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Picco Lecco, la festa continua a casa. Il presidente Righetti: «Godiamocela e vediamo se riusciamo a fare questo passo»

Al PalaTaurus un nuovo atto delle celebrazioni biancorosse dopo la meritata promozione in Serie A2. Un traguardo che tutto il territorio dovrà aiutare a difendere

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È stata una notte molto lunga quella della Picco Lecco. Grazie ai due set conquistati sul campo di Capo d’Orso Palau la Prima squadra biancorossa è stata promossa in Serie A2, categoria che in città mancava da ben trentadue anni. Ora come allora con il nome di Dario Righetti, oggi presidente, a legare i due periodi: il numero uno del sodalizio lecchese ha festeggiato con staff, squadra e amici in terra sarda, prima di tornare in città nel corso della prima serata di domenica: al PalaTaurus l’AcciaiTubi è stata accolta da dirigenti, amici, tifosi, palloncini e striscioni, oltre che da un meritato rinfresco allestito all’ultimo piano del palazzetto di viale Brodolini. Proprio il presidente ha preso parola, in esclusiva, davanti ai nostri microfoni, facendo ben capire che quello della cadetteria sarà un traguardo da difendere insieme a tutto il territorio, al quale è stato dedicato, attraverso la ricerca delle risorse economiche necessarie per poter prendere parte alla categoria superiore. Come da stile Picco, di salti nel vuoto non se ne faranno, questo per tutelare in prima battuta le centinaia di atleti, allenatori e dirigenti che fanno parte del florido settore giovanile biancorosso.

Dario Righetti BONACINA/LCN SPORT

Picco Lecco promossa in Serie A2, Righetti plaude il gruppo

Presidente, un obiettivo finalmente centrato:
«Certamente il passaggio in Serie A2 è una tappa molto, molto importante, un grande successo. Ho svolto tutti i ruoli alla Picco Lecco, ma la cosa più importante è che questo successo è di un gruppo, non di un singolo: abbiamo una squadra molto forte, un collettivo unito che ha lavorato per il successo. Il “grazie” va al loro, al territorio, all’assessorato del Comune. La dedica speciale va al futuro delle nostre generazioni, che passa dal presente del nostro settore giovanile».

Un traguardo arriva quando era meno aspettato:
«Vero, è sotto gli occhi di tutti che è sempre più importante il team, la squadra. Lo dico sempre, sarò noioso ma la mia esperienza insegna che tutti devono mettersi al servizio degli altri: quando succede, i risultati non possono mancare e questo è il segreto del nostro successo. La squadra era giovane ed eterogenea, cambiata quasi interamente e amalgamata grazie al nostro allenatore Gianfranco Milano, una grande sicurezza».

Ora la Serie A2: come?
«Il filo con 32 anni fa mi lega al presidente Luciano Lavecchia, presidente di allora. In questo triennio siamo stati sempre al vertice, abbiamo ampiamente dimostrato di valere la promozione nella categoria superiore. C’è da fare un passo in avanti dal punto di vista organizzativo e finanziario, da domani e per due-tre settimane ci prenderemo questo impegno, io per primo: vediamo se riusciamo a fare questo passo, più del doppio rispetto a quanto fatto fino a ora. Faremo il possibile e l’impossibile, ma almeno per ora vogliamo festeggiare e goderci questi momenti».

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