismi non saranno subito facili da ricercare, però crediamo comunque nella disponibilità del gruppo, del lavoro, dello staff e dei calciatori. Dopo il primo tempo con l’Arzignano si è visto un crescendo, e a Treviso è arrivata una prestazione di livello contro una squadra costruita per stare in alto. Mi aspetto che anche dall’ingresso degli ultimi arrivati, in particolare dai giocatori offensivi che danno manforte a quelli che sono comunque dei nuovi anche loro, come Murillo e Fasan, ci sia un ulteriore salto di qualità per il nostro campionato».
È rimasto l’amaro in bocca per qualcosa che non si è riusciti a chiudere entro la giornata di oggi?
«Sicuramente quello che uno ha in testa non è mai facile da concretizzare, perché uno ha tante idee, e ovviamente le nostre dipendevano anche da situazioni che sapevamo non essere facili. Abbiamo dato delle priorità, che era quella del centrale difensivo, quindi siamo contenti di aver fatto quello che era nella nostra possibilità».













