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Interviste | Valente: «Data l’anima, fa male prendere due gol così. Arbitro? Hanno visto tutti». Capello: «Bello segnare sotto la Nord». Corini: «Mentalità che fa vincere il campionato»

Pari e recriminazioni sul fronte bluceleste per la rimonta subita dagli ospiti, che sprecano anche un rigore. Penalty che invece manca per il doppio atterramento di Casarotto e Fasan nella stessa azione: pessima la direzione di Di Mario

Federico Valente BONACINA/LCN SPORT
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Finisce con un pari scoppiettante l’incrocio tra Lecco e Union Brescia. Batti e ribatti continuo, con due marcature arrivate addirittura nel lungo recupero concesso dall’arbitro, il pessimo Di Mario di Ciampino, protagonista di una direzione che ha fatto andare su tutte le furie sui blucelesti – più puliti e ficcanti con la palla tra i piedi –, cui manca un rigore per il doppio atterramento in area di Casarotto e Fasan. La partita: Murillo scappa in verticale, sbatte su Zacchi e il suo lieve tocco favorisce il tap in di Capello, quindi Crespi spara alle stelle un calcio di rigore dubbio; il tramonto del primo tempo è sul palo di Metlika dal limite. Corini cambia al 45′, il Lecco spreca ancora con Fasan e quindi Casasola trova il pari su azione da calcio d’angolo; al 92′ Casarotto la piazza all’incrocio dei pali dal limite con una prodezza balistica, poi i blucelesti rimangono in dieci per la violenta e involontaria pallonata ai danni di Mallamo ed è ancora Casasola – protagonista di un eterno diverbio con i Distinti – a pescare Spagnoli sul secondo palo: l’attaccante la impatta malissimo di testa, ma la sfera va a morire vicinissima al palo alla sinistra di un incolpevole Vettorel. Pari che ci sta, ma ancora una volta con grandi recriminazioni da parte lecchese.

Lecco 2–2 Union Brescia, l’intervista di Valente

Mister, partita fortemente condizionata da un arbitraggio inadeguato:
«Vorrei parlare della partita e non dell’arbitraggio, abbiamo visto tutti la partita e mi fermo qui. Devo fare un complimento ai ragazzi per come hanno approcciato la partita, inizialmente abbiamo sofferto la loro qualità individuale e poi ci siamo ordinati, accettando il momento. La squadra ha reagito bene, mi fa male prendere due gol su due cross, possiamo fare meglio perchè è un punto di forza. Se vinci 2-1 è una grandissima vittoria, ma deve darci consapevolezza».

Amarezza per non aver fatto il 2-0?
«Certo, dobbiamo crescere in questo e ci stiamo lavorando. Siamo riusciti a fare due gol, cerco sempre di trovare la cosa positiva e oggi siamo andati a duemila, con tanta voglia di fare bene con e senza la palla. I tre cambi hanno dato subito una spinta, poi è chiaro che hanno una qualità individuale sui cross. Analizziamo e miglioriamo, ma i ragazzi hanno dato l’anima e abbiamo messo in difficoltà un avversario che ha l’ambizione di vincere il campionato».

Buon atteggiamento iniziale. Il cambio di Murillo?
«Il problema è che viene da un problema muscolare e prima della pausa ci ha fatto capire di avere un piccolo problema, non vado a rischiarlo per la stagione in corso perchè ci dà centimetri. Non c’erano tanti centimetri da mettere dentro, vogliamo anche giocare a calcio e abbiamo fatto questa scelta. Ma puoi difendere anche se non sei tanto grande. L’amarezza c’è, ovviamente, ma dobbiamo guardare le cose positive».

Capello ha entusiasmato, bene i cambi:
«Anche lui viene da un problema al polpaccio e questa è stata la terza settimana di lavoro con la squadra, per questo ho fatto la scelta tattica: è molto importante perchè sa leggere bene le situazioni e sono contento che abbia fatto gol, è un valore aggiunto il suo muoversi tra le linee e come parla nello spogliatoio».

Lecco 2–2 Union Brescia, l’intervista di Capello

Alessandro, due gol degli attaccanti:
«Sono molto contento, è stato molto bello segnare sotto la curva, peccato che il gol di Casarotto non ci abbia fatto portare a casa tre punti meritati. Le partite finiscono al triplice fischio e avremmo dovuto essere più attenti».

Sull’episodio del doppio fallo in area:
«I miei compagni dicevano che il secondo fosse rigore, parlo dell’intervento su Fasan. Io non ho visto bene, onestamente».

Manca un po’ di ritmo?
«Non giocavo dall’inizio della partita dalla fine dello scorso anno, ci ho messo un attimo a riprendere. Sto bene, manca un po’ di ritmo partita che penso ritroverò».

Come ti trovi qui?
«Molto bene, sono molto contento di essere arrivato qui, sono il più grande pur avendo trent’anni e la cosa fa un po’ ridere. È un bellissimo gruppo, abbiamo preso la strada giusta per fare qualcosa d’importante».

Lecco 2–2 Union Brescia, l’intervista di Corini

Mister, poca lucidità e carattere per recuperarla:
«Nel primo tempo abbiamo fatto una buona partita contro una squadra che si è abbassata rispetto ad altre volte. Se vogliamo proporre un calcio di un certo tipo, dobbiamo accettare di concedere qualcosa; nel complesso abbiamo creato le condizioni e abbiamo avuto un calcio di rigore a favore: il Lecco è uscito tra gli applausi, ogni nostra cosa viene messa sotto la lente d’ingrandimento. Sul gol del 2-2 abbiamo lavorato bene in fascia e sono molto contento per Spagnoli, che stiamo provando a recuperare dopo un’annata difficile».

Più il rammarico o il sollievo?
«Partita fondamentale, siamo venuti qui con tante defezioni e abbiamo anche perso Zennaro quasi subito. Ai ragazzi ho chiesto di non cadere in frustrazione: abbiamo due punti a partita di media, il Cittadella sta overperformando e chiaramente oggi avremmo voluto recuperare due punti in più. Lavoriamo bene e stiamo dentro, abbiamo tutte le caratteristiche per prenderci l’obiettivo, questa mentalità fa vincere il campionato».

Cos’è successo sul rigore? Rizzo Pinna aveva la pala in mano:
«Crespi è il primo della lista, giusto che il tiratore non prenda la pala durante una lunga revisione. Purtroppo Valerio è scivolato, ma Rizzo Pinna stava solo tenendo la palla».

Cosa pensa degli episodi da rigore?
«Su quello non dato al Lecco c’è prima fallo su Silvestri, mentre su Crespi c’è un impatto chiaro mentre sta tirando. Siamo stati sfortunati su qualche decisione, vorrei che andaste a rivedere qualche nostro episodio come quello di Trento: mi fermo qui perchè è sempre difficile commentare».

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