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Calcio Lecco 1912

Calcio Lecco, contro il passato per costruire il futuro

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Tempo di lettura 4 minuti

Non c’è tempo per fare reagale a vecchi amici in casa Calcio Lecco, ma il tempo per premere il tasto “rewind” si trova sempre, anche durante la forsennata rincorsa a una promozione che a tanti sembrava solo pura utopia.

Quando si parla di Pro Sesto, il primo ricordo a saltare in mente ai blucelesti è quello legato al 15 giugno 1997: una rete di Gioacchino Adamo durante i supplementari restituì alla società di via don Pozzi la C1, 25 anni dopo l’ultima promozione.
Negli ultimi anni le due compagini sono scivolate nelle categorie dilettantistiche, anche se in maniera differente: due retrocessioni (2010 e 2012, ndr) hanno condannato il Lecco all’inferno della Serie D, mentre i milanesi si sono “guadagnati” la quarta serie dopo il fallimento del 2010 e le vittorie in Promozione ed Eccellenza (2011  e 2012). In questa categoria è sempre prevalso il fattore campo: in tre anni i biancoblù hanno incassato la bellezza di 13 gol al “Rigamonti-Ceppi”, mentre i blucelesti non sono mai riusciti a vincere nè tantomeno a segnare sul terreno del “Breda” contro i padroni di casa, rimediando due sconfitte (1-0 e 2-0) e l’amara delusione nei playoff contro l’Olginatese (2012). A mitigare lo score c’è il successo ottenuto nello scorso agosto contro il Ciserano (2-1) in Coppa Italia.

Non sono solo statistica e storia a legare i destini delle due società, perchè nell’ultima estate un’intera fetta di storia del Lecco ha preso la via di Sesto San Giovanni: mister Fiorenzo Roncari, poi esonerato, Mario ChessaAndrea Gritti, ora a Seregno, e, soprattutto, Davide Castagna hanno sposato il progetto di Nicola RadiciSalvo Zangari (altra vecchia conoscenza), che prevedeva come obiettivo l’accesso ai playoff. Nove mesi dopo i biancoblù si trovano ad annaspare a ridosso della zona playout, distante solo due punti, e a convivere con paure che sembravano impensabili durante i caldi mesi del calciomercato.

Chi avrà i brividi nel ritrovare il suo passato è sicuramente l’ultimo dei giocatori citati: il “Toro” è stato (e per molti continua a essere) una bandiera della Calcio Lecco, con cui ha condiviso dieci anni tra settore giovanile e prima squadra, donando 37 gol, un legamento crociato e una tibia, e ricevendo in cambio un posto tra i primi dieci marcatori oltre, l’anno scorso, alla fascia da capitano. All’andata fu suo l’unico gol nel tabellino della Pro Sesto (terminò 5-1 dopo la rimonta firmata Rigamonti, BaldoCapogna), ma furono soprattutto le lacrime che scesero copiose dai suoi occhi durante lo scambio di applausi con la “sua” Curva Nord a simboleggiare un legame mai sopito per un ragazzo che vive a Civate e segue con immutata passione da tifoso la rincorsa al Castiglione. Sul suo addio dal Lecco si sono spese tante parole e si sono create tante polemiche, cosa inevitabile quando vi è in gioco un sentimento di affetto oltre all’apprezzamento, o meno, calcistico.

Un altro elemento, questa volta dello staff, che ha lasciato un pezzetino di cuore al “Rigamonti-Ceppi” è sicuramente Sabatino Nese, preparatore dei portieri che visse l’inferno della stagione 2011-2012: fu uno dei pochi fili conduttori e punti di riferimento fissi durante il continuo stravolgimento dei piani tecnici. Un unico parere concorde tra DelpianoMagniPellegrinoModica sul conto di “Tino”: professionista esemplare, persona di spessore umano notevole. Noi ci sentiamo di condividere.

Chi non ha lasciato un buon ricordo in riva al lago, invece, è Andrea Pansera: con Magoni, stagione 2009-2010, retrocesse dalla Prima alla Seconda Divisione, “guadagnandosi” una serie di parole poco carine dai tifosi blucelesti nelle sue successive apparizioni contro la società dell’aquila. All’andata fu assente per un infortunio, ma domani è altamente probabile che si ripeta la consueta guerra di nervi tra le due parti in causa.

I blucelesti, dal canto loro, tra le proprie linee hanno Alessio Bugno, che proprio con i milanesi mosse i primi passi nel calcio professionistico (2008-2009, 9 presenze). Sei anni dopo si è preso la fascia sinistra del Lecco, di cui è attualmente vicecapitano e uno dei leader indiscussi.

Un match che, aldilà delle questioni di classifica, racchiude in sè l’intreccio di più storie, in cui sono state condivise emozioni dentro e fuori dal campo: ecco perchè contro la Pro Sesto non è (quasi) mai una partita qualunque.

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