Passano gli anni, ma la FeralpiSalò è sempre lì. A volte seconda, a volte terza, a volte quarta. In sordina, generalmente, ma sempre nelle posizioni che contano, con quella virgola che manca per provare fino in fondo l’assalto alla Serie B. Il patron Giuseppe Pasini, a capo del colosso Feralpi che da queste parti ben si conosce per essere proprietario del Caleotto investe ogni anno una cifra elevata, ma abbastanza distante da quelle messe sul campo da Vicenza e Pordenone, tanto per capirci. Eppure, nel corso delle ultime settimane prima la seconda e poi la prima hanno perso in casa (0-1) con la compagine allenata da mister Stefano Vecchi, confermato alla guida di un gruppo per la gran parte riconfermato e un po’ ringiovanito in estate. In porta, caso strano, c’è un under come Semuel Pizzignacco che al “Teghil” ha fatto cose prodigiose nella difesa del minimo vantaggio, pescato proprio dal Vicenza dopo i sei mesi in prestito al Renate. Poi s’intercettano una gran quantità di volti già incrociati lo scorso anno e il potenziale, soprattutto nel reparto offensivo, è di altissimo livello: Luca Siligardi, quando le noie fisiche gli danno tregua, è un giocatore che con la categoria non c’entra niente, tanto da mettere a referto già 4 gol in 12 partite stagionali. Ma di cartucce da sparare Vecchi ne ha quante ne vuole, là davanti: la FeralpiSalò ha la vetta così vicina da poter essere toccata.
Paradossalmente, però, i Leoni Del Garda hanno fatto molto meglio lontano dal “Turina” che tra le mura amiche: dei 22 punti totali, 6 sono stati conquistati nel proprio impianto, mentre ben 16 sono arrivati su quelli “nemici”. Nessuno, tanto per capirci, ha la media esterna dei bresciani, che in casa hanno fatto meglio solamente di Virtus Verona e Piacenza conquistando due vittorie in cinque uscite. Non un dato di poco conto per il Lecco, che da quelle parti deve ritrovare in primis un po’ di fiducia dopo la pesante debacle (5-0) di Lignano Sabbiadoro con il Pordenone. Una prova gagliarda per riempire il barile dell’autostima in vista di un impegno fondamentale come quello in programma sette giorni dopo con il Piacenza: dal mare al lago, per respirare un’aria più simile a quella di casa e tornare a mettere un po’ di fieno in cascina. Impresa difficile, ma che non dev’essere considerata impossibile a priori.












