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Consigli da Genova

Il pomeriggio dello stadio “Luigi Ferraris” ha lasciato in dote dei validi spunti di riflessione: l’organizzazione tattica è venuta meno, ma anche fisicamente la Sampdoria ha retto meglio

Il Lecco fa ritorno a centrocampo dopo il primo gol di Esposito BONACINA/LCN SPORT
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Sampdoria-Lecco ci ha lasciato istantanee che ci porteremo dietro per il resto della vita, certo. Ci ha lasciato anche zero punti in classifica e qualche spunto di riflessione, pure. I blucelesti, in questi ultimi due mesi sicuramente positivi, hanno scalato abbastanza rapidamente la graduatoria dall’ultimo posto mettendo in mostra tanta voglia e parecchio ordine tattico. Ordine tattico che al “Ferraris” si è visto solamente per una ventina di minuti, come riconosciuto anche da mister Emiliano Bonazzoli dopo il triplice fischio. I blucerchiati avranno pure deciso di cambiare marcia da un momento all’altro – parole di Pirlo -, ma diciamo pure che i manzoniani si sono smarriti sul tappeto verde di Marassi. C’è la grande giocata di Esposito a spaccare la partita, ma contestualmente va registrato il contrasto troppo morbido del già ammonito Sersanti nell’occasione: bravi loro, indubbio, ma è stata l’interpretazione della gara a fare tanta differenza perché c’era ancora parecchio tempo da giocare e di rimonte ne abbiamo viste di recente.

I dati Opta forniti dalla Lega di Serie B la dicono abbastanza lunga su dove stia il nocciolo della questione: Lecco per la gran parte concentrato sulla fascia sinistra del campo, con la posizione media di Crociata che è addirittura più avanzata rispetto a quella di Novakovich. Nel giro di uno spazio molto ridotto troviamo le posizioni medie dei due, di Buso, Ionita e Caporale; Degli Innocenti e Sersanti praticamente sovrapposti, Lepore semiabbandonato sulla destra, i centrali Bianconi e Celjak tenuti bassi da De Luca per permettere di allungare il campo in favore di Esposito e Verre, che difatti hanno fatto il bello e il cattivo tempo a lungo.

La posizione media dei calciatori blucelesti contro la Sampdoria OPTA

Allungare le rotazioni?

Sofferenza un po’ per tutti per un’ottantina di minuti – recuperi compresi -, con la reazione nel finale che sarebbe stata meritevole di almeno un gol viste le occasioni enormi di Caporale ed Eusepi, rimbalzati miracolosamente da Stankovic e Yepes. Chiaramente non è tutto da buttare, perché la squadra non è mai uscita dalla partita e non era così scontato, ma qualche consiglio va preso da Genova: tra l’utilizzo dei titolari e quello dei comprimari c’è fondamentalmente un abisso, puntare su un nucleo ristretto di elementi ha dato frutti dolcissimi, ma è pure palese che ci sia un’altra faccia della medaglia e questa rappresenti l’usura – anche e soprattutto mentale – provocata da un utilizzo continuo in un tempo così ristretto, con la squadra che ha anche disputato tre partite in più rispetto alla gran parte delle contendenti. Mancano 300′ alla fine del girone d’andata, ci sono due scontri diretti in tre partite, il mercato è in arrivo, ma un ragionamento sulla possibilità (necessità?) di allungare le rotazioni si può tenere in considerazione: saranno poche, ma in panchina delle valide alternative ci sono.

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