Due trasferte, nove gol fatti e nessuno subìto: il Lecco arriva alla vigilia della sfida con la Juventus Next Gen in un momento complessivamente brillante, ma con il pareggio casalingo contro la Folgore Caratese a sporcare una sequenza clamorosa lontani da casa. Il 5-0 di Vercelli e il 4-0 di Feltre hanno allungato a cinque la serie utile e portato i blucelesti a quota 17, all’ottavo posto. Il ritorno al “Rigamonti-Ceppi”, però, riporta d’attualità il tema del rendimento casalingo: in sei partite è arrivata una sola vittoria, accompagnata da cinque pareggi. Dall’altra parte ci sarà una compagine diciassettesima con 11 punti, ancora senza successi esterni e reduce dall’1-1 con la Pro Vercelli maturato lunedì sera. La qualità tecnica e il possesso dei bianconeri, riconosciuti dallo stesso Valente, impongono comunque attenzione: l’obiettivo del Lecco è trasferire anche davanti al proprio pubblico la solidità e la concretezza mostrate in trasferta, limando quegli errori che hanno condizionato pesantemente quanto prodotto in casa.
Prepartita Lecco-Juventus Next Gen, l’intervista di Valente
Mister, scherzosamente: sarebbe meglio giocare in trasferta?
«Due anni fa non vincevamo mai in trasferta. Le statistiche sono fatte per essere cambiare. Tutto qui».
Una squadra che si snatura in casa?
«No, vogliamo imporre il nostro gioco. Ora in casa dovrebbe venirci più facile, il campo ci viene incontro. Domenica, nonostante il campo difficile, abbiamo trovato le soluzioni giuste contro un avversario che ha dato un po’ di spazio. Per come giochiamo noi, possiamo commettere degli errori: a volte i giocatori percepiscono se un passaggio orizzontale o indietro causa rumors, i tifosi vogliono vedere gol e vittorie, forse a volte sono impazienti e su questo aspetto chiedo ai ragazzi di provare a mettere via le voci. In casa o fuori devi fare il tuo, non vediamo l’ora di scendere in campo per fare il nostro gioco contro una squadra che ha giocatori importanti e un modo di giocare basato sul palleggio, con soluzioni interessanti che vogliamo sfruttare a favore nostro».
Che partita vedremo?
«Per come vogliamo difendere, pressando alti sulla prima linea, a volte è più facile rispetto a quando trovi un avversario che ti mette sempre la palla sopra, facendo la battaglia su prima e seconda palla. Alternano i moduli di gioco, dovremo essere furbi a capire gli spazi mostrando aggressività. Sarà una partita interessantissima per il pubblico».
Cosa manca per fare uno step in più in termini di continuità?
«La prestazione contro la Folgore Caratese, fino al gol dell’1-1, era fatta molto, molto bene e questo non viene cambiato dagli episodi. I ragazzi volevano fare una prestazione come a Vercelli e Feltre, mettono in campo questo da settimane ma non sempre con lo stesso risultato. In ogni partita crescono automatismi e distanze, con tanti giocatori nuovi che si stanno capendo sempre di più: dobbiamo avere la pazienza di far girare la palla una volta di più per preparare le situazioni, è un crescendo. Abbiamo lavorato tanto sul come e dove far male all’avversario».
Ritrovate Konatè: cosa vi aspettate dalla Juventus Next Gen?
«Ribadisco che hanno giocatori molto interessanti, presi singolarmente, e non è mai facile per il tecnico di una seconda squadra perchè ne devi magari mandare 4-5 sotto, com’è appena successo. È un puzzle, generalmente loro fanno meglio il girone di ritorno e non è un caso: è una situazione che conosco, è sempre difficile trovare sempre una buona quadra. Sono molto, molto fastidiosi e possono fare tanti gol, subendone anche. Sicuramente Konatè non vede l’ora di scendere in campo, spero non abbia tanti minuti nelle gambe (ride, ndr)».
Rosa quasi al completo?
«Arena si è allenato e sta bene, l’abbiamo tolto alla fine della scorsa settimana per non rischiare. Sinn è fuori, il resto delle squadra a disposizione: vedremo domani dopo la rifinitura».
Momento di Moutassime per uno stanco Pellegrino?
«Ha i dati fisici tra i più alti, non so a cosa ci si riferisca: purtroppo non si è premiato con un gol, ma ha provocato l’autorete. Moutassime ha fatto la seconda settimana intera, è pronto che aspetta come un cavallo al box».

















