Seguici

Calcio

I Di Nunno dettano la linea dell’austerità: «Ci saranno delle cessioni, andremo avanti con i giovani»

Ormai data per scontata la cessione di Simone Iocolano alla Juventus U23, si dovrà per forza di cose trovare le risorse per inserire in rosa un centravanti di peso

Condividi questo articolo sui Social
Tempo di lettura 3 minuti

Austerità. È la parola chiave che riassume il non troppo lungo discorso fatto da Paolo Leonardo e Cristian Paolo Di Nunno, rispettivamente amministratore delegato, oltre che patron, e presidente della Calcio Lecco 1912. Ormai è data per scontata la cessione di Simone Iocolano, che seguirà quella di Ferdinando Mastroianni, passato al Fiorenzuola, e dovrebbe trainare quelle di Filippo Lora, che non andrà, per motivi diversi, nè all’Ancona Matelica, nè al Legnago, nè al Grosseto, ed Ermes Purro. Se non è una smobilitazione, poco ci manca: alla fine tornerà utile l’aver irrobustito le file nella parte finale del mercato di agosto, anche se è palese la necessità di dare a mister Luciano De Paola una punta strutturata, in grado di far salire la squadra e dare più libertà ai brevilinei che gli graviteranno intorno. Il tecnico ha messo il nome di Filippo Scardina della Pergolettese in cima alla propria lista delle priorità, sia per una questione di gradimento tecnico che di costi, gli stessi che hanno bloccato sul nascere le trattative per arrivare ad Andrea Bianchimano e Manuel Sarao, che avevano dato il loro assenso di massima al trasferimento in bluceleste. Confermata, invece, l’operazione con la Ternana per arrivare a Gian Marco Nesta, probabilmente a titolo definitivo.

«Cessioni e giovani»

A prendere la parola per primo è il patron Paolo Leonardo Di Nunno: «Sono vicino a mio figlio, il presidente del Lecco, per dire che la nostra famiglia è un po’ in difficoltà. Sono stati due anni molto, molto tristi per tutte le nazioni del mondo. Io sono un povero cristo, stiamo lavorando notte e giorno ma non si vende un cazzo…».

Ecco, quindi, l’intervento di Cristian Paolo Di Nunno: «Come detto, sono stati anni difficili per il Covid-19, inoltre abbiamo un Comune che non ci dà una mano e per il campo del ‘Bione’ chiede 40mila euro; una cosa del genere, per un campo a 11 giocatori non si è mai vista e, infatti, altre società pagano cifre molto inferiori rispetto a queste. Non è una cosa giusta nei confronti del Lecco e di Lecco, un sindaco dovrebbe dare una mano maggiore rispetto a quella che sta dando ora. Non aspettatevi una campagna acquisti importante, anzi ci saranno delle cessioni e lo comunichiamo adesso. Andremo avanti con i giovani, abbiamo dei ragazzi molto forti e speriamo di valorizzarli; la strada sarà questa».

Chiusura affidata ancora alle parole del patron Paolo Leonardo: «Valorizzare i ragazzi mi sta bene, li lasciamo anche al Lecco perchè è povero e lasceremo tutto tranne il campo, perché fino al 2030 è mio e se vogliono giocare qua devono sborsare 60mila euro, com’era per noi ai tempi, prima del fondo in erba sintetica. L’abbiamo fatto in un mese, pagando con un bonifico e non in dieci anni. Mi auguro che qualcuno ci dia una mano in questo momento difficile, molto difficile; vale anche per i tifosi stessi: questa è la provincia più ricca d’Italia, penso che qualcuno abbia mille euro in tasca… Come famiglia non ce la facciamo più, mi dispiace ma da un momento all’altro potremmo decidere di lasciare la società; sono dispiaciuto anche per i giocatori, che sono legati a me e hanno una partita importante. Vedremo come andrà a finire, vogliamo solo far capire che questa famiglia non può sostenere dei costi così alti».

Condividi questo articolo sui Social

LECCO CHANNEL NEWS TV

Lecco Channel Web Radio

SEGUICI SU FACEBOOK

Altre notizie in Calcio