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Il Viminale scrive ai Prefetti: «Si agli allenamenti individuali, concessi gli allenamenti delle squadre»

Gli atleti dovranno rispettare tassativamente la distanza interpersonale di due metri. La disposizione vale sia per gli sport individuali che di squadra

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Nella giornata di domenica 3 maggio il Ministero dell’Interno ha scritto ai Prefetti di tutta Italia per fornire delle delucidazioni in merito al Decreto Governativo che entrerà in vigore domani, lunedì 4. Tra i punti inseriti nel documento, lungo otto pagine, c’è anche quello dedicato all’attività motoria e sportiva. Stando alle disposizioni del Viminale, potranno tornare ad allenarsi gli atleti, professionisti e non, degli sport individuali, così come lo potranno fare coloro che praticano sport di squadra, sempre rispettando la distanza interpersonale di almeno due metri.

Attività motoria e sportiva

L’art. 1. comma I. lett. f) conferma il divieto di attività ludica o ricreativa all’aperto e consente lo svolgimento di attività sportiva o motoria sia individualmente che con un accompagnatore (per i minori e le persone non completamente autosufficienti), purché sia rispettata la distanza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività.

La norma pertanto non solo reintroduce l’attività sportiva fra quelle consentite, ma rimuove, tanto per l’attività sportiva che per quella motoria, il limite della prossimità alla propria abitazione.

L’art. 1. comma 1, lett. g). allo scopo di consentire la graduale ripresa delle attività sportive, consente le sessioni di allenamento, a porte chiuse, degli atleti professionisti e non professionisti di discipline sportive individuali, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI, dal Comitato Paralimpico italiano e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali e internazionali, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e del divieto di assembramento.

Sulla base di una lettura sistematica delle varie disposizioni, suffragata da un orientamento condiviso in sede interministeriale, si ritiene sia comunque consentita, anche agli atleti, professionisti e non, di discipline non individuali, come ad ogni cittadino, l’attività sportiva individuale, in aree pubbliche o private, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri e rispettando il divieto di ogni forma di assembramento.

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