Il giorno dopo la sconfitta patita nel recupero al Briamasco, la Calcio Lecco 1912 ha messo nero su bianco quello che il campo aveva già raccontato: i due attaccanti arrivati nelle ultime ore di mercato staranno fermi per altro tempo. Il comunicato diffuso nel primo pomeriggio di martedì 8 settembre parla di due lesioni muscolari, una per atleta, e di un percorso riabilitativo già avviato. Di date non c’è traccia, ma almeno per il caso di Capello si può fare riferimento alla conferenza stampa post partita.
Il referto e le parole di Valente
Gli esami strumentali ai quali si è sottoposto Alessandro Capello hanno evidenziato una lesione del soleo sinistro. Per Alexander Murillo, arrivato il 28 agosto in prestito dal Red Bull Salisburgo, gli accertamenti clinici hanno rilevato una lesione del retto femorale destro. Entrambi, fa sapere il club, «hanno già iniziato l’iter riabilitativo propedeutico al ritorno in campo».
Il quadro era stato tratteggiato dal tecnico nel dopogara di Trento: «Capello ha un problema al polpaccio e dovrebbe rientrare la prossima settimana, Murillo in rifinitura ha sentito qualcosa alla coscia destra e abbiamo fatto i controlli stamattina (lunedì mattina, ndr)». Lo spagnolo, insomma, è stato portato in Trentino pur nella consapevolezza di non poterlo utilizzare.
Quando rientrano Capello e Murillo
Sul caso di Capello la linea è quella indicata dall’allenatore: il rientro in allenamento è atteso nella settimana successiva alla gara con la Giana Erminio, resta da vedere se in tempo per la gara di Ospitaletto contro il Desenzano di giovedì 17 o per quella successiva con la Pergolettese. Per questa tipologia di problemi al soleo la letteratura clinica indica una-tre settimane nelle lesioni di primo grado e quattro-otto in quelle di secondo: il riferimento della prossima settimana orienta evidentemente verso l’ipotesi meno grave.
Per quanto riguarda Murillo bisogna andare per deduzione, ma avendo in mano un dato fondamentale: nessun coinvolgimento del tendine. È la variabile che, parlando di queste lesioni, separa uno stop di poche settimane da uno stop di mesi, perché le forme miotendinee viaggiano sulle sei-otto settimane e quelle di basso grado sulle due-tre. Se l’entità fosse quella minore – ipotesi credibile – il rientro cadrebbe verso la fine del mese. Resta una nostra stima, come già precisato, ma per la lesione del tendine degli adduttori Gregorio Tanco venne fermato per tre mesi dopo aver scelto la terapia conservativa.
Sicuramente va preso in considerazione il tema legato all’inserimento in rosa: entrambi i giocatori sono arrivati a Lecco e messi in campo dopo pochi giorni, bruciando le tappe per necessità, e probabilmente i problemi fisici sono l’altra faccia della medaglia.
Un attacco da inventare (ancora)
Il tempismo resta la parte peggiore della notizia. Al “Briamasco” Valente ha dovuto rinunciare a entrambi, con il solo Nicola Fasan impiegabile davanti e Matteo Casarotto ancora in ritardo di condizione: il totale parla di un punto in tre partite e zero gol in quattro uscite ufficiali, con tanti sprechi dentro l’area. Il reparto costruito in extremis, dopo il dietrofront di Magrassi, non è stato fondamentalmente ancora visto, se non a Treviso.
Il calendario non concede pause: domenica 13 settembre arriva la Giana Erminio al “Rigamonti-Ceppi”, giovedì 17 settembre in serata c’è la trasferta di Desenzano, domenica 20 settembre la Pergolettese. Tre partite in otto giorni da attraversare con quello che c’è a disposizione.















