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“Zigo Zago” Zandegù: un fulmine in campo

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Tempo di lettura 3 minuti

Erano gli anni 70, la tribuna in legno e tubolari del Rigamonti-Ceppi era stracolma, in campo i Blucelesti alzavano al cielo un prestigioso trofeo la coppa Anglo Italiana del 1977 battendo in finale il Bath City, tra quei visi di ragazzi che felici ricevevano gli applausi del proprio pubblico, c’era anche lui : Maurizio Zandegù!

Seppure la sua famiglia era di origine Mantovana si può dire che Zandegù fosse figlio di Barzio e della Valsassina dove i suoi si erano trasferiti con il piccolo Maurizio.

Mi capitava di incontrarlo qualche volta in piazza della stazione dove aspettava il torpedone che lo riportava a Barzio dopo gli allenamenti pomeridiani, non se la tirava nemmeno un po’, aveva un aspetto quasi da giovane D’Artagnan : capello lungo, baffo spiovente e le movenze di uno rapido.

E rapido lo era davvero: una saetta! Quando partiva in dribbling per gli avversari diventava imprendibile , li saltava ubriacandoli con finte e giochi di gambe lasciandoli inebetiti e persi mentre lui se ne andava  in porta a tutta velocità .

Clicca per ascoltare la puntata di “1912 Una Storia Infinita”

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Ragazzo esemplare fuori dal terreno di gioco, mai che si chiacchierasse di qualche sua bravata o che fosse un superbo, invece un bravo ragazzo, fidanzata di Cisano Bergamasco con cui si è sposato, amici tranquilli e vita da sportivo.

Zigo Zago, così lo soprannominarono i tifosi ad Ancona, piazza che con Lecco rimane per Maurizio un posto da amare.

È a Falconara abita Zandegù, lui qui come a Lecco è conosciutissimo, lavora per il settore giovanile dell’ Osimana ma ha diretto anche quello dell’Ancona. Per Maurizio il calcio è tutto. Quando ci siamo rivisti ( dopo 35 anni ) per il Centenario Bluceleste era raggiante, felice di ritornare nella città dove era cresciuto come uomo e calciatore, mi ha detto: ho vinto un Anglo Italiano giocato in parte in Italia e in parte in Inghilterra e pensavo che  non sarei probabilmente più tornato in Inghilterra ,sbagliavo!

Ho una figlia unica che risiede a Londra e spesso l’andiamo a  trovare, mia moglie è bergamasca io lecchese, avevo immaginato che finita la carriera da giocatore mi sarei sistemato a Lecco o a Cisano, ma poi il profumo del mare che amo e il panorama che vedo da casa a Falconara mi hanno fatto scegliere di vivere lì.

Adesso insegna ai ragazzi, non porta più i baffi spioventi, i capelli sono ancora lunghi ma un po’ più bianchi, ma quando deve mostrare ai suoi allievi come si fa’ un dribbling o come si salta un avversario, Zandegù diventa Zigo Zago, lo sguardo si accende di gioia e lui parte come una saetta, imprendibile verso la porta.

 

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