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Calcio Lecco 1912

Calcio Lecco: cosa va e cosa non va, tra figuracce e prestazioni super

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La brutta sconfitta patita dalla Calcio Lecco nel turno infrasettimanale giocatosi ad Inveruno ha aperto un vero e proprio processo, a tratti decisamente sommario, sul cammino percorso sin qui dalla società di via Don Pozzi nell’interezza del suo staff, sia dirigenziale che tecnico, e della squadra stessa.
Agli occhi dei più le quattro reti subite in terra milanese hanno due capri espiatori: Nicolò CrottiDavide De Angeli, che fin qui non hanno mostrato le proprie capacità fino in fondo così come tanti altri elementi, ma gettare la croce addosso a loro sarebbe un grave errore di superficialità.
I blucelesti sin qui hanno tutti funzionato a corrente alternata: le figuraccia milanese ha fatto da coda ai malumori e alle incertezze di inizio stagione già venuti a galla nelle debacle con MonzaBustese, che portarono all’esonero di Sergio Zanetti e all’arrivo di Luciano De Paola.

Il tecnico calabrese ha conosciuto l’amaro sapore della sconfitta dopo sei risultati utili (quattro vittorie e due pareggi) ed è deciso a ribaltare squadra e situazione per non gettare alle ortiche il campionato quando non siamo che al 13 novembre. Certo, dieci punti da recuperare al Piacenza sono tanti visto il ruolino di marcia impressionante tenuto dai biancorossi, ma è ancora troppo presto per poter catalogare il torneo come finito.

Fin qui, come detto, il Lecco è andato a due velocità: cosa è e cosa non è andato nelle tredici giornate di campionato disputate ad ora?

SI – In attacco CardinioFrança hanno dimostrato di essere una coppia-gol d’altra categoria: sono già 15 i gol segnati dal tandem offensivo bluceleste, conditi da un buon numero di assist serviti dal lecchese al brasiliano. Come si usa dire, i giocatori di qualità hanno bisogno di poco tempo per trovare l’intesa e loro ne sono la dimostrazione.
Sull’altro lato Ronchi ha dimostrato di essere una pedina irrinunciabile per corsa, personalità e tecnica, ma anche per le difficoltà palesate dai suoi sostituti, Romano su tutti.
I meccanismi della squadra hanno funzionato quando il centrocampo ha dato il suo contributo, fornendo copertura alla linea difensiva e consegnando spesso il pallone tra i pericolosi piedi delle punte; da non sottovalutare nemmeno l’importanza degli inserimenti delle mezz’ali, con le due reti e le conclusioni pericolose di Vignali a confermare questo dato. BaldoCrotti hanno faticato a ritagliarsi le porzioni di campo a loro congeniali, ma quando ci sono riusciti (spesso senza l’altro in campo) il Lecco ha girato a meraviglia sotto tanti punti di vista.
Capitolo difesa: Pergreffi ha stupito un po’ tutti per temperamento e qualità delle prestazioni, Meyergue è stata una piacevole scoperta sotto tanti punti di vista, De Angeli ha dato il suo contributo quando non è stato lasciato allo sbaraglio e anche Redaelli ha dimostrato di “poterci stare” quando è stato impiegato, infine Lazzarini è incappato in un solo vero errore contro il Seregno ma ha compiuto anche delle parate importanti. La difesa ha fatto veramente acqua solo nel tracollo di Inveruno, ma è difficile trovare qualcosa che sia andato per il verso giusto (gol a parte).

NO – Ci aspettavamo tutti di più da una squadra che, sulla carta, ha qualità ed esperienza da vendere per ammazzare il campionato. Manca la cosiddetta amalgama, il gruppo non è (ancora) tale e la mancanza di continuità potrebbe essere dettata da una sorta di appagamento quando si registra una prestazione positiva: non è un caso che a ogni “schiaffo” sia seguita una reazione d’orgoglio veemente (Sondrio, Pro SestoCaravaggio), ma quel “avete visto chi siamo?” non ha mai significato la svolta della stagione.
Davanti segnano solo i due citati prima, Joelson ha timbrato il cartellino alla prima giornata e poi è stato usato con il contagocce anche per via dell’infortunio occorsogli; il centrocampo ha in Baldo il suo faro e in Crotti un elemento di qualità che però troppo spesso s’intestardisce a giocare da solo e perde palloni banali, che permettono agli avversari di ripartire con la squadra bluceleste aperta: sembra vitale l’inserimento di VignaliEspinal come “buttafuori” e il passaggio a un centrocampo più difensivo, che liberi Di Gioia alle sue scorribande in terra nemica; la difesa è quella che subisce in maniera maggiore quando la squadra non funziona per bene dalla cintola in su: De Angeli sta collezionando brutte figure, ci ha messo anche del suo ma spesso viene puntato in campo aperto e senza la copertura di un terzino “vero” sulla destra oppure è costretto a mettere delle pezze in extremis, mentre Turati ha passato più tempo in infermeria che in campo e ad ora non ha potuto dare il contributo che ci si aspettava. A completare il pacchetto c’è Bugno, che non ha mai lesinato impegno ma non si sta sempre esprimendo sui livelli che gli competono.
Da rimodellare anche il “pacchetto giovani”: Ronchi e Di Gioia sono delle garanzie, MeyergueRigoni stanno facendo il loro e a volte anche di più, ma dagli altri ci si aspettava qualcosa di più; ingiudicabile Rigamonti, che non può essere il salvatore della patria a vent’anni.
Le gambe ad Inveruno hanno girato meno del previsto per via degli impegni ravvicinati (ci stava un po’ di turnover, questa la colpa maggiore del mister nel caso specifico), ma a fare difetto è stata principalmente la concentrazione: i primi venti minuti sono stati terrificanti, fatto già registratosi in stagione, ma anche la tensione successiva non è stata gestita a dovere e ha portato ad uno schiacciamento eccessivo sulla linea difensiva avversaria durante la ricerca del vantaggio.
Le colpe non possono essere soltanto della squadra e dello staff: Bizzozero ha speso tanto, è innegabile, ma non tutti i suoi fedelissimi hanno ripagato appieno la fiducia, alcuni ruoli sono “scoperti” (si è visto quando è mancato Cardinio) e mancano dei giovani all’appello. Non basta il curriculum dei giocatori a garantirsi una squadra vincente, lui e i suoi collaboratori dovranno sfruttare dicembre e gennaio per applicare i correttivi necessari.

Che poi il calcio è fatto di episodi: se Voltolini non avesse fatto quel miracolo su Françase lo stesso brasiliano avesse fatto gol un minuto dopo forse staremmo parlando di un altro risultato, ma questa volta il vaso di Pandora è stato scoperchiato del tutto ed è giusto che sia andata così.
Questa squadra ha numeri impressionanti, l’ha dimostrato, ma deve trovare la sua identità definitiva il più presto possibile.

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